Bernard Malamud.
...
.
...
Dio mio, grazie.
...
.
...
Titolo originale: God's Grace.
Traduzione di: Camillo Pennati.
1984. Giulio Einaudi Editore, TORINO.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Presentazione.
...
.
...
Questo nuovo romanzo di Malamud - veramente nuovo anche rispetto ai suoi precedenti -  una favola di vasta e geniale fantasia, con tutto il fascino delle visioni immaginose, sul futuro dell'uomo, e insieme una cruda parabola sulla sua natura perenne.
Figurazione della storia e del destino dell'uomo, Dio mio, grazie si svolge con la lievit dolce e amara del romanzo pi puro, immergendoci nelle ipotesi della catastrofe nucleare, ma ancor pi nelle paure, nelle aspirazioni, nelle costanti della nostra natura; con quella ricchezza d'invenzione e di scrittura che colloca Malamud fra i massimi scrittori americani di oggi.
...
.
...
L'AUTORE.
...
.
...
Bernard Malamud, nato a Brooklyn nel 1914 da una famiglia di ebrei russi, pubblic i suoi primi racconti nel 1940, sul Washington Post ed  autore di una decina di romanzi e volumi di racconti. Ha ottenuto riconoscimenti prestigiosi quali il premio Pulitzer e per due volte il National Book Awards. Di lui sono usciti da Einaudi: Il commesso (1962); Una nuova vita (1963); Il barile magico (1964); Prima gli idioti (1966); L'uomo di Kiev (1968); Gli inquilini (1972); La Venere di Urbino (1973); il cappello di Rembrandt (1975); Le vite di Dubin (1981).
...
.
...
Per Diarmuid Russell ora dipartito; e per Rose Russell.
...
.
...
Ringraziamenti.
...
Sono grato al Center for Advanced Study, sezione Scienze comportamentali, per l'ospitalit e il tempo dedicatimi; e a Carol Bain, Del Powers e  Deanna Dejan per l'assistenza di segreteria e le modifiche apportate al testo  scritto; e a Eleanor Moore, che ha battuto a macchina le prime stesure di questa storia a Bennington, Vermont.
Ho letto molti libri per scrivere questo ma sono debitore in modo particolare all'opera The Last Trial di Shalom Spiegel e a In th Shadow of Man di Jane Goodall.
...
.
...
Il Santo, sia benedetto, gett una pietra in mare e di l si fond il mondo.
R. YITZHAQ NAPPAHA.
...
M'imbattei negli orribili resti di un banchetto di cannibali.
ROBINSON CRUSOE.
...
Nessuno sembr sapere donde provenisse il nome di George.
JOHANSON, EDEY. 
...
.
...
Indice.
...
.
...
Il diluvio.
L'isola di Cohn.
L'albero-scuola.
La vergine tra gli alberi.
La voce del profeta.
La misericordia di Dio.
...
.
...
Fine Indice.
...
.
...
Il diluvio.
...
Questa  quella storia.
Gli alti marosi rigonfi erano tutti coperti di rifiuti
Il cielo opaco rosseggiava
Polvere e ceneri venivano trasportate dal vento tutt'attorno la terra.
I mari grevi s'inclinavano da una parte e dall'altra sommergendo
la terra bruciata sotto una luna diurna
Cadeva una nera pioggia oleosa
Non v'era nessuno
Alla fine, dopo la guerra termonucleare tra i Djank e i
Druzhky, in seguito alla quale si erano annientati e, con
loro, tutti gli altri abitanti della terra, Dio parl attraverso
uno spacco sfolgorante d'una nera nube bulbosa a Calvin
Cohn, il paleologo, che tra tutti gli uomini era miracolosamente
sopravvissuto in un malconcio scafo oceanografico
munito di vele, mentre le acque rigonfie si inclinavano da
una parte e dall'altra;
Questo dicendo:
"Non Mi presuma un volto visibile, signor Cohn, non 
quello il mio genere, ma se le riesce, Mi immagini. Mi duole
dire che fu per un minuscolo errore che lei sfugg alla distruzione.
Quantunque mio, non fu grave; un grave errore
avrebbe potuto inceppare tutto l'universo. Il cosmo  siffattamente
concepito che Io stesso non so quel che accade
in ogni dove. Non  la perfezione quantunque Io, certo, sia
perfetto.  cos che ho strutturato la mia mente.
" che lei, signor Cohn, si dia il caso esista quando non
 cos di nessun'altro, per quanto Mi sia imbarazzante, non
ha nulla a che vedere col fatto che lei un tempo abbia studiato
da rabbino o, quanto a ci, che poi abbia smesso.
"Questi erano affari suoi, ma non voglio che nutra delle
false attese. Inevitabilmente, mio scopo  di correggere
l'errore che ho ingenerato.
"Non ho desiderio di tormentarla, solo di asserire una
volta di pi causa ed effetto. Non  pi che un sistema in un
sistema, per ci conto per mantenere un certo ordine. L'uomo,
dopo aver mancato d'usare a uno scopo adeguato le sue
possibilit e la mia buona volont, ha distrutto se stesso;
quindi, in verit, lo stesso ha fatto lei
Cohn, scosso da brividi nella sua muta gocciolante, si
lament amaramente:
- Dopo il Tuo primo Olocausto hai promesso che non vi
sarebbero stati pi diluvi. "Non vi sar pi Diluvio a distruggere
la terra. Fu questo il Tuo Patto con No e tutte
le creature viventi. Invece, ci hai di nuovo mandato l'acqua.
Chi non sia stato consumato nel fuoco  affogato in acque
amare e un Secondo Diluvio copre la terra.
Dio disse questo: "Tutto ci fu di prima della Tor.
Non v'era nulla di simile all'Olocausto, solo causa ed effetto.
Ma dopo che ebbi creato l'uomo non sapevo come Mi
avrebbe deluso in seguito, in quale sorta di violenza, corruzione,
ingiuria blasfema, bestialit, peccato oltre ogni credersi.
Cos profan se stesso. Non ne avevo previsto la
vastit.
L'attuale Devastazione, concludentesi in fumo e polvere,
giunge quale conseguenza dell'autotradimento dell'uomo.
Dall'inizio, quando diedi loro il dono della vita, essi
furono perversamente bramosi di morte. Infine pensai, dar
loro la morte poich sono presi totalmente dal male.
"Essi hanno distrutto la mia opera, i presupposti della
loro sopravvivenza: la soave aria ch'io diedi loro da respirare;
l'acqua dolce che diedi loro in dono, perch ne bevessero
e vi si bagnassero; la fertile terra verde. Essi hanno
lacerato il mio ozono, carbonizzato il mio ossigeno, acidificato
la mia rinfrescante pioggia. Ora essi oltraggiano il mio
cosmo. Quanto sopporter il Signore?
"Feci l'uomo perch fosse libero, ma la sua libert, malamente
usata, lo ha distrutto. In sintesi, il male ha sopraffatto
il bene. Il Secondo Diluvio, quello che adesso si va
placando sulla terra straziata, se lo sono arrecato loro stessi.
Essi non hanno vissuto secondo il Patto.
"Quindi ho lasciato che si sopprimessero. Essi hanno
inventato il modo; Io ho girato il capo. Che lei continuasse
a vivere, signor Cohn, mi spiace dirlo, non fu pi che un
errore marginale. Siffatte cose possono accadere.
- Signore, - implor Calvin Cohn, un uomo di un metro
e sessantasei agli sgoccioli della trentina, piegandosi sulle
ginocchia bagnate. - Non  come se avessi avuto una scelta.
Io mi trovavo sul fondo dell'oceano a badare al mio lavoro
quando la Devastazione colp. Dal momento che sono
ancora vivo sarebbe solo equo se Tu mi lasciassi vivere. Un
fatto nuovo  una nuova condizione. Sebbene mi rincresca
profondamente l'oltraggio dell'uomo a un destino pi degno,
riterrei un favore che Tu mi permettessi di vivere.
"Ci non pu essere il mio intento, signor Cohn. La
mia ira  scemata ma la mia pazienza non  infinita. In passato
ho spesso perdonato loro il loro male; ma non ora. Nessun
No questa volta, nessuna eccezione, giusta o no. Sebbene
mi faccia male dirlo, devo ucciderla;  giusto. Pertanto,
a causa del mio errore, le dar tempo perch si ricomponga,
si rappacifichi. Quindi, si riprenda in fretta, un po'
di respiri profondi e vada per la sua strada. Oltre a questo
non c' altro per lei. Queste le mie parole.
-  detto nel Sanhedrin, - Cohn cerc di dire, - Colui
che salva una vita,  come se salvasse il mondo -. Implor
per un altro favore simile.
"Sebbene il mondo venisse salvato non pot salvarsi.
Non lo salver nuovamente. Non sono un Dio tribale; sono
il Signore dell'Universo. Ci significa pi responsabilit interdipendenti
di quanto lei si immagina.
Allora Cohn richiese un miracolo.
"I miracoli, - Dio rispose, - vanno solo fino a questo
punto. Una volta proclamato, un miracolo  limitato. All'uomo
occorrerebbe pi di un miracolo.
Il Signore richiuse rattamente lo spacco nella nube. Era
rimasto invisibile, luce da cui promanava una voce; nessun
segno di raggera divina, barba argentea, occhio penetrante:
l'immagine in cui l'uomo aveva cercato la propria. La nube
bulbacea salp via imperiosamente, svanendo.
Discese un buio freddo. O era la polvere che si era infittita
o era scesa la notte. Calvin Cohn era solo, derelitto.
Quando lev il capo il silenzio quasi gli spaccava il collo.
Nello sforzo di rimettersi in piedi, lev il pugno al cielo
abbuiato. - Dio ci ha fatti ci che siamo.
Danz in una pioggia di pietre; ma avrebbe potuto essere
una sua immaginazione. Eppure quelle che colpivano la
testa facevano male.
Cohn cadde in ginocchio, temendo la collera di Dio.
Batteva i denti; era scosso da brividi come se dita diacce
gli sfiorassero il collo. Ritirando le sue irate parole, pronunci
queste: - Non sono un laico sebbene abbia dubbi. Einstein
ha detto che Dio non gioca a dadi con l'universo; se
lui ha potuto credere a ci, forse lo potr io. Accetto le
Tue condizioni, ma per favore non abbreviare troppo il mio
tempo.
Lo scafo malconcio e arrugginito con un albero spezzato
andava alla deriva sulle oblique acque. Tra tutti gli uomini
solo Calvin Cohn continuava a vivere, ardendo di voglia di
sopravvivere.
Da poco fattasi l'alba, uno scialbo arcobaleno apparve
nel cielo sbiadito. Sebbene una sezione a forma di zeppa del
suo arco sembrasse mozzata, come se una bocca triangolare
v'avesse dato un morso colorato, Cohn pianse eppure si alliet.
Sembrava un buon segno e lui ne aveva bisogno.
L'imbarcazione oceanografica Rebekah Q, uno schooner
rimesso in ordine dallo scafo in ferro e dotato di motori diesel
e di due alberi, di cui uno tuttora eretto, andava alla deriva
instabilmente sui marosi mentre il Diluvio decresceva:
il Diluvio creato dall'uomo, come fu spiegato a Cohn, non
mandato da Dio.
Le acque si ritirarono. Si erano alzate tanto alte da sommergere
il resto della razza umana; ora andavano lentamente
rifluendo. Immagin che l'imbarcazione incagliata fluttuasse
su cimiteri di citt sommerse in un intrico di guglie:
Calcutta, Tokyo; Londra sull'isola britannica spazzata via
dalle onde. Ma non si sorprenderebbe se loro due (lui e lei,
l'imbarcazione) stessero tuttora andando alla deriva sull'irabondo
Pacifico, sotto le cui furiose onde lui, seduto in un
piccolo sommergibile da profondit, stava osservando il fondo
marino l'istante in cui l'oceano avvamp, rabbrivid e fu
tutto un vapore; mentre rovinava la distruzione nucleare,
provocando un'onda di marea grande quanto una montagna,
che inghiott e rigett fuori il sottogiacente schooner
da ricerche con la chiglia arrugginita.
Quindi di l a breve Cohn era sorto dal mare.
I suoi colleghi scienziati - si raffigur in modo particolare
il dr Walther Bunder che si allontanava in fretta con la
sua valigia precedentemente preparata, il sigaro cubano
stretto fra i denti - e gli ufficiali e la ciurma che governavano
la nave, apparentemente senza garbo e cortesia, erano
scomparsi. La loro noncuranza per Cohn l'aveva indignato,
sebbene ora ammettesse che nel lasciarselo dietro l'avevano
salvato.
Era disceso sul fondo del mare venti minuti prima che i
missili prendessero a volare l'uno contro l'altro; e quando
sorse dal fondo dell'oceano, la guerra istantanea e totalmente
catastrofica era finita, e il genere umano si era annientato.
Le scialuppe e la pi parte dei salvagenti erano
scomparsi: qualcuno sparso qua e l sul ponte. Cohn trov
un canotto giallo di gomma che era stato gonfiato e lasciato
l come per lui; quindi perdon loro la loro terrorizzata diserzione.
Aveva dondolato nell'oscillante sommergibile per quel
che parvero ore dopo che la luce di pericolo si era accesa e
il segnale acustico indic rauco di ascendere. Il piccolo
sottomarino oscill in ampi archi demenziali. Il movimento
pendolare gli sconvolse lo stomaco colmandolo di terrore
finch non avvert l'argano azionato a vapore prendere
a issarlo su lentamente, fermandosi per diversi istanti, poi
continuando a issarlo su.
Fu una spaventevole ascensione. Osserv migliaia di pesci
impazziti sbattere le bocche cieche contro il suo obl illuminato.
Cohn stacc veloce la lampada mentre il sommergibile
saliva luminosamente nell'acquorea oscurit. Quando
raggiunse il ponte sulla superficie del mare, nessuno apparve
ad agganciare il piccolo sottomarino e a dargli una mano.
Aveva sobbalzato in giro sulle onde schiumanti, cercando
di scamparla, preso da un disperato mal di mare, prima
di essere in grado di emergere dal portello del boccaporto
e di ruzzolare, mentre vomitava, a tonfo nell'acqua.
Cohn si trasse su con la biscaglina di metallo appesa allo
scafo della Rebekah Q. Le quattro lance erano sparite, le
loro funi penzolanti come spaghetti. Il cielo era imbrattato
di cenere e del riflesso di fiamme. L'oceano era pieno di canali
di sudiciume di pesci e di corpi di animali galleggianti.
Quando l'odore di carne morta l'assal, Cohn finalmente
cap ci che era accaduto. Prov un nauseabondo orrore e
un vomitevole disprezzo per la razza umana. Dozzine di
missili d'acciaio erano precipitati sul fondo del mare e giacevano
l come stronzi fumanti.
Perch fosse sopravvissuto Cohn non riusciva a supporlo.Non aveva nessuna idea di quanto avrebbe potuto continuare.
Sembr inutile fare una lettura della radiazione.
Dopo Hiroshima qualcuno era sopravvissuto, altri no. Sar
quel che sar.
Nella cabina comunicazioni lesse un messaggio scribacchiato
su di un pezzo di cartone contorto. Cohn apprese ci
che gi sapeva: l'Umanit si era fatta fuori.
L'arcobaleno, si risovvenne, era il segno di Dio a No
che non avrebbe rovesciato un altro diluvio sulla terra. Per
limitarci a segni, a Patti.
Anime morte galleggiavano su mari stagnanti. La Rebekah Q
andava alla deriva tra banchi di pesce in putrefazione,
solcando alghe annerite in laghi di fanghiglia.
Lo schooner oceanografico, il suo albero mozzato dal fulmine
avvolto da vele cadute, andava alla deriva prossimo a
rive vulcaniche mentre Cohn dormiva il sonno malinconico
dei morti. Navig via dalla terra zuppa prima che lui si svegliasse.
Si dest compiangendo gli esseri umani, l'esistenza umana,
tutte le vite perdute. Enumer ognuno di cui pot ricordarsi
e i nomi di coloro che non conosceva, di cui aveva sentito
i nomi. Compianse la civilt, la bont, l'ardire, la gioia;
e tutto ci che l'uomo aveva fatto bene.
Cohn era furioso con Dio che aveva distrutto il Proprio
sogno. La guerra era opera dell'uomo; il Diluvio, di Dio.
Cohn ud tuonare mentre pensava a Dio e talvolta si nascose.
Il cielo era vecchio: quanto spesso la terra era mutata
mentre lo stesso cielo stava a vedere? Non v'era mai stato
tanto spazio nello spazio. Non s'era mai sentito cos desolato.
Cohn incollava diligentemente francobolli sugli album,
risovvenendosi di nazioni perdute; infilzava freccette in un
bersaglio rosso e bianco nella sala da gioco. Leggeva finch
gli occhi non gli si facevano dei grumi di colla appiccicati
alle parole. Ascoltava dischi dal fonografo portatile di suo
padre il rabbino. Si dava, per cos dire, da fare.
I motori dell'imbarcazione avevano cessato di pulsare;
non c'era elettricit. Parve inutile cercare di attivare il generatore
di bordo arrugginito; ma c'era del gas in bombole
con cui cucinare in cambusa.
I giorni buoni Cohn si raccontava storie, dicendosi che
il Signore l'avrebbe lasciato vivere se pronunciava le giuste
parole. O vivesse la giusta vita. Ma com'era possibile senza
un'altra vita umana accanto? Solo Dio e lui in contesa,
con Cohn che cerca di eludere la Sua natura difficile?
(Mormorii di tuono, Cohn che si nasconde).
Nessun modo di superare il Signore che aveva inventato
l'esistenza di se stesso. Il Dio degli inizi, volle iniziare,
quindi aveva iniziato. Combustione spontanea? Gli inizi venivano
ben prima delle Cause Prime. Quindi dov'era cominciato
Dio?
Chi era Egli? Dovevi vedere il Suo volto per dire in
quale immagine era stato fatto l'uomo; e nessuno lo poteva.
Mos, che vi era arrivato vicino, Lo vide attraverso la
nebbia e la fiamma. O dalla fenditura in un masso enorme
dove il Signore l'aveva posto. E Dio, approssimandosi al
masso nella sua propria luce, copr la fenditura con la Sua
mano, finch non fosse passato oltre, poi rimosse la Sua mano
e Mos vide chiaramente l'infinito dorso del Signore.
Vedr un giorno il Suo volto? Pareva che Dio sentisse
il bisogno di parlare agli uomini. Aveva bisogno di adorazione,
e financo uomini senza fede avevano bramato di
adorarlo.
Cohn somm colonne di cifre a caso. Inizi e stracci un
taccuino-diario. Andava su e gi, per far del moto, lungo il
ponte di quarantasei metri e mezzo, saltando ostacoli, l'albero
caduto, iarde di velame, strumenti d'osservazione, per
rimorchiare, per trivellare; tonnellate di cavi spessi incrostati
d'alghe, balani, stelle e detriti marini; Cohn, malgrado
la sua piccola taglia e le gambe leggermente arcuate, un tempo
era stato un atleta al liceo di Staten Island.
La radio era muta. Parlava tra s. La voce umana gli
mancava.
Che ci si pu aspettare in questa vita di desolazione?
- Altra vita?
Vivere da solo per sempre?
- Ci vuole una costola per fare un'va.
Ti vedi come Adamo?
- Se il posto  vacante.
Ovunque fossero pioveva di rado. Le forti piogge erano
state opportune e se ne erano andate; il clima attuale era
asciutto, il diluvio scemava; ma non l'ira di Cohn per la distruzione
che Dio aveva apportato. Perch la vita umana significa
cos poco per Lui? Perch Egli non l'aveva vissuta?
Se Ges l'aveva vissuta, perch non Gliene ha parlato?
Cohn pens che Li porterebbe davanti a un tribunale se
potesse.
(Tuoni terribili; si nascose per giorni).
L'acqua potabile scarseggiava. Parte di quella di scorta
era filtrata via in mare, aggiungendosi all'acqua dell'oceano.
All'amaro mare salato. Di cibo ce n'era in abbondanza
ma mangiava senza appetito.
Cohn, esperto nel leggere il tempo geologico e biologico
nelle carote microfossilizzate trivellate dal pavimento oceanico,
era a mala pena in grado di leggere le stelle visibili.
Non sapeva come navigare, e poteva solo tirare a indovinare
in che diavolo di mondo bagnato si trovasse; n sapeva
governare la Rebekah Q, sebbene studiasse con diligenza i
manuali di riparazione del macchinario di bordo e dell'impianto
elettrico. Che differenza faceva stare al timone se non
v'era un luogo asciutto dove andare? Andava dove lo portava
il natante menomato, chiedendosi se buttarsi a nuoto
nel caso affondasse.
Un giorno tedioso e soffocante Cohn pens di non essere
pi nel Pacifico. Non sapeva immaginare dove fosse. Che
fare, solo tra tutti gli uomini su questa terra devastata?
Giur che sarebbe vissuto nonostante il Dio incollerito
che l'aveva lasciato uscire appeso a un filo e lo avrebbe d'un
tratto riagguantato sempre appeso a un filo.
Una volta ud un terrificante svolazzar d'ali, e quando
Cohn lev lo sguardo a rimirare un angelo risplendente, vide
un brandello di cielo azzurro a forma di mano rattrappita.
Cohn preg in ginocchio. Nessuna voce parl. Nessun
vento soffi.
Una notte di luna, Calvin Cohn, tremante nel sonno, avvert
una presenza a bordo, di certo non la propria. Si mise
a sedere pensando alla sua giovane moglie morta. Era lei
che guidava, non Cohn. La pianse tra coloro che piangeva.
Temette che Dio, col suo berretto da macellaio, stesse
per bussare alla porta. Per l'estremo motivo: "Ragazzo, 
tempo, oppure a mo' di cenno, forse, a preparare Cohn?
Doveva venir ucciso, Dio aveva detto, bench non giustiziato.
Perch, quindi, non era accaduto nel sonno piuttosto
che fuori del sonno? Vai a letto e ti svegli morto. O Cohn
stava ingigantendo un nulla, in realt, lasciando che la paura
gli sfiorasse la gola?
O questo senso di un'altra presenza non era che il
pregustamento della terra nelle rifluite acque del diluvio; colomba
recante nel becco un ramoscello d'olivo? O corvo
gracchiante: Terra urrah! Infilatevi le brache?
Cohn guard fisso oltre il vetro dell'obl; chiaror di luna
che scorreva sul mare liscio della calma notturna. Nient'altra
vista.
Prima di riadagiarsi nella sua cuccetta s'infil le scarpe
da ginnastica a strisce verdi e blu e, portando con s la torcia,
sbirci in ogni cabina e laboratorio sotto prua. Era tutto
uno scricchiolare e schioccare, mentre s'aggirava da un'umida
sala a un'altra; ma niente visitatori o visitazioni.
Si dest al rumore di un mugolio, accese la torcia, e si
tese in ascolto.
Cohn s'immagin che potesse trattarsi di qualcosa di rotto
che stridendo oscillasse su e gi nella brezza notturna, ma
il suono era simile al vagito di un neonato non distante.
Nulla di simile c'era stato a bordo, n madre n neonato.
Reggendo in mano una candela accesa, Cohn appoggi
l'orecchio alla porta di ciascuna cabina. Che fosse un gatto?
Non ne aveva incontrato nessuno sull'imbarcazione. Era, allora,
nulla di pi che un pianto in sogno?
Mentr'era in piedi nella sua cabina, un urlo lontano lo
scosse. Uccelli che stridono all'imbarcazione che raggiunge
riva? Impossibile: non v'erano uccelli viventi. Nel Genesi,
Dio, all'epoca del Primo Diluvio, aveva distrutto ogni cosa
vivente, per fuoco, per acqua, per fame, tranne quelle risparmiate
sull'Arca. Eppure se Cohn era vivo potrebbe esserlo
anche un singolo uccello o topo.
Il mattino affisse un messaggio sul tabellone bollettini
nella sala giochi. Chiunque siate, prego contattare Calvin
Cohn nella a-II. Non v'accadr alcun male.
Dopo di che, mise a scaldare una pentola d'acqua sulla
stufetta a gas e l per l smise di radersi. Tutti gli approvvigionamenti
scarseggiavano. Cohn pomp il rimanente dell'acqua
dolce della cisterna che perdeva, da lui saldata senza
successo, e la lasci scorrere in un barile di legno che aveva
trovato nell'acquaio. A sera quasi un ottavo dell'acqua
nel barile era scomparso.
Non era certo un uccello.
Chi mai l'avr bevuta? Cohn temette la domanda quanto
una risposta qualsiasi. Inchiod tre assi sull'apertura del
barile. Quando voleva bere ne forzava una, poi l'inchiodava
di nuovo.
Era nervoso in cambusa mentre in una padella cucinava
delle uova in polvere strapazzate, quella sera, prima del
buio: sentiva d'essere osservato. Un occhio umano? A Cohn
gli si accappon la pelle. Ma era stato informato da una
Fonte Incontestabile d'essere l'unico uomo rimasto al mondo,
cos si persuase di mantenersi calmo. Cohn mangi le
sue uova con un panino raffermo, buttando gi il cibo con
sorsi d'acqua. Stava riflettendo sui piaceri d'una sigaretta
quando si chiese se non avesse avvertito un lieve movimento
dell'anta dell'armadietto sotto il doppio acquaio della
cambusa.
Chi poteva essere?
La domanda lo spavent. Cohn si guard attorno in cerca
di un coltellaccio e si accontent di una lunga forchetta
da cucina appesa alla parete. Brandendo lo strumento come
un pugnale, si fece avanti e spalanc la porta di metallo.
Lo squittio di un animale gli fece sobbalzar via il cuore.
Cohn consider di inseguirlo nello spazio ma diede un'occhiata
impulsiva all'interno dell'armadietto sotto l'acquaio
e non pot credere a ci che contemplava: un piccolo scimpanz
dagli occhi accesi e spaventati, seduto tutto rattrappito
tra flaconi di detersivi, ghignante in modo malaticcio
mentre chiocciava degli hu-hu. Portava una logora compressa
di garza grezza intorno al collo.
- Chi sei? - grid Cohn, commosso dalla domanda, che
stava facendo a un altro essere vivente. Un piccolo di scimpanz
vivo, secondo piccolo errore da parte di Dio stesso?
La Macchina Universale, saltata per una frazione di cosmi-secondo, lascia che sopravviva anche una giovane scimmia?
Stando cos le cose, il regno della possibilit si era espanso.
L'umore di Cohn miglior. Si sent ancor pi il Cohn di
una volta.
Lo scimp, scostando la forchetta da cucina, sort precipitosamente
dall'armadietto, galoppando sulle quattro zampe
verso una porta girevole che non cedeva. Correndo di filato
dietro un tavolo da lavoro dal ripiano in metallo, s'arrampic
su per una parete di scaffali e si mise seduto in cima,
continuando con i suoi hu-hu. Lo scimp blaterava come un
venditore all'incanto che promuovesse offerte, in attesa della
mossa successiva di Cohn. Nel contempo pareva tenesse
con eloquenza un'orazione: aveva i suoi diritti, lo si lasci
vivere.
Cohn tenne le sue distanze. Congettur che lo scimp doveva
essere appartenuto al dr Walther Bunder, aveva sentito
che lo scienziato ne teneva uno nella sua cabina; ma
Cohn non aveva mai visto l'animale e si era dimenticato della
sua esistenza. Aveva sentito che il dottore lo faceva camminare
sul ponte a notte tarda, e il piccolo scimp faceva la
pip nell'oceano.
La scimmia sullo scaffale parve segnalasse qualcosa, con
le dita si tamburellava sulla bocca dai denti sporgenti. Il
messaggio era chiaro: Cohn gli offr quanto gli era rimasto
del suo bicchier d'acqua. Accettandolo, lo scimp bevve avidamente.
Asciug l'interno del bicchiere con l'indice e succhi
il liquido prima di lanciare il recipiente a Cohn. Richiamando
su di s l'attenzione con altri hu, di nuovo si tamburell
sulla bocca, ma Cohn gli consigli basta acqua sino
all'ora di andare a letto.
Stavano comunicando!
Seduto su uno sgabello di cucina, Calvin Cohn osservava
attentamente il giovane scimpanz che guardingo gli ricambiava
lo sguardo. Dava l'impressione di non essere incapace
di seria riflessione, un animale assai intelligente.
Scendendo dagli scaffali, si diresse imbarazzato sulle nocche
alla volta di Cohn, blaterando nervosamente mentre l'altro
sedeva immoto a osservarlo.
Poi il piccolo animale mont in grembo a Cohn e tent
di succhiare attraverso la maglietta, ma lui, imbarazzato, lo
allontan. - Comportati bene -. Lo scimp rimase li seduto a
pulirsi il ventre come se fosse vissuto da sempre in grembo
a Cohn e avesse puntualmente pagato la pigione.
Era un ragazzino sveglio dalle gambe arcuate con un viso
espressivo e affettuoso, ora che la paura di Cohn sembrava
gli fosse diminuita. Pesava trentacinque chili, una creatura
dal largo cranio con grandi orecchie, un naso piatto e curiosi
occhi scuri dall'ossuta arcata. Il pelame malconcio era color
marrone. Sembrava vivace, ottimista, obiettivo; non diceva
tutto ci che sapeva. Sedeva in grembo a Cohn come per significare
che tanto tempo fa, senza necessariamente disprezzarla,
si era incontrato con la razza umana. Allorch nell'esplorazione
del suo corpo si imbatteva in un sapido bocconcino,
lo mangiava con interesse. Una di queste leccornie
l'offr a Cohn che rispettosamente declin.
Egli, provando un amichevole bisogno di confidare in
qualcuno, disse allo scimmiotto che erano stati entrambi
abbandonati su questa dissestata imbarcazione, a un ignoto
destino.
Al che lo scimp si colp il petto col pugno d'una mano dal
palmo rosa, e Cohn si chiese che risposta fosse; protesta,
afflizione, entrambe? Qualsiasi cosa volesse dire voleva dire
senso, comprensione. Il pensiero di coltivare quell'attitudine
nell'animale piacque all'uomo.
Che mi diresti se lo potessi?
Lo stomaco del giovane scimp ebbe dei brontoli. Balzato
gi dal grembo di Cohn, allung la sua per prendergli la
mano, e trascinandolo mentre camminava sulle nocche, lo
guid a una cabina di prua, a circa nove metri lungo il corridoio
da quella di Cohn.
Cohn aveva pulito e prosciugato la propria stanza; questa
era una confusione zuppa d'acqua. Qua e l sul pavimento
c'erano sparsi capi di vestiario maschile, camicie di
seta, calzoncini a strisce da fantino, calze nere lunghe sino
alle ginocchia, e dozzine di pagine dattiloscritte sbiadite, di
ci che avrebbe potuto essere un libro in corso di elaborazione,
appiccicate al verde tappeto fradicio. Tra gli indumenti
giacevano vari taccuini infradiciati, un microscopio
danneggiato, due strumenti chirurgici arrugginiti. Sparsi sul
pavimento molti libri zuppi dalle pagine gonfie. Cohn, per
rispetto, li rimise sulle mensole della libreria, assistito dalloscimp, al quale sembrava piacesse fare ci che faceva
Cohn. Diversi libri trattavano di scimmie moderne e preistoriche;
uno di questi era un grosso tomo sui primati, opera
del dr Bunder. Argomento degli altri era la paleoittiologia.
Mentre ispezionava i quadri incorniciati sulle pareti bianche,
Cohn s'imbatt in una fotografia maculata di Walther
Bunder, un uomo dalla faccia tonda con una visione rettilinea
della vita. Con in testa un cappello di paglia duro, il famoso
scienziato sedeva in poltrona tenendo in mano un piccolo
di scimpanz col pannolino, riconoscibilmente il giovanotto
che ora stava ritto accanto a Cohn. Nella foto lo
scimp piccino portava un piccolo crocifisso d'argento appeso
a una catenina attorno al collo. Cohn si chiese quale significato
il dottore pensava avesse per lo scimmiotto. Quindi
tent di guardare sotto la benda del ragazzo, ma lo scimp gli
scost la mano. Quando Cohn era bambino sua madre gli
avvolgeva il collo con una compressa ogni volta che aveva le
tonsille gonfie.
Cohn aveva parlato di rado col dr Bunder, perch questi
non era una persona accessibile. Eppure una volta addentro
la conversazione reagiva amabilmente, sebbene si lamentasse
di quanto poco le persone avessero da dirsi l'una all'altra.
Era stato allievo di Konrad Lorenz e aveva scritto un testo
classico sulle grandi scimmie prima di interessarsi di pesci
preistorici. Diceva di avere divorziato da sua moglie perch
questa aveva prodotto tre femmine e mai un maschio. Non
si  occupata dei miei bisogni. Sosteneva che lei era responsabile
quanto lui per il genere di sesso dei loro figli. E
non si era risposato perch in ezzenza non si fidava delle
donne. Si definiva un filosofo della natura.
Cohn dovette dire che aveva seguito gli studi per il
rabbinato, ma senza esser mosso da una sua vocazione, fu
per via della vocazione di suo padre, cos che invece era diventato
un paleologo. Il dottore offr a Cohn un sigaro cubano
che aveva importato da Zurigo.
Come mai il dottore non avesse preso con s il suo piccolo
scimp alla vera e propria fine, Cohn non sapeva dirselo, a meno
che lo scimpanz si fosse nascosto preso dal panico quando
i campanelli d'allarme presero a suonare e non potesse
essere localizzato dal suo padrone. Oppure il dottore, temendo
per la propria vita, aveva abbandonato il suo ragazzino.
La sua perdita sar il mio guadagno, fu la riflessione di
Cohn.
Accanto alla cuccetta del dr Bunder c'era una gabbia con
le sbarre di legno alta un metro e trenta. All'interno c'erano
un tappetino orientale inumidito e due piatti di latta arrugginiti.
Lo scimp, come a dimostrare la bella vita da lui condotta,
entr nella gabbia, facendo ruotare la porta fino a
chiudersi, e poi impulsivamente fece scattare in gi la chiusura
del lucchetto l appeso. Un attimo dopo guard Cohn
con imbarazzata sorpresa, quasi avesse fatto, per davvero,
qualcosa di stupido. Afferrando le sbarre di legno con entrambe
le mani, le scosse furiosamente.
Fammi uscire di qui.
- Pensaci prima, - lo consigli Cohn.
Cohn rovist nelle tasche del dottore, nel suo vestiario
bagnato, ma non gli riusc di trovare una chiave per la gabbia.
A segni gli fece capire che avrebbe dovuto forzare la
porta.
Lo scimp si mise ritto, esibendosi; si pavoneggiava passando
da un piede all'altro. Non gli serv a nulla, cos si prov
col linguaggio dei segni, ma Cohn scosse il capo: non gli
riusciva di comprendere. L'animale concion irato; questa
era casa sua e gli era cara.
- O sfondo la porta, oppure te ne starai l vita natural
durante, - gli disse Cohn.
Lo scimpanz prese a calci la gabbia e grugn dal dolore.
Si prese il piede per mostrare dove dolorava.
Cohn, per la prima volta dal Giorno della Devastazione,
rise di cuore.
Il piccolo scimp blater come supplicando un rapido favore,
ma Cohn mir col suo stivale la porta di legno chiusa
a chiave e la sfond.
Lo scimp, irto nel pelo mencio, spinto di forza fuori dalla
gabbia, afferr il pollice destro di Cohn tra i suoi canini
e morse.
Cohn, reagendo con un grido brutale, lo schiaffeggi in
viso, subito pentendosene. Ma fin l perch, quantunque il
pollice gli sanguinasse, chiese scusa.
La scimmia offr la groppa a Cohn che istintivamente la
palpeggi con qualche colpetto. L'animale parve segnalare
il piacere di fare lo stesso a Cohn e questi gli offr la natica
destra e fu tastato dall'animale. Civile, pens Cohn.
In uno dei taccuini fradici le cui pagine dovettero essere
separate con cura, la scrittura a stento leggibile perch l'inchiostro
porpora della stilografica s'era scolorito, per non
parlare della difficile scrittura gotica del dottore, c'era la sua
registrazione dei progressi dello scimmiotto nell'apprendere
la lingua gestuale Ameslan per i sordi. Sa gi tutti i segni
importanti. Fa progressi ezzellenti. La pronuncia rigir
nella testa di Cohn mentre leggeva le parole del dottore.
Poteva sentirlo mormorare tra s nello scribacchiare le sue
frasi.
Calvin Cohn cerc un elenco di segni linguistici illustrati
ma non gli riusc di trovarli. Provando con un altro taccuino
zuppo, s'imbatt in ulteriori note concernenti l'esperimento
del dr Bunder d'insegnare al ragazzo a parlare con lui.
Sull'ultima pagina trov una nota nella tormentata calligrafia
dello scienziato riguardo a come stesse per annoiarsi con
gli esercizi di quella lingua segnica, sebbene Gottlob se la
divori. Devo tentare qualcosa di pi audace. Ritengo che
ne sia pronto.  davvero un tipo.
Gottlob!
Questa era l'ultima annotazione nel suo taccuino, datata
una settimana prima del Giorno della Devastazione.
A Cohn non andava il nome che il dr Bunder aveva accollato
all'ignaro scimp; non sembrava addirsi al suo tipo,
a dondoloni libero nella brezza. Voleva trattare con condiscendenza
il suo ragazzo o tentava di convertirlo? Conducendo
la scimmia per la mano pelosa verso la sua cabina,
Cohn estrasse il suo vecchio Pentateuco, la sua Tor in
ebraico e inglese che di recente aveva fatto asciugare al sole
cocente, apr a caso una pagina spiegazzata e vi sovrappose
il dito. Poi inform il piccolo scimp che adesso aveva un
nome pi adatto, un nome che andava armoniosamente con
la personalit da lui esternata. In altre parole era Buz.
Cohn gli disse che Buz(1) era uno dei discendenti di Nachor,
il fratello di Abramo il patriarca, quindi un nome di
valore intrinseco e pi adatto di quello che il dottore gli
aveva imposto.
Con sua sorpresa lo scimp parve in disaccordo. Reag
con rabbia, colpendosi il petto, saltando su e gi in affannata
protesta. Buz era ovviamente capriccioso.
Ma la sua natura non era, essenzialmente, viziata. Giacch
le sue obiezioni non gli erano servite un gran che, sbadigli
imbronciato e sal sulla cuccetta superiore dove, dopo
essersi contate le dita dei piedi e delle mani, cadde supino
in un sonno profondo.
La bocca era presa da tremiti nel sonno e i movimenti
degli occhi indicavano che stava sognando. Di qualcuno che
stava colpendo alla testa con una pietra? Solo che aveva
un'espressione di innocenza.
Cohn sent che sarebbero diventati amici stretti, forse
come fratelli.
Chi altro ho?
Rinchiuse Buz nella cabina del dottore e lo fece uscire
il mattino per prendere insieme la prima colazione in
cambusa.
Cohn constat che lo scimp aveva fatto i suoi bisogni
nel piatto di latta nella'gabbia. Davvero intelligente, s'era
adattato alle circostanze. Dopo giocarono a rimpiattino e
Cohn prendendolo con le sue lunghe e ossute braccia lo fece
ruotare a volo tutt'intorno sul ponte assolato e leggermente
inclinato. Buz chiudeva gli occhi e apriva la bocca
mentre veleggiava nell'aria.
Cohn si divert a giocare con lui, ma si preoccup per come
le provviste di viveri scemavano. I cibi in scatola, tranne
che per cinque casse di sardine, dodici di fagiolini cotti
e tre di tonno, pi due casse di pesche sciroppate, erano
quasi finiti; ma c'era gran provvista di riso e di farina in
grosse latte. La cosa spaventosa era l'acqua potabile che stava
scomparendo. Rimaneva solo qualche gallone nel barile.
Cohn ne distribuiva un cucchiaio per volta.
Che dire se avessero continuato ad andare alla deriva
sul vasto oceano senza mai toccare terra? Il peggio era ancora
da venire. Aspetta che Dio abbia scoperto il Suo secondo
piccolo errore: che anche Buz era momentaneamente sfuggito
al suo ultimo destino. Non che fosse vivo quando non
doveva esserlo, ma che non fosse spirato quando cos s'intendeva.
O Egli l'aveva di gi scoperto e stava facendo dei
piani? Il Signore era misterioso. Il Suo discorso era silenzio,
la Sua presenza, mistero. Della vita Egli faceva un mistero,
problematico per chiunque tentasse di sopravvivere.
In una settimana la scorta d'acqua s'era quasi esaurita.
Cohn contempl il tentativo di distillare l'acqua di mare ma
non aveva l'attrezzatura. Per di pi il gas scarseggiava. Bollire
acqua salata tutto il giorno e cercare di raccoglierne il
vapore sarebbe stato semplicemente un'impresa impossibile.
Comunque, se fosse giocoforza vi si proverebbero.
Se solo piovesse di nuovo, non un diluvio, quel tanto
per accumulare dell'acqua preziosa. Forse non avrebbe dovuto
tenere Buz a bordo, che mangiava come un affamato e
se gli si dava l'occasione beveva un doppio quantitativo
d'acqua rispetto a Cohn. Avrebbe dovuto gettare a mare la
scimmia? Dovrebbe farlo, per preservare se stesso? Ne sarebbe
capace?
Mentre stava considerando misure disperate, il cielo si
oscur. Cohn trascin sul ponte il barile dell'acqua quasi
vuoto, e Buz port su una padella di rame che aveva trovato
di sotto. Percuoteva lo strepitante strumento come se
convocasse un Dio della pioggia.
E come se il Dio della pioggia fosse lui stesso apparso, il
vento si lev con un ululato e in pochi istanti il nero cielo
ispessito rivers acqua su acqua. Le onde rigonfie sollevavano
lo schooner dissestato su acque ribollenti e lo facevano
ripiombare gi. L'imbarcazione priva di timone adesso
s'incuneava attraverso furiose correnti irascibili, spinta a
sud dall'uragano.
Un vento ululante si scaten. Cohn aveva legato stretto
lo scimpanz sbiancato in faccia all'albero maestro spezzato,
mentre la Rebekah Q s'impennava e saliva, dall'abisso
oceanico al cielo, nelle onde sibilanti. Osservarono il
fortunale a occhi chiusi, il fradicio piccolo scimp piagnucolante
dopo che aveva vomitato.
Cohn, rabbrividendo tra s, temette che sarebbero stati
spazzati via nel mare in sussulto. Annegare ne sarebbe la
fine, l'ultima pagina bagnata della vita. Oggi forse  il giorno
in cui Egli ci uccide: sebbene, perch la complica cos,
quando ci pu abbattere con una piccola saetta? Missione
completata, la terra ripulita di creature viventi, tranne forse
uno scarafaggio di peso inferiore alla media sotto un
acquaio di legno a Bombay, che Egli eliminer con la Sua
pistola a spruzzo la prossima volta che esporr il suo frenetico
capo antennato. Cos' che Lo rende cos teatrale? si
chiedeva Cohn. Gli piace l'esibizione, lo spettacolo: gente
in pericolo il Suo circo pi divertente. Adora storie tristi,
con un cast gigantesco. Cohn nascose la sua rabbia per il
Signore, tenendola bassa, poi nascose i suoi pensieri.
Dopo ore di angosciata sopportazione, Calvin Cohn rest
a guardare spiegarsi la lenta sera mentre il vento scemava
pian piano. Il mare si fece calmo, la bufera si attenu.
Una bianca stella pendeva come una perla lucente nel cielo
che andava sgombrandosi. Lo scimp s'era ripreso e stava
ascoltando con interesse i propri borborigmi. Qualsiasi voce
lo interessava. Avevano navigato a sudest dopo sud ed
ora stavano andando alla deriva nord-nordest. Cohn argu
che avevano lasciato il Pacifico, ma dove diavolo siamo?
Il mattino il sole ardeva come un fiammeggiante specchio
di bronzo. Cohn sleg se stesso e Buz, al che il piccolo
scimp lo strinse tra le sue braccia pelose. E si baciarono. Nel
suo umore espressivo Buz s'inser due dita sotto il fazzlo
e tir qualcosa; porse a Cohn una piccola croce d'argento
appesa a una catenina rotta, forse a mo' di dono.
Un Dio  sufficiente, pens Cohn. Ma invece di gettarla
in acqua se la fece scivolare in tasca.
Lo scimp riprov in fretta il suo repertorio di segni linguistici,
di cui Cohn non conosceva nulla, sebbene fosse in
grado di indovinarne un paio dei pi ovvii. E il barile sul
ponte era straripante d'acqua piovana, leggermente salata.
Sembrava come se la stessa imbarcazione cercasse la fine del
suo viaggio ma avesse dei problemi a giungervi.
La barca in via d'affondare faceva acqua dalla sua chiglia
arrugginita. Se sarebbero durati un giorno in pi ne sarebbe
sorpreso. E dov'era la terra? Come per dire ecco! due fiori
blu-violetto di jacaranda apparvero sull'acqua color lavanda,
rimorchiati da una fronda di palma e due germogli di
bamb dalle foglie verdi.
E lui scorse quattro pesci arcobaleno morti; aveva ritenuto
che fossero vivi finch da un sacchetto di carta non fece
cadere delle croste di pane sull'acqua vitrea. I pesci non
guizzarono. L'aria era fortemente umida. Cohn punt il suo
binocolo nella lontana foschia e vide della nebbia che si spostava.
Nessuna presenza di uccelli, n un albatro o pellicano,
o alcunch di pi piccolo.
Ispezion la loro zattera di gomma gialla e radun rifornimenti
e oggetti da portare a riva, ammesso che fossero
giunti a una riva. Raccolse diversi libri preziosi e l'acqua in
contenitori da dieci galloni. Cohn, di cabina in cabina, aveva
preso su come veniva pile di vestiario per tutte le stagioni;
tutte le provviste trasportabili, anche un fonografo portatile
a manovella con una dozzina di dischi intatti, dei settantotto,
tempo fa di propriet di suo padre il rabbino che
un tempo era stato cantore; pi iarde di legname e una colma
cassetta di utensili, con succhielli e punteruoli. E prese
con s una piccola urna color bianco sporco contenente le
ceneri di sua moglie incinta. Era stata cremata prima della
cremazione universale, di suo volere, non di Cohn; sembrava
che sapesse sempre ci che sarebbe successo.
Quella notte, mentre Cohn e Buz dormivano nei loro letti
uno sopra e uno sotto, l'imbarcazione ebbe uno scossone,
and in frantumi e si apr stupendamente mentre finiva
in secca in uno stridore d'attrito. Lo scimp fu sbalzato dalla
sua cuccetta e prese a ululare nel buio; ma Cohn accese una
candela e lo calm, dicendo che non sarebbero pi stati in
balia di un mezzo di navigazione che affondava.
All'alba Buz scivol gi lungo una cima mentre Cohn
scese dalla biscaglina della barca inclinata, mettendo piede
sulla superficie annerita d'una barriera corallina sulla cui
massa ricoperta d'alghe la Rebekah Q, spezzata in linee frastagliate,
fu fermamente bloccata. Al di l di uno stretto canale
si trovava una striscia di terra costiera, probabilmente
un'isola.
Buz entr in acqua, e con grande sorpresa di Cohn, prese
ad attraversare a nuoto il canale verso la verdeggiante riva
fitta d'alberi. Uno scimp geniale, riflett Cohn.
Sarebbero stati come fratelli, se non padre e figlio.
Giungendo a riva, la scimmia gocciolante fece marameo
a Cohn col suo comico naso, e girovagando in su, si tuff
nella foresta pluviale esalante vapori, senza neppure dare
un'occhiata all'indietro.
Ore dopo, portata alla verde riva la zattera gialla carica
di rifornimenti, poi nascostili nell'alta erba seghettata, un
esausto Cohn segu Buz nella foresta. S'immagin che Dio,
a lungo andare, gli avesse permesso di continuare a vivere,
diversamente non avrebbe permesso che Cohn lasciasse il
mezzo di navigazione naufragato e raggiungesse riva.
Il Signore, baruch Ha-shem, si era trasferito dal Suo trono
del Giudizio a quello della Misericordia. Cohn avrebbe
digiunato. Oggi sar Yom Kippur.
 Note.
1. Batuel, in italiano [N. d. T.].


L'isola di Cohn.

La sua prima notte sull'isola - il massiccio silenzio era
irreale - Cohn la trascorse su di un albero candelabro dalla
fioritura scarlatta, sebbene non vi fossero bestie selvatiche
da cui nascondersi. Nella foresta pluviale non cantavano
uccelli n ronzavano insetti; nessun serpente scivolava sul
ventre; nessuna falena, pipistrello o lucertola che fossero
sopravvissuti. Niente amico Buz, quanto a questo; Cohn
non aveva visto l'ombra dello scimmiotto. Quant'era desolato
il mondo; quanto squallida l'esperienza, quando l'esperire
 di uno solo.
Dov'erano i morti? S'era imbattuto in enormi quantit
di ossa sparse. Nessuna d'origine fossile. Erano tutti scheletri
di animali che erano periti nella Devastazione, tra questi
un piccolo leopardo e uno scimpanz femmina. Non trov
ossa umane, prov un rinnovato senso di abbandono, ma
si tenne occupato nell'esplorazione dell'isola.
Al mattino - l dove la foresta pluviale curvava dietro
una zona collinosa di rocce e scorreva a nord - scopr diverse
caverne in uno scoscendimento di gialla arenaria striata,
e Cohn scelse la pi ampia, un locale formato di due caverne,
per riparo. Lo scoscendimento, alto quanto uno stabile
di cinque piani addossato a un parapetto di colline verdi e
lill, era un promontorio pluricengiato ricoperto da masse
di felce selvatica, muscosi arboscelli epifiti e sarmenti spessi
come cime penzolanti lungo la parete.
Cohn s'arrampic per lo scoscendimento, praticamente
una salita. Da uno spiazzo a terrazza, simile a un balconcino
a due terzi della salita, fece una pausa per guardare le vicinanze
boscose: la foresta pluviale, un muro di vegetazione
avvolta nel vapore a ovest in direzione nord; e verso est un
bosco meno fitto d'alberi in fiore e campi d'erba spessa
estesi verso il litorale sud dell'isola, bordato da diverse variet
di palme selvatiche.
Dal lato sinistro dello scoscendimento, che dalla riva rassomigliava
a una fortezza, una cascata simile alla coda a pennello
di un cavallo scoscendeva formando un catino schiumante
l dove cozzava sul fondo roccioso. Il catino traboccava
in una savana in pendio oltre la quale la foresta pluviale
copriva una porzione delle colline verso il mare a nord
dove Cohn e Buz avevano messo piede su di una barriera
corallina.
Dopo questa vista del suo regno all'inizio sconvolgente
e che pure l'assorb totalmente, la disposizione d'animo di
Cohn miglior.
Si mise al lavoro con diligenza nettando l'anteriore e pi
piccola delle caverne, portando fuori palate di fango nero;
spezz bracciate di sarmenti secchi avviluppati; e trasport
secchi di sassi e sabbia bagnata. Cohn dissotterr due ripiani
di pietra, uno lungo il retro della caverna dove si apriva
in quella pi ampia; l'altro un tavolo quasi rotondo di arenaria
che sporgeva dalla parete di sinistra per chi entrava
nella caverna, un ripiano di lavoro per qualsiasi bisogna sul
quale s'immagin che avrebbe preparato il cibo, costruito e
riparato oggetti di cui avrebbe avuto bisogno; e sul quale
avrebbe fatto dei fuochi per cucinare.
La caverna, di certo alta sei metri, larga tre e lunga sette,
non mostrava nessuna linea d'alta marea del Diluvio. Questa
appariva sulla parete del dirupo a un'altezza di circa nove
metri. Nonostante il caldo umido Cohn accese un fuoco
per prosciugare la caverna. S'era trascinato dentro una quantit
di legname, trasportato con grande difficolt dalla barriera
corallina: una pila di assi di vario legno e lunghezza
che gli riusc di sistemare sotto la lunga cengia di roccia; e
in una settimana si adoper a costruire una parete di scaffali
alta tre metri per quattro di lunghezza e profonda settanta
centimetri, dove sistem ci che possedeva, per quel che era,
e vi avrebbe conservato qualsiasi altra cosa avrebbe raccolto.
A Cohn venne in mente che sembrava presumere un futuro,
nella buona sorte o nell'avversa.
Usando gli ottimi strumenti che si era trasportato dall'imbarcazione
oceanografica, tra cui un telescopio di rilevazione,
si costru un rozzo tavolino, una robusta branda e
una sedia a dondolo primitiva con le doghe del barile dell'acqua;
poi Cohn costru un capanno esterno non lontano
da una piccola macchia d'alberi d'acacia a circa dieci metri
dalla caverna. Il capanno aveva pareti di piccoli tronchi
spaccati in due sui tre lati, e il quarto era lasciato aperto perch
gli piaceva guardare quel tratto erboso ricoperto d'alberi
in pendio verso il mare.
Il suo capanno era coperto da un tetto di bamb isolato
dal torrido mediante un'imbottitura di fronde di palma legate
insieme con strisce di corteccia. Quando Cohn si stancava
della caverna - la camera da letto, cucina e zona soggiorno,
- sedeva nel capanno, pi simile a una veranda aperta
e a una stanza in cui fantasticare. Vi ci aveva fissato un'amaca
di tela ricavata da una vela, dove si sdraiava spesso, a
riflettere sul suo solitario destino.
Si pu chiamare vita questa?
Meglio della morte.
Perch preoccuparsi?
Perch respiro.
Quando l'umidit si faceva intollerabile, riposava nella
fresca caverna, illuminata di notte da una lampada a cherosene.
Prese in esame la costruzione di un cancello lungo
l'apertura ovale, ma perch darsi da fare se non c'era in giro
nessun animale molesto? E cancelli o niente cancelli, il Signore
sapeva dove lui viveva, nel caso Gli venisse voglia di
fare un salto dal Suo piccolo errore per una chiacchierata.
Una o due settimane dopo il suo arrivo sull'isola, Cohn
fu colpito da una nauseante malattia, si sent malissimo, indolenzito
dall'emicrania sin dentro le cavit orbitali, scosso
da brividi febbrili. Vomitava di continuo sebbene non
mangiasse nulla da vomitare. Cohn sudava; puzzava. Perse
capelli in terribile quantit; gli cadevano dal capo mentr'era
sdraiato sul suolo sopra un vecchio cappotto. Perse la
corta barba marrone, i peli del petto e del pube, e dappertutto
sul corpo.
Cohn congettur d'essere afflitto da avvelenamento radioattivo,
oppure era stato colpito, forse in pi, da eccessive
raffiche di raggi X sconfinanti dall'ozono sfilacciato. 
il groviera dell'ozono o la volont di Dio a farmi ammalare?
Forse Egli sa che sono tuttora arrabbiato con Lui? Cohn
pens che meglio fosse stare attento ai suoi pensieri. Colui
che sa la voce dell'uccello lass non  incapace di sapere ci
che Cohn pensa.  meglio tenermi fuori della sua ESP(1) e/o
occhio che sa. Ma infermo quanto sono non busser alla Sua
rischiosa porta, anche sapessi dov'. Che venga a trovarmi
Lui se  disposto a una benedizione immediata.
Cohn si cur il meglio che pot, con aspirina e sorsi d'acqua
stantia. Per rivestire lo stomaco mastic grani di riso
crudo, sebbene non sortisse apparentemente alcunch di
buono. Vomit qualsiasi cosa ingerisse; s'insudici vergognosamente;
si sent abbandonato, reietto, desolato. Non
c'era nessuno a esprimere simpatia per il povero destino di
Cohn. Non gli riusc di sopportarne un tantino di pi. "Si
riprenda in fretta, - aveva detto il Signore. - Un po' di respiri
profondi e vada per la sua strada Calvin Cohn, come
a trovarsi in accordo, scivol fuori della conoscenza del
mondo esistente.
Durante una lunga notte di delirio con morbosi intervalli
di consapevolezza e nessun desiderio di continuare a
vivere, imprecando alla donna che gli aveva dato i natali e
a chiunque avesse cooperato alla bisogna, Cohn si dest nella
parte anteriore della caverna tutta una corrente d'aria
alla sensuale presenza (perdonami mamma) di una mano che
gli sollevava il capo dolorante. Parve poi all'ammalato che
un delizioso elisir di noce di cocco gli scorresse gi per la
gola riarsa.
Nel buio fervido fu tormentato dal pensiero d'essere assistito
e nutrito da un nero dio dal respiro pesante e grugnente,
che gli reggeva alle labbra devastate una met d'una
noce di cocco fragrante mentre Cohn inghiottiva; o era ancora
delirante e l'esperienza illusione, pensiero onirico?
- Buz? - mormor e non ebbe risposta. Cohn si sporse
in avanti per toccare il dio, se tale era, o bestia; una mano si
ritir e il capo gli sbatt contro il suolo. Il dolore, balenando
in diversi lampi, lo confuse.
Al mattino due rosse banane mature erano posate accanto
a lui e con quelle due morbide arance. Cohn ne prese una,
la tenne nell'incavo delle mani macilente e ne respir la fragranza
mentre i caldi effluvi gli salivano alla testa. Morse
la scorza e ne succhi tutto il succo. A giudicare da queste
affermazioni dei suoi sensi, Cohn seguitava a vivere. Aveva
un unico sogno costante: era solo al mondo se non altrove.
La nausea gli ritorn ma non la creatura (o chi fosse) che
l'aveva nutrito. Cohn, tuttora gravemente ammalato, tir
su il contenuto a base di frutta dello stomaco e sprofond in
un coma. Quanto fosse durato, non lo seppe. O se avesse
avuto uno o pi visitatori. Quando ne usc fuori, non era
in grado di separare l'esperienza da ci che sarebbe potuto
essere. Comunque, ecco l Cohn sdraiato sul tiepido suolo
al sole splendente, con la vista sgombra del cielo senza nuvole
sull'isola. Chiunque fosse, l'aveva trascinato e trasportato
nel suo cappotto sconciato fuori dalla caverna sino all'erba
dinanzi al capanno, dove le acacie crescevano sul limitare
dei boschi e del campo che portavano al mare.
Per giorni parve a Cohn d'essere rimasto l sdraiato capace
a stento di muoversi, a fissare il cielo, sperando di recuperare
salute e esistenza. Chiunque fosse il suo protettore,
questi continu a provvedere frutta di vario tipo, oltre a
foglie d'acacia per decorazione, e da ieri, tuberi di manioca
lavati. Cohn, non avendo altro che l'occupasse, si forz a
masticare l'amara radice amidacea, intuendo che lo nutriva.
Aveva perso considerevolmente peso e aveva paura di guardare
a un qualsiasi punto del suo corpo. Ma avvert muoverglisi
sopra una calda brezza, a indicare che aveva sostanza;
e quando Cohn si tocc il capo per constatare se c'era
ancora, pot sentire una crescente lanuggine di capelli. Fortunatamente
aveva piovuto di rado mentre giaceva l fuori;
talvolta aveva piovigginato.
Ogni giorno comparivano frutta e radici lavate. Se si destava
presto per vedere chi lo nutrisse, invariabilmente non
v'era nessuna consegna. Si addormentava e quando pi tardi
si svegliava ecco l la sua porzione, insieme a dei pezzi
frantumati di canna da zucchero. Cohn ringrazi quotidianamente
il suo benefattore ma non ebbe il piacere di farne
la conoscenza uomo o donna che fosse.
Un mattino, dopo aver divorato una prima colazione di
cinque frutti, Cohn si lev e si immerse nell'acqua dolce del
catino creato dalla cascata a forma di coda di cavallo da cui
una sorgente sgorgava nella savana oltre il lato dello scoscendimento.
Qui Cohn s'era fatto un bagno solo dopo essere
giunto in questa parte dell'isola, come a celebrare il suo
arrivo; e ora s'immergeva per ripulirsi della sua malattia.
Si asciug le gambe, seduto su una grande roccia tiepida
al sole e s'infil una camicia bianca di seta del dr Bunder, i
propri pantaloni di cotone ritorto e scarpe da ginnastica blu
e verdi. A Cohn piacque d'essere vestito. Adamo probabilmente
aveva finito per godere della sua foglia di fico.
Successivamente Calvin Cohn sedette sulla sua sedia a
dondolo all'aperto ma non gli riusc di raccogliere abbastanza
energia per leggere. Chiuse gli occhi e sognava di dormire
quando ud dei fruscii in una delle acacie dai fiori bianchi.
Guardando in su, scorse con felice sorpresa proprio Buz che
sedeva su un ramo basso, senza minimamente badare al suo
precedente amico e mentore. Stava mangiando un piccolo
frutto rugoso simile a una prugna dal verde endocarpio.
Cohn, vecchio conoscitore di enciclopedie, vi riconobbe il
frutto della passiflora. Buz ne reggeva quattro serrati nella
sua palma rosa. Indossava ancora il suo fazzlo da collo ormai
marcio, come per affezione. I piedi flessibili si tenevano
al ramo dell'albero. Il fallo dello scimp e lo scroto carnoso
erano visibili, un apparato pi che rispettabile per un ragazzo
della sua et.
Quando Buz scorse Cohn che l'osservava usc con un
istintivo verso roco e cianci rabbiosamente alla volta di
quell'essere sfocato l sotto; poi, come se il riconoscimento
avesse acceso un lume, emise degli hu hu conversativi. Cohn
usc con qualche parola di bentornato, raffrenandosi dal
menzionare la diserzione della scimmia nei suoi riguardi o
dal darsi a lamentare le sue recenti sventure.
Aveva osservato che il pelame di Buz lo adornava a ciuffi
e a chiazze e che il pelo sul capo s'era sfoltito e lo lasciava
leggermente calvo. Non era uno stecco come Cohn ma ovviamente
era stato malato.
Buz, in cortese riconoscimento dei saluti di Cohn, lanci
gi uno dei suoi frutti di passiflora; lo colp alla testa, e
sebbene fosse un frutto privo di nocciolo, lo lasci tramortito.
La scimmia, dopo aver mangiato quelli che teneva nella
palma, ispezion curiosamente il corpo supino di Cohn e
finalmente scese gi ad accudirlo.
Cohn disse Kaddish per cento anime i cui nomi aveva
presi a caso in una pesante copia consultatissima della guida
telefonica di Manhattan che aveva portato via in fretta dalla
Rebekah Q devastata dal mare. La conservava per compagnia
nella caverna come una sorta di Libro dei Morti.
Spesso prov l'urgenza di leggere ad alta voce tutti quei
nomi. I morti devono essere riconosciuti se si rispettava la
vita. Avrebbe detto Kaddish almeno una volta per ciascun
nome nella guida, quantunque, tecnicamente parlando, per
ci fare occorreva la presenza di dieci ebrei viventi.
Ciononostante, giacch non ce ne erano dieci al mondo, non era
peccato dirlo per mezzo di un unico uomo. Chi c'era a contare?
Dio non disse nulla.
Cohn disse Kaddish.
C' una leggenda nel Midrash di come Mos non volesse
morire nonostante la sua cosiddetta tarda et. Ne era
contrario, con rispetto, naturalmente.
- Padrone del Mondo! lascia che io rimanga come un uccello
che vola sui quattro venti e raccoglie il cibo ogni giorno,
e alla sera ritorna al nido. Lascia che io sia come uno
di loro!
"Con tutto il debito riguardo per i servigi resi, - disse
Dio, - niente da fare. Tu chiedi troppo. Ci fa tutta una
confusione. Procediamo con ordine.
Cohn disse Kaddish.
Se eravamo costretti a giungere a questa spaventosa fine,
perch il Dio Onnisciente ci aveva creati?
Taluni saggi dicevano: per riflettere la Sua luce. A Lui
piaceva sapere di essere presente.
Taluni dicevano: per creare giustizia sulla terra; per lo
meno, per fare un tentativo.
Cohn pens: Egli era l'Autore dell'universo. Ogni uomo
era una storia a s, sembrava. A Lui piacevano inizi e fini.
Godeva delle fini basate sugli inizi, e degli inizi sulle fini.
Gli piaceva indovinare le fini e osservarle andar di traverso.
Dapprima Gli piacquero le parti succose dove la gente era
lacerata tra il bene e il male; ma pi tardi pu darsi che le
storie Lo abbiano deluso: quanto spesso, senza che neanche
sembrasse provarvisi, il male trionfava. Non era un effetto;
era una condizione imbarazzante. La Sua insufficiente creazione.
L'uomo era ingegnosamente concepito ma meno bene
eseguito. Corpo e anima si tenevano malamente insieme.
Forse la prossima volta.
Cohn disse Kaddish.
Quando si riprese dalla sua malattia da radiazioni, aveva
acquistato una barba color marrone chiaro e un corpo
svelto e abbronzato, ma le sue corte gambe, lievemente incurvate
dall'infanzia, lo sembrarono ancor pi. Niente mucche,
niente calcio. Un giorno si port con Buz sulla zattera
di gomma all'atollo corallino sul lato nordovest dell'isola
per vedere cosa potessero recuperare dal naufragio della
Rebekah Q. Molti oggetti utili erano troppo larghi per trasportarli
in zattera, ma poterono accatastare piccole cose, un
carico di circa duecento chili ogni viaggio.
La caverna era un declivio a ottocento metri dalla riva
sud dell'isola, sul lato opposto dell'atollo; era meglio trasportare
a terra i rifornimenti con la zattera facendo il giro
dell'isola piuttosto che tentare di trascinarli attraverso
la foresta pluviale in percorsi tortuosi e quasi impossibili.
Cohn aveva compiuto cinque viaggi alla volta dell'imbarcazione
incagliata, prima di ammalarsi, e aveva raccolto molti
oggetti utili. Dato il suo destino incerto, fu dell'avviso di
non lasciar perdere nessun utile articolo.
Pagaiava a babordo, e Buz imitava il suo amico, brandendo
il suo remo d'alluminio a dritta. O se lo scimp s'assopiva,
Cohn, con difficolt, remava da solo.
S'era levata una brezza e l'acqua era increspata; ci volle
mezza mattina per raggiungere l'atollo. L'imbarcazione in
secco, spezzata in due e con la fiancata rivolta verso il mare,
era ancora l, spruzzata dalle onde che si frangevano contro
l'ossuto atollo.
Cohn in precedenza s'era portato via Le Opere di William
Shakespeare, il suo vecchio Pentateuco, un'enciclopedia
in un unico volume, un dizionario di scuola, e una copia
(ce n'erano otto nella sua cabina) di Le grandi scimmie
del dr Walther Bunder, un testo classico contenente tre capitoli
eccellenti sul ciclo vitale dello scimpanz.
Adesso ripose la Guida medica di Morris Fishbein, Le
gioie della cucina semplice, Come praticare con soddisfazione
la falegnameria e diversi volumi di paleontologia e di
geologia, pi due romanzi che un tempo erano appartenuti a sua
moglie, pace all'anima sua. A scopo di puro intrattenimento
aveva preso in considerazione e poi abbandonato un Manuale
di abilit sessuali per persone sole trovato nell'ultimo cassetto
del cassettone del dr Bunder.
Buz tenne per s un apriscatole, dopo che era riuscito ad
aprire a brandelli una lattina di sardine portoghesi sott'olio,
di cui mangi ciascun pescetto senza offrire un boccone
a Cohn.
La scimmia insist a trascinarsi dietro la gabbia che aveva
abitato e alla quale era affezionatamente attaccata. Stiparono
la zattera il meglio che poterono, per tema di sovraccarico
lasciandosi dietro sull'atollo quattro galloni di olio di
lino, un grande vaso di vitamine C, nonch la macchina per
scrivere portatile di Cohn poich mise in dubbio che avrebbe
scritto un'altra lettera. Quanto a un diario, se dovesse tenersene
uno, preferiva scriverlo a mano.
Cerc di convincere Buz ad abbandonare la sua sciocca
gabbia, ma lo scimp, sull'orlo di manifestare la propria ira,
non mollava. Dopo il loro viaggio di ritorno in acque pi calme,
Buz tir e trascin la sua gabbia lungo la riva e poi sul
pendio verso la caverna; e la ripose sotto la mensola di pietra
dove Cohn teneva quanto era rimasto del suo legname,
un paniere di panni sporchi, pi diverse scope e una redazza
da lui raccolte.
La volta susseguente che tornarono all'atollo, un mattino
nuvolo dpo una settimana di pioggia, Cohn si chiese
se fossero giunti a quello sbagliato, perch l'imbarcazione
era sparita.
L'olio, le vitamine, e la macchina per scrivere portatile
erano stati spazzati via dal mare. E Cohn prov tristezza per
la perdita totale dell'imbarcazione, l'ultima casa che aveva
avuto in un mondo senza casa. Perdon a Buz il volersi
conservare la sua gabbia.
Per esplorare l'isola, Cohn effettu dei viaggi a tappe con
la zattera, e delle incursioni all'interno, a piedi con Buz. Il
comune mezzo di locomozione dello scimp era quello di
camminare sulle nocche, ma gli piaceva la deambulazione
brachiale, praticandola con talento per quanto, per nulla
gibbone, non possedesse la loro abilit quasi di volo. Buz
comunque s'arrampicava nella chioma di un alto albero e
si lanciava in avanti, afferrando sarmenti di liana spessi come
braccia per tenersi nell'aria avanti di piombare sul successivo
albero. Cohn ammir la sua abilit nel tuffarsi dall'uno
all'altro senza fermarsi a pensarci.
Nella foresta pluviale Buz si lasci dietro Cohn, bussola
in mano, che cercava di intaccarsi un passaggio nel fitto sottobosco
che dei suoi panni faceva un solo brandello. Cohn
brandiva una bella sciabola francese della guerra franco-prussiana, squisitamente affilata, che lo scimp aveva scoperto
e preso in prestito dal baule del dr Bunder.
La massiccia foresta pluviale equatoriale aveva la cupola
coperta di frasche intrecciate festonate di sarmenti muscosi
a cappio, da cui a stento filtrava la luce del sole. L'effetto
era d'una cupezza verde accesa sul fondo ombroso della
foresta. I giovani arbusti si soffocavano l'un l'altro nella lotta
per pervenire alla luce.
Tratti del fondo della foresta erano coperti di fiori. Cohn
scorse di sfuggita delle fioriture vermiglie, bianche e gialle.
Uomini e bestie erano morti ma non i fiori; il Signore amava
la loro fragranza e colore. Ma chi erano gli impollinatori? A
meno che vi fosse in giro una piccola ape - bont di Dio -
che fecondasse i fiorellini? Come poteva esistere la vegetazione
senza insetti o altre piccole creature a impollinare le
piante, Cohn non lo sapeva ma poteva indovinarlo: il Signore
stesso aveva preso le cose in mano creativamente. Persino
i frutti contorti che Cohn aveva trovato su molti alberi al
suo arrivo avevano ripreso le loro forme naturali. "
"Crescete, disse, poich quella era la Sua natura. Ed alberi e fiori
sbocciarono e fiorirono.
Al Signore piacevano gli inizi e di solito cominciava col
far gradualmente cessare qualcosa, per far spazio. Presto la
creazione cre delle folle. A cosa s'era mai dato adesso?
Un tocco di vita senza morte? I batteri, per esempio, continuavano
pure a esistere. Forse quest'isola era il Paradiso,
per quanto dov'erano tutti coloro di cui era corsa voce
essere senza tormento in eterno? Nessuna visibile creatura
vivente si muoveva attraverso la vasta vegetazione, solo un
solitario signore ebreo e uno scimp orfanato e inerme con
cui, per puro caso, aveva fatto amicizia su di un'imbarcazione
oceanografica destinata a funesta sorte.
Ci volle loro circa due settimane per compiere il periplo
dell'isola nella loro zattera gialla, accampandosi a terra la
notte, mangiando da alberi da frutto selvatici e l dove
la terra dava radici, succhiando canna da zucchero; e l dove
non c'erano correnti o polle, bevendo acqua dolce che
Buz trovava nelle cavit degli alberi. Avevano iniziato questo
viaggio sulla spiaggia sotto la caverna di Cohn e avevano
pagaiato verso est, poi verso nord all'altezza degli altipiani.
L'isola aveva la forma simile a una tozza borraccia rotta, cos
sembrava a Cohn. Il fondo le si era staccato nella recente
Devastazione inabissandosi in mare.
Sulla costa settentrionale mentre pagaiavano verso occidente,
la linea costiera era dentellata da una serie di insenature
e di piccole baie con spiagge di ruvida sabbia; e dove appariva
l'apertura della borraccia, una mezza dozzina di atolli
faceva da scudo alla costa.
Di tanto in tanto avevano tirato la zattera sulla spiaggia
e preso a scavar fossili nelle vicinanze per un giorno circa.
Cohn teneva delle estese annotazioni sulle ossa che
disotterravano. S'interessava al movimento delle ossa. Ed era
alla ricerca di ominidi e trov variet di piccoli animali antichi.
Aveva scoperto alcuni campioni sorprendenti e sentiva
che avrebbe dovuto buttar gi uno o due articoli, se
non altro per mantenersi in esercizio. Se almeno avesse potuto
salvare dal mare la sua macchina per scrivere, la perdita
il risultato d'una momentanea confusione. Buz godeva
nell'allargare piccoli buchi e nel rompere pietre col martello
di Cohn. Quando gli si accendevano gli occhi su qualche
osso interessante invitava col dito Cohn a venire per l'identificazione.
Sinora avevano trovato sei denti di Eoippo, un
reperto straordinario, due ossa di gamba di scimpanz e
la mascella d'un gorilla, probabilmente d'epoca pliocenica.
Inoltre un topo giurassico, ed un antico tasso gigante dell'epoca
miocenica. Era un'isola piuttosto antica.
Cohn argu dalla vegetazione che l'isola giaceva in qualche
punto di ci che un tempo era stato l'Oceano Indiano,
forse al largo della costa meridionale della vecchia Africa,
probabilmente su di un vulcano pi o meno spento che era
emerso gorgogliando nel fondo dell'oceano. Peccato si fosse
lasciato dietro tutta la sua attrezzatura da sub.
L'isola, si figur, era lunga circa trentadue chilometri e
forse larga nove, tranne che nel mezzo dove sembrava dilatarsi
in quattordici o quindici, e alla sua estremit dove
si stringeva a tre di larghezza per cinque chilometri pi o
meno: l'imboccatura della borraccia.
Pensando a nomi, prese in considerazione di chiamarla
Isola dal Fondo Rotto. Pens anche a Scimpan Z in onore
del suo giovane amico e infine opt per Isola di Cohn. Su
una stretta spiaggia a met isola innalz un segnale che indicava
il nome del luogo; ma quando si furono imbarcati
una volta di pi sulla zattera Cohn ci ripens e sent che
avrebbe dovuto togliere il segnale la prossima volta che vi
fosse andato, per tema che il Signore l'accusasse di arroganza.
Cohn suppose che l'isola fosse stata sette o otto chilometri
pi lunga che attualmente. Il giorno della Devastazione
ci fu un terremoto e una porzione della massa altipianica
si spacc e inabiss in mare. Ci che era rimasto dell'isola
era stato sopraffatto dall'onda di piena, il primo stadio
del Diluvio Mondiale, dal quale di recente era andato lentamente
riprendendosi.
Forse gli abitanti dell'isola, nei villaggi di pescatori e di
agricoltori inerpicati su per i pendii, s'erano precipitati in
panico verso terreno pi alto, e mentre correvano erano stati
spazzati via nell'oceano dall'onda di piena; cos come fu
per coloro che, in panico, erano rimasti dov'erano.
Cohn, mentre andavano pagaiando con la zattera lungo
la costa settentrionale provenendo da est, aveva rimirato
una foresta di cime d'alberi dalle foglie morte color marrone,
emergenti nelle onde leggere che lambivano la costa scogliosa.
Ritenne di poter vedere, a distanza ravvicinata, un
villaggio sommerso nell'acqua.
Il Signore poteva scorgerlo?
Le piogge di tardo autunno, fredde gocce polpose, diluviavano
torrenziali; e tosto, in una seconda o terza stagione
di germinatura, festoni di piccoli fiori arancio, rosa o a
enormi infiorescenze purpuree su cui Cohn non aveva mai
prima posato gli occhi, spuntarono sulla terra.
La pioggia continu, con qualche periodo asciutto, probabilmente
da ottobre a dicembre e da marzo per tutto maggio,
Cohn non lo sapeva perch non teneva calendario; l'orologio
gli si era fermato, non l'avrebbe ricaricato. Dilatava
il tempo il non frantumarlo in tanti pezzettini. Forse ci
era pi prossimo alla durata del Signore. Non gli interessavano
molto i minuti, o le ore, e dopo la Creazione, i giorni,
tranne il Sabato. La Sua comoda unit di esistenza era l'universo
che durava.
Di pomeriggio, la pioggia diminuiva e Cohn usciva nel
suo poncho marrone di lana e berretto di pelo impermeabile
in cerca di frutta.
Buz, che quand'era giocoforza nuotava, non sopportava
il bagnato; lo deprimeva. Quando la pioggia veniva gi forte
se ne stava semicatatonicamente seduto in caverna, guardando
fisso l'acqua che scorreva gi. Diluviava come un solido
divisorio di bagnato, sfocando gli alberi. Quando cessava
s'avventuravano insieme, e se succedeva loro d'esser
sorpresi da un rinnovato rovescio, lo scimp si rifugiava sotto
un albero fitto di foglie, le mani incrociate sul petto, il
capo chino, il pelo del corpo stillante acqua. Era come se
fosse in lutto quando pioveva.
Cohn volle sapere perch.
La scimmia fece hu hu.
Cohn apprest una mappa degli alberi da frutto con note
a pie di pagina che spiegavano quando e come davano frutti.
Le palme producevano olio, noci di cocco, datteri, tonde
noci dure e rosse. Buz raccoglieva noci di cocco e le portava
alla caverna, quattro con le braccia contro il petto. Cohn,
dopo avervi praticato un foro col martello da falegname,
le mungeva e ne conservava il succo in una brocca come
bibita rinfrescante e sapido agente cromatico. E poi martellava
la polpa della noce di cocco in una pasta deliziosa, insaporita
con vaniglia o cioccolata che mangiavano con gusto
come canditi.
Buz condusse Cohn in un boschetto di gialli banani di cui
mangiarono la frutta in grande quantit, matura, e talvolta
fritta; e che Cohn fermentava in un barile sino a farla diventare
una piacevole birra di cui Buz era ghiotto. Se disponibiliraccoglievano manghi, ai quali Cohn aveva scoperto d'essere
allergico; e fichi, passiflore, arance - ma non limoni,
non ne cresceva alcuno sull'isola -, che tagliava a pezzi, tranne
i manghi, e mischiava con belle fette di noci di cocco e
pezzi di manioca in una deliziosa insalata. Costru una chiusa
nella gelida corrente oltre la conca e la us come ghiacciaia.
Mangiavano due volte al giorno; nessuno pativa la fame.
Malgrado l'insulto mortale sopportato dalla terra, questa
dava frutti e fiori, fatto che diceva una buona parola a favore
di Dio. Cohn era divenuto fruttivoro, tranne quando
la frutta era acerba o non disponibile, fortunatamente non
per lungo tempo, perch la raccoglievano e la conservavano
per periodi ragionevolmente lunghi.
Quando non c'era altro da mangiare aprivano lattine di
sardine o di tonno. Sebbene la giovane scimmia apprezzasse
queste specialit, Cohn sentiva di violare un'etica mangiandone.
S'era ripromesso di non ingerire mai ci che un tempo
era stata una creatura vivente.
Quindi bolliva riso, e con la farina dell'imbarcazione
si cuoceva, poich non v'era lievito, delle focaccine azzime
simili al matzo su pietre piatte, nel fuoco di legna sopra
la mensola di pietra tonda. La grande caverna faceva da ventilatore,
e occasionalmente l'attraversava un'umida corrente
non sempre gradevole.
Buz mangiava le sottili e spesso bruciacchiate focaccine a
piccoli tozzi, incapace di farsi venire appetito per il riso
e quella sorta di pane di Cohn a meno che al leggero pasto
non v'aggiungesse una manciata di foglie, la sua porzioncina
d'insalata.
I mesi del tardo autunno furono un tetro tempo d'umido
e freddo sull'isola. Cohn non s'era aspettato il freddo. Indossava
mutandoni, calze di lana, e il cappotto sopra due
maglioni; e permise a Buz di prendere in prestito il suo poncho
se lo voleva. Cohn sospett che qualcosa d'insolito
avesse alterato il clima, forse ceneri del mondo distrutto
imprigionate nei venti dell'atmosfera.
Ci voleva dire un clima pi caldo e pi freddo che non
comunemente; e talvolta si chiedeva se la vegetazione sarebbe
continuata a durare se Dio avesse distolto lo sguardo per
qualche celeste secondo. E se la foresta pluviale si sarebbe
annerita morendo. Cohn era preoccupato che un nuovo periodo
glaciale stesse per verificarsi, non solitamente probabile
su di un'isola equatoriale di queste dimensioni e climatologia;
ma il Signore aveva le Sue misteriose vie e non era
prossimo a spiegarle.
Cohn isol termicamente la caverna il meglio che pot,
con due sacchi di cemento e delle pietre che ruppe col martello;
riemp l'apertura tra le caverne sino a un'altezza di
due metri. Ci lasciava spazio alla ventilazione, oltremodo
importante quando la legna che bruciava era bagnata e mandava
gran fumo. Ma la caverna era comoda e i giorni asciutti
odorava d'erba; e i giorni bagnati odorava come una foresta
bagnata. Per s aveva aggiunto dei corti piedi alla branda
che si era costruita, e ne aveva fatto un letto di ramoscelli
tagliati ricoperti di uno strato di foglie di mimosa, e un lenzuolo
di tela col suo cappotto per coperta.
Buz, quando non pioveva, preferiva riposarsi in una vicina
acacia; e la notte quando pioveva dormiva nella sua gabbia,
nonostante il fatto che fosse cresciuto di circa otto centimetri
da quando lui e il suo amico s'erano incontrati. La testa,
quando Cohn lo teneva ritto con le mani, gli arrivava
sino al petto, considerevolmente pi stretto di quello di
Buz. Quantunque le sue gambe fossero naturalmente piegate,
lo scimp copriva il percorso rapidamente, tenendosi in
equilibrio con agio e spingendosi in avanti con le nocche
che toccavano terra. Quando correvano per divertimento,
Cohn restava invariabilmente indietro.
Giocavano ad acchiappino, a nascondino, a noce-in-buca,
un gioco che gli aveva insegnato e che a Buz piaceva in modo
straordinario, sebbene facesse maldestramente rotolare
la sua noce e Cohn spesso lo lasciasse vincere facendo rotolare
la propria con tanta forza da oltrepassare la buca come
un fulmine. La vittoria, comunque accordata, non faceva
differenza per Buz purch vincesse. Grugniva mentre mangiava,
danzava all'occorrenza, e se Cohn lo titillava, replicava
col titillare Cohn. Cohn se la godeva a ridere futilmente:
quadrava con lo schema delle cose. E pensava spesso che
bell'amico Buz sarebbe stato se avesse potuto parlare.
Con l'avvicinarsi della primavera, Cohn, con indosso un
vecchio berretto militare per proteggersi il capo dal sole,
lavor con pietre e con rami d'alberi secchi a deviare il ruscello
che dalla cascata scorreva gi per la savana sotto le
colline pi lontane. Cohn vi apprest una diga e diede l'acqua
d'irrigazione a una risaia da lui formata dopo aver letto
un articolo e studiata un'illustrazione sulla sua enciclopedia;
e la semin coi germogli di riso che aveva fatto crescere
in caverna. Entro circa quattro mesi ne trasse un raccolto di
riso e ne piant un altro. Fin tanto che il Signore fosse d'umore
propizio vi sarebbe stato riso per sempre. Cohn si
trastullava in pensieri d'immortalit.
Inoltre, coi semi che aveva raccolto e conservato, piant
patate dolci e fagioli dall'occhio. Sfortunatamente non
c'erano n lattuga n pomodori in nessuna parte dell'isola.
Cohn mangiava con gusto insalata di verdura ma non gli piacevano
le foglie d'insalata, rinunciandovi quando Buz giungeva
con le sue offerte. Questi gli offriva, inoltre, dalla sua
bocca nel palmo di Cohn, un bolo verde di foglie masticate;
ma Cohn non ne era tentato.
Buz di quando in quando collaborava al giardinaggio. Le
dita non erano duttili ed era inefficiente nel piantare, quando
Cohn, insistendo quello da parte sua, lasciava che l'aiutasse.
Buz raccoglieva un mucchiettino di fagioli nel palmo
ma trovava difficile inserirli ad uno ad uno nel terreno morbido;
cos ne masticava qualcuno e i rimanenti li lanciava
via, Cohn pens che avrebbe potuto essere di maggior aiuto
nel raccolto.
Ma Buz sapeva servirsi relativamente bene di qualche
utensile. Gli piaceva affondare la punta del suo apriscatole
nel coperchio d'una lattina, azionandolo disordinatamente
tutt'attorno finch la lattina non fosse aperta e non potesse
mettere le dita sotto il coperchio. Aveva appreso ad affettare
la frutta con un coltello e usava un martello con una certa
accuratezza. A Cohn non restava altro che spingere la punta
di un chiodo nel legno e Buz l'avrebbe battuto dentro fino
in fondo.
Cohn si costruiva manualmente degli oggetti. Intagliava
il legno con un coltello a serramanico e uno scalpello, e faceva
ciotole, piatti, brocche. Intagliava una variet di fiori
e di animali in legno per ricordo. Intesseva fibre di cactus
in rigide pezze di cui non era sicuro cosa fare, e raccoglieva
e poliva pietre.
Un giorno sistem una piccola amaca per Buz, usando un
cappotto del dr Bunder. La leg tra due alberelli di quercia,
e Buz vi si sdraiava, dondolandosi delicatamente finch non
cadeva nel sonno. Allo scimp piaceva prendere il sole sdraiato
nella sua amaca. Inoltre gli piaceva annusare i piedi nudi
di Cohn mentre questi sdraiato nella sua amaca contemplava
il suo destino.
Mi avrebbe dato Buz se Egli intendeva uccidermi?
Quella notte nella caverna Cohn disse che l'isola aveva la
forma di una bottiglia corta e tozza.
Buz mim il proprio disaccordo, un grugnito con una
scossa del capo. Mim l'atto di sbucciare una banana.
- Un pochino simile a quella, pu darsi, - annu Cohn, -
ma ben pi simile a una tozza bottiglia, ai miei occhi.
A una banana, insistette Buz.
Cohn si era portato con s dalla Rebekah Q cinque dei
taccuini del dr Bunder zuppi d'acqua e abbastanza leggibili.In uno di questi aveva scoperto circa una quarantina di
piccoli disegni sbiaditi in parte raffiguranti i gesti della lingua
segnica che lo scienziato aveva appreso allo scimp. Cohn
si esercit con tutti quei segni che gli riusc di leggere.
Un giorno, mentr'era seduto sulla sua sedia a dondolo
con Buz in grembo, segnal allo scimp: - Noi, io e te, siamo
soli in questo mondo, capisci?
Lo scimp segnal: - Buz vuole frutta.
Cohn disse a segni: - Mi sento solo (solingo). Si sente
solo Buz?
Lo scimp segnal: - Che  solo?
Cohn, eccitato dalla genuina domanda della scimmia, mim
segni che potevano significare triste, infelice, oppresso.
Buz disse a segni: - Gioca con Buz.
Cohn spazientito parl ad alta voce. - Quel che voglio
dire  che la situazione mi sta dando ai nervi. Intendo che
siamo soli su quest'isola e non si pu dire che ci si parli l'un
l'altro. Possiamo indicare certe cose ma non c' una diretta
comunicazione personale. Non mi sto riferendo a una solitudine
esistenziale, mi capisci, a ci che si potrebbe definire
consapevolezza del proprio essere essenzialmente soggettivo,
non senza qualche senso di morte in vita, se sai cosa intendo.
Mi riferisco, piuttosto, alla solitudine che si prova
quando non si ha compagnia, o a quel senso di compagnia
che proviene dalla comunanza. Mi capisci, Buz?
Lo scimp segnal: - Frutta da bere (arancia o noce di
cocco) per Buz.
- Prima Buz parla per (rispondere) a ci che chiedo (alla
mia domanda).
La piccola scimmia sbadigli, una rosea bocca annoiata
e una vivida lingua entro un semicerchio di denti forti. Il
fiato gli odorava come un mucchio fragrante di paglia.
Cohn toss.
Buz tent di succhiargli il capezzolo sinistro.
Cohn lo pos a terra.
Lo scimp morse Cohn alla caviglia destra.
Emise un grido, e subito gli venne sangue dal naso.
Quando Buz scorse il sangue che gli colava gi dal labbro
superiore sgambett via dalla caverna e galopp sulle nocche
sin dentro la foresta.
Dopo due giorni che se ne era andato, Cohn si inquiet
per lui, ma il terzo giorno quello ritorn, non senza un sorrisino
di colpa, e Cohn gli perdon.
Alcune sere erano pi solitarie di altre. Sedevano al fuoco
e Buz osservava l'ombra della cigolante sedia a dondolo
di Cohn sulla parete. Additandola, emise un gorgogliante
squittio.
- Ombra, - fece Cohn come a pantomima, proiettando
con le sue dita un cane che abbaia sulla parete.
Buz, dopo averla studiata, squitt in modo strano.
Quando, col farsi pi tiepide le serate, fecero a meno del
fuoco, Cohn, dopo pranzo, aspettava fino a che fosse buio,
poi accendeva la lampada a cherosene se voleva leggere.
Leggeva in fretta, il cherosene si consumava veloce. Quando
la caverna era afosa leggeva al tavolo nel capanno. Non c'erano
n falene n zanzare a invadere la lampada. Se si potesse
inventare una zanzara, Cohn lo farebbe.
- Il silenzio mi irrita.
Buz produsse uno stridulo squittio.
Cohn lo ringrazi.
Una sera lesse allo scimpanz, dispiaciuto di non avere
nulla di adatto all'equivalente di un adolescente. Ma sent
che Buz comprendeva ci che gli veniva letto; o comprendeva
pi di quanto facesse mostra. Cohn pens di provare
un po' di Shakespeare per accordare l'orecchio all'inglese
parlato. Ci avrebbe potuto destare un desiderio di parlare
la lingua.
Cohn tent di leggere ad alta voce dal Mercante di Venezia,
ma inutilmente. Buz moriva di noia e sbadigliava.
Studi un'illustrazione sulla pagina e con circospezione allung
un dito per toccare Jessica, ma Cohn non glielo permise.
Buz si fece indietro, la noia che gli invetriava gli
occhi.
Cohn pass poi al Genesi nel suo Pentateuco e lesse a
voce alta la storia dei primi sei giorni della Creazione. Lo
scimp ascolt immoto. Al settimo giorno, mentre Dio si riposava
dalle Sue fatiche, Buz si segn. A Cohn non riusc di
credere ci che aveva visto. Era un gesto fatto a caso? Lesse
di nuovo la Creazione ad alta voce, e nuovamente la
scimmia si segn. Molto probabilmente il dr Bunder l'aveva
cristianizzato, Cohn fu dell'avviso. Il suo pensiero era
che se uno di loro era un cristiano e l'altro un ebreo, l'isola
di Cohn non sarebbe mai stata il Paradiso.
Con questo in capo cerc nel suo zaino un yarmulke nero
che si era conservato dalla fanciullezza, poi decise di non
offrirlo a Buz. Se voleva conoscere qualcosa dell'esperienza
ebraica doveva dirlo. Gli ebrei non facevano proselitismo.
Buz, comunque, afferr lo yarmulke e se ne drappeggi
il capo. Quella notte dorm con quello sulla fronte, come se
stesse cercando di determinare dove avrebbe poggiato pi
comodamente. L'indoss il giorno successivo quando comp
i suoi soliti giri d'esplorazione tra gli alberi dei dintorni
prima di addentrarsi nella foresta pluviale, ma nel tardo
pomeriggio ne ritorn senza.
Cohn volle sapere che cosa ne aveva fatto, e non ottenne
risposta.
Non rivide pi il suo yarmulke. Forse in un qualche futuro
tempo, Deo volente, potr darsi che un serpente giunger
strisciando con uno indosso. Chi conosce le combinazioni,
le trasformazioni, le possibilit di un nuovo futuro?
Offr allo scimp il crocifisso d'argento che aveva serbato
per lui, ma Buz a segni disse a Cohn di tenerlo poich non
disponeva di proprie tasche.
Cohn s'immagin che quando lo scimp avesse raggiunto
ci che poteva essere l'equivalente dei tredici anni, gli avrebbe
offerto un Bar Mitzvah. Forse Buz l'accetter; forse no.
Qualora no, Cohn gli restituirebbe la sua croce d'argento.
Mi chiedo se non pensi di potermi convertire lasciandomela.
Nel frattempo gli racconter delle storie, in particolare
quelle che ricordava di Esopo, di La Fontaine, del dr Do-
little, e I racconti hasidici. Come altro educare qualcuno
che non sapeva leggere? Cohn sper di modificarne ed elevarne
il livello esperienziale, di accrescere, umanizzare questa
intelligente creatura senziente, anche se non parlava
al di l di una variet di stridii e di grugniti e faceva qualche
segnale con la mimica.
Inoltre, riflett Cohn, se gli parlo e lui ascolta, indipendentemente
da quel tanto o quel poco che comprende, sento
la mia propria voce e so di essere presente. E se lo sono,
perch gli parlo, pu darsi che uno di questi giorni mi risponder
cos da essere presente in mia presenza. Forse si
far l'idea.
Poi Cohn inizi una storia di sua invenzione. - Non sono
tanto bravo in questo, - prese a mo' d'avvio. - La mia immaginazione -
ha scarsa fantasia al riguardo, questa  la ragione
per cui divenni uno scavatore di ossa, ma sono abbastanza
bravo a descrivere ci che ho visto e vissuto. Quindi
invece d'inventar storie che non accadono mai, sebbene
alcune s comunque, ti racconter piuttosto qualche particolare
del mio passato. Chiamiamolo uno spicchio di storia
famigliare.
- Personalmente, Buz, sono il secondo figlio di un rabbino
che fu cantore un tempo. Ed egli fu il primo figlio di
un rabbino, mio nonno, alev hasholem, che venne ucciso in
un pogrom. Questa  una parola che tu probabilmente non
hai mai sentito, e di cui immagino il dr Bunder non ti ha
dato nessun segno equivalente.
Buz non si esprimeva.
- Nemmeno per Olocausto? Questo  un pogrom totale
e ha portato dritto al Giorno della Devastazione, una storia
che ti racconter il prossimo giorno buio.
Lo scimp si ripul sotto entrambe le braccia, sembrando
attendere l'inizio della storia vera e propria.
Cohn disse che suo padre il cantore aveva deciso di diventare
rabbino, e lo fu in modo degno, mantenendo cos
una promessa a suo padre, per non parlare del rispetto portatogli.
- Per qualche simile motivo tentai di ricalcare la stessa
strada, ma per altri complessi motivi non fu cos, distolto da
eventi e inclinazioni di cui al momento preferirei non parlare.
Non  che voglia essere evasivo, ma c' un tempo e un
luogo per tutto.
Cohn, comunque, rifer d'aver sperimentato un tentativo
di fede, la perdita d'interesse nella religione pur mantenendo
un pi che comune interesse per Dio stesso.
-  come essere coinvolti con le Cause Prime ma non
con le loro conseguenze teologiche. La creazione  il mistero
che pi mi tocca, cos non inaspettatamente mi buttai
nella scienza. E ci, per concludere quest'episodio,  la
ragione per cui tu ed io siamo seduti qui ad ascoltarci l'un
l'altro in un'epoca in cui nessun altro lo , cos mi si dice.
Cohn, mentre lo scimp sbadigliava, chiese a bella posta:
- E quanto a te? Puoi dirmi qualcosa di te? Quando e dove,
per esempio, hai incontrato il dr Bunder? Che influenza,
a lungo andare, ha avuto su di te? Sei americano di nascita,
o sei nato in Tanzania o nello Zaire? Com' che ti sei
trovato sull'imbarcazione oceanografica, ed eri affatto consapevole
che la civilizzazione era alla fine quando saltarono
le luci e gli scienziati e l'equipaggio abbandonarono il natante
senza portarti con loro? Intuisco in te doti sorprendenti
di comunicazione e sarei grato, pi prima che dopo,
di conoscere i fatti.
Buz addit al bottone del suo ventre.
- Stai dicendo che sei, o ponendo la domanda? - Cohn,
in crescente eccitamento, voleva sapere.
Lo scimp tent di far si che la sua bocca parlasse. I tendini
del collo gli si enfiarono di sotto il putrido panno nello
sforzo, ma non ne usc alcun suono, n parola, n strida.
Buz grugn a mo' di smontatura, poi balz su irato, atterrando
su un piede. Pest con l'altro, smani, si percosse il
petto, il pelo del corpo rizzato. Non ci fu pianto ma parve
sull'orlo.
Per chetarlo, Cohn caric il fonografo portatile e vi mise
su un disco di suo padre il cantore che cantava una preghiera
di lamentazione. Era un lamentatore per davvero; cantava
dal profondo del suo ventre, ma con rispetto.
Il cantore sgol rumorosamente la sua passione per Dio,
la piet per il mondo, la compassione per il genere umano.
La forza del suo succoso baritono parve far scorrere un brivido
sin addentro le pietre della caverna. La voce era vibrante,
giovanile; sebbene fosse morto. Cohn era grato che
suo padre fosse morto prima del Giorno della Devastazione.
Per quel disastro potrebbe non aver perdonato a Dio.
Loro due ebbero dei guai terribili dopo l'Olocausto.
- Sh'ma yisroel, ad-nai eloheynu, ad-nai echad, - cantava
il cantore, la voce oscillante che gli saliva sino alla gloria di
Dio.
Buz ascoltava stupito. Teneva un'orazione, come se stesse
lamentandosi. Lo scimp si reggeva la lampada sopra il
capo, scrutando il suolo della caverna come se avesse incontrato
un serpente. O scoperto un mistero. Stava cercando la
fonte della voce del cantore? Cohn gli prese la lampada e
l'avvicin al fonografo. Gli spieg che la voce era nel disco.
La scimmia, senza porvi sguardo, si precipit verso l'apertura
della caverna, scost i sarmenti, e gett un'occhiata alla
umida notte. I peli del capo di Buz si rizzarono, gli si sfoderarono
i canini. Ringhi su dalla gola.
- Che cosa vedi? - Cohn teneva sollevata la lampada.
Lo scimp uggiol mentre un acre odore muffito, simile
a quello di un copertone che brucia, o al corpo fetidamente
sudato di qualcuno, con una traccia redentrice di menta,
fluiva nella caverna.
Calvin Cohn guard fisso nella notte primeva e non scorse
nulla. Un'essenza, amorfa e antica nel turgido buio della
notte, gli provoc come una sensazione d'essere prossimo a
scendere in lotta con un dinosauro, se non un vero e proprio
drago; ma non ne scorse alcuno. Eppure riteneva di
aver udito l'esplodere di un grugnito e aveva osservato
un'ombra guizzar via dalla caverna per sprofondare tra gli
alberi. "
Cohn usc fuori senza scarpe. Nessuna stella era visibile,
ma un sottile quarto di luna smeraldino stava sorgendo.
Rimase li per un po' a indagare la notte. Quando ritorn alla
caverna Buz stava russando come se stesse accompagnando
un sogno d'irruente inseguimento.
Al mattino, Cohn torn alle sue faccende nella risaia e
Buz and a esplorare. Lungo il cammino, gioc tra le acacie
e ruzzol tra i rami di un cespuglioso eucalipto un po' pi
oltre.
Spezz un lungo ramo frondoso e balz a terra, trascinandoselo
lungo il pendio roccioso dello scoscendimento, e
poi venne gi caricando, sfogando un lungo urlo nel trascinarsi
dietro il ramo sibilante. Un piovasco gli scoppi sul
capo mentre si lanciava all'ingi per il pendio. Buz danz
come un capo indiano nella pioggia.
Quando la pioggia fu cessata il mattino dopo, il piccolo
scimp usci fuori, fermandosi a gettar pietre contro un albero
di mangrova che non gli garbava. Prima di filarsela addentro
la foresta pluviale scagli pezzi di gusci di noce di
cocco contro due alberi epifiti nella frondosa cupezza, come
a scacciar via qualsiasi spirito maligno che v'indugiasse.
Poi scomparve nella foresta, a tratti mandando strida dagli
alberi nel fondo della verde vegetazione. Quel pomeriggio
quando lo scimp ritorn dalla foresta pluviale la sua
faccia parve avere attraversato le pi diverse sfumature di
pallore. Si copr le spalle col poncho di Cohn e si sedette
sulla sedia, emettendo strida tra s. Cohn si accovacci, carezzandogli
le spalle, finalmente acquietandolo. Al crepuscolo
s'arrampic sulla sua acacia-letto e pieg all'indietro
qualche ramo per farsi un nido, ma ci ripens e dorm nella
caverna.
Si lev un quarto di luna e Buz cammin nel sonno. O
questo, o s'era spaventato nel dormire e se n'era venuto via
dalla oltraggiosa gabbia-letto.
Cohn gli chiese se avesse fatto un brutto sogno ma lo
scimp non diede risposta.
La sera successiva, dopo che ebbero fatto un pranzo di
patate dolci e di fagioli indiani e bevuto bicchierotti di succo
di noce di cocco, Cohn mise sul fonografo un disco di suo
padre il cantore che pregava. Lo scimp gorgheggi con lui,
e Cohn, in vena di sentimentalismo, danz alla musica della
voce di suo padre. Fece schioccare i pollici, le labbra, e cant
in yiddish: - Ich tants far mayn tate.
Anche Buz tent qualche passo di danza, dondolando un
piede, poi l'altro. Di botto si ferm, la faccia una vista impietrita.
Cos' che l'aveva turbato? In quei giorni era un tipo
nervoso. Che sia la pubert, si chiese Cohn. Mero desiderio
sessuale insoddisfatto? Certamente era abbastanza
maturo da volere una femmina - una causa persa.
Ma se c'era una scimp femmina nei paraggi, Buz non rispondeva
in maniera attraente. Ritto sul limitare della caverna,
scaravent nella notte una teiera, due cucchiai, una
insalatiera che Cohn aveva scolpito col suo coltello a serramanico
e cesellato. Due piatti di porcellana li tolse a Buz
lottando.
Scrutando di tra i sarmenti, lo scimp rizz il pelo e mand
squittii, poi indietreggi, brontolando. Cohn si chiese se
lo scimmiotto sapesse qualcosa che lui ignorava e che avrebbe
dovuto sapere.
Gli parve d'aver udito qualcuno mormorare, o tentare un
canto con una voce gutturale. Ne usc un basso rauco che
tentava un'aria verso il cielo notturno, probabilmente affidando
in pegno il suo cuore e anima al canto dell'appassionato
cantore. Il fonografo si tacque all'improvviso, muto.
Cohn non ud altro fuori della caverna. Port la lampada a
cherosene nel capanno, tenendola alta cos da poter vedere
sino al limitare della foresta.
Tra le ombre sagomate nell'inquieta notte, ebbe la trasalente
impressione di stare fissando un uomo enorme in abito
nero seduto per terra a sei metri oltre il capanno.
Cohn fece quasi cadere la vacillante lampada.
- Chi sei?
L'uomo, rizzandosi lento, divenne un gorilla che si allontan
pesantemente. Quando sost a guardarsi indietro, i
suoi fondi piccoli neri occhi luccicarono alla luce della lampada.
Cohn voleva freneticamente correre.
Lo scimp era ritto presso la caverna a lanciar grida alla
scimmia gigante, predicando contro il suo genere. Strill
mentre il gorilla, invertendo la direzione, si mosse verso di
lui, esitante, fissando con lo sguardo vuoto, ancor pi spaventevole
perch pareva essere la sola sua espressione.
Cohn si tuff nella caverna, depose la lampada, e istintivamente
afferr una pala. Come se avesse toccato un metallo
rovente, la butt di lato e allung una mano verso un'arancia.
Buz, rumoreggiando pi simile a una scimmia che a un
primate, indietreggi mentre il gorilla torreggiava sull'ingresso
della caverna. Un odore rancido e muffito e tuttavia
fortemente erbaceo riemp la caverna.
Cohn in un veloce sussurro avvert Buz di calmarsi, ma
il semi isterico animale, raccogliendo veloce una noce di cocco
dalla mensola, la scagli contro il gorilla. Gli rimbalz
via con un tonfo dal cranio inclinato, eppure gli occhi non gli
guizzarono affatto alla luce della lampada mentre fissava i
due spaventati abitanti della caverna.
Cohn, sotto voce, inform Buz che il gorilla non avrebbe
attaccato se lui non l'infastidiva. - Ma ti far a brandelli se
agirai da isterico.
Lo scimp contest questa strategia, ma il gorilla, come
se avesse deciso che non si sarebbe mai fatto una casa di questa
caverna, grazie al cielo gir le spalle, voltandosi di nuovo
a lanciar loro uno sguardo impassibile. O era un tipo depressivo
con cui stavano contendendo? Procedendo sulle
nocche alla volta della foresta pluviale espulse uno scoppio
di gas gorillesco e spar.
Cohn si chiese quanti altri primati, grandi o piccoli,
avrebbe dovuto affrontare se il computer del Signore avesse
smesso di dirgli la verit numerica.
Il mattino seguente il gorilla sedeva solo sotto una palma
barbuta a quindici metri dalla caverna.
Pare un tizio pacifico, pens Cohn, e far finta che non
esista a meno che mi dia un segno in contrario.
Era una bestia corpulenta, quasi brutto, con una irsuta
testa nerazzurra e grosse arcate sopraccigliari. Le nari gli risaltavano
come polite pietre nere, e la bocca, quando sbadigliava,
era cavernosa. Il nero pelame del gorilla s'andava ingrigendo
sulle spalle massicce. Comunque, se era orrendo,
non era orrido. Nonostante la taglia e l'implicita forza, forse
perch sembrava avere un buon orecchio per la musica
devozionale, c'era qualcosa di gentile in lui. I suoi scuri
occhi marroni parevano provati, rattristati: in seguito al
Diluvio? In certo qual modo quelli di Buz non lo erano.
Cohn rispett la scimmia gigante.
L'intera mattina era rimasto nelle vicinanze, come se in
ascolto, forse in attesa di sentir cantare il cantore. Indubitabilmente
cercava compagnia. Cohn chiese a Buz di non disturbarlo.
Un grosso amico in un piccolo mondo aveva i suoi
vantaggi. Ma Buz, sebbene ascoltasse obbediente, per lo meno
rispettosamente, avvistando il gorilla seduto sotto la sua
favorita acacia bianca, sbatt persistentemente una padella
d'alluminio contro lo scoscendimento sino a farla urlare come
un tamburo di metallo. Prese a menar discorsi per lungo
tempo, facendosi rauco e sbraitando come un babbuino. Ma
il gorilla sedeva immoto a osservare.
Cohn pens che avrebbe potuto metter un disco sul fonografo
per verificare la sua teoria; invece si avventur fuori e
si sedette sull'erba a circa tre metri dal gorilla, col cuore che
gli sobbalzava. Un falso movimento, minacciando la bestia
col fissarla negli occhi, per esempio, e addio Cohn.
Calvin Cohn ebbe poi uno straordinario intuito: costui
lo conosco. Conosco il suo odore. Ci siamo incontrati prima.
- Sei tu quello, - chiese umilmente, - che mi ha nutrito
quand'ero malato? Se cos, per favore accetta sentite grazie.
Il gorilla batt le palpebre come se non fosse sicuro di
avere capito la domanda. Fiss Cohn come se forse l'avesse
aiutato, o forse no; aveva i suoi misteri.
Cohn s'avvicin cauto all'enorme animale (pesava un
buon duecentocinquanta chili) con le mani protese, lo sguardo
fisso a terra.
Il gorilla si lev sulle corte gambe, nel guardare l'uomo
che gli si avvicinava, e sollev modestamente il suo braccio
destro. Ma Buz, spiando il gesto, corse a frapporsi fra loro,
lanciando grida acute, prima che le braccia protese potessero
divenire una stretta di mano.
Sebbene Cohn cercasse di frenare il geloso scimp, Buz
sbrait verso il gorilla, provocandolo.
Lo scimp fece una finta carica, indietreggi, si butt in
avanti come per attaccare, ma il gorilla lo respinse pazientemente
con il lungo braccio carnoso. Grugnendo alla volta
dello scimp, s'allontan sulle nocche. Si iss su di un'acacia
e si sedette su un ramo basso nella chiazzata luce del
sole, osservando pacificamente la scena sottostante.
Un vero gentiluomo, pens Cohn.
- Se ti va bene, - si rivolse al gorilla in gratitudine,
- mi piacerebbe chiamarti George, dal nome del padre di
mia moglie buon'anima, che era un provetto dentista, un
uomo splendido. Spesso sistemava i denti alla gente senza
chieder nulla in cambio.
Disse al gorilla che loro tre erano soli al mondo e dovevano
prendersi cura l'uno dell'altro.
George parve acconsentire, ma Buz s'era coperte le
orecchie con entrambe le mani e squittiva beffardo.
Un mattino presto Cohn, svegliandosi, scost furtivamente
i tralci e lasci entrare la luce. Poich Buz era addormentato
nella sua gabbia, vi si avvicin in punta di
piedi con un paio di piccole forbici e, allungando il braccio
tra le sbarre di legno prima che la scimmia si svegliasse
del tutto, le tagli via il fetido fazzoletto da collo prossimo
a decomporsi.
La ferita che si aspettava di vedere era del tutto guarita,
e da essa due fili piatti di rame spuntavano fuori dalla
cicatrice dove in un uomo si troverebbe il pomo d'Adamo.
Buz, svegliandosi di soprassalto, protest rocamente la
perdita della sua amata compressa, ma Cohn addusse che
doveva essere lavata e la lasci cadere nel cesto della biancheria
sporca. Buz allora fece i suoi bisogni fuori dalla caverna,
come gli era stato appreso; e quando fu di ritorno,
Cohn, prima di servirgli il suo porridge di banana e riso,
gioc con lo scimp a farsi il solletico.
Mentre solleticava Buz sotto le braccia, sollev su una
sedia la scimmia giuliva, e destramente le attorse assieme
i due fili di rame allo scoperto sul collo. Ci fu un momentaneo
crepitio mentre lo scimp, sogghignando forzatamente,
fissava Cohn, e Cohn, sorridendo impacciato, lo osservava.
Dopo una tosse raschiante, seguita da un ansimare
metallico che lo fece trasalire, Buz parl come se recitasse
un miracolo.
- Fontoztico/// mi zento porlare/// pong-pong -. Udendo
le proprie parole, Buz dalla gioia salt su e gi dalla sedia
festante. Sfoggiando orgoglio, si colp il petto con entrambi
i pugni. Lo scimp, emettendo poi uno squittio lancinante,
si precipit fuori dalla caverna, s'arrampic su una
palma vicina, svelse un ramo fogliato a forma di ventaglio,
e caric all'insu per il roccioso pendio, trascinandosi dietro
il ramo frusciante.
- FontozticoIH - esclam nel venir gi dal pendio galoppando
sulle nocche col suo ramo di palma. - So porlare///
pong-pong.
Calvin Cohn, preso dall'eccitamento d'una inattesa avventura,
riusc a stento a credere a quanto aveva udito.
- Un miracolo, - ammise. - Ma che cosa intendi dire
con pong-pong?
- Non zon io quello/// Quello  rumore che fanno fili
di rame vibrare alla fine di fraze/// ho un laringhe artifiziale/Il pong-pong.
La sua voce era metallica, come se fosse un sordo a parlare,
una persona che mai prima si fosse udita articolare
parole. Buz parlava con la sua lingua succosa e inumidita
in bocca. La sua favella, che ricordava quella del dr Bunder,
risonava come quella di un metascimp, fosse stato possibile.
Comunque, che la scimmia potesse parlare aveva acceso la
immaginazione di Cohn.
- Come fai a sapere cos' una frase?
- Capizco i parlo solo parole che udito in prezedenza///
pong-pong. Zo dire ci che ti ho udito dirmi/// zo dire anche
quelle parole che dr Bunder mi ha inzegnato/// Per ezempio,
so Padre Nostro/// pong-pong.
- E come te l'ha insegnato?
- Me ha inzegnato con lingua di zegni/// ma adezzo so
che zono parole che ho in mia tezta/// pong-pong.
-  lui che ti ha fatto un'operazione alla laringe?
Buz toss metallicamente. - Ze avezze attezo altra zettimana
o due l'avrei fatta da me/// Ztavo gi porlando di mia
libert ma lui non zentito/// avrei porlato come adezzo///
pong-pong.
- Come, senza una vera laringe?
- Perch animali zanno porlare/// - gli disse Buz. - Noi
porliamo tra noi/// Forze qualche ghiorno udrai nostri fonemi
come noi udiamo i fostri/// Ze zi pu comunicare con un
animale fifente/// zi pu comunicare con tutti i zuoi parenti///
 pozzibile ze ammetterai la pozzipilit///
Cohn disse che sembrava una possibilit ragionevole.
- Lo stesso credere pu non essere cos facile, ma io voglio
credere. Difatti, dopo averti udito in azione, ci credo. Immagino
che nella tua esperienza sia contenuto un fattore
evolutivo, e lo vedo come reale e credibile.
Cohn prosegu: - Che straordinaria occasione fornisce
per comprendere la natura della comunicazione e lo sviluppo
del linguaggio nell'uomo. Scommetto che potrei dare un
importante contributo nelle scienze semantiche, e rimpiango
molto che non vi siano altri che noi, e forse George, a
presenziare a questo miracolo.
- C' Cesti di Nazaret/// - disse Buz.
- Pu darsi, - disse Cohn.
Buz disse che non v'era dubbio al riguardo.
Sempre un miracolo, Cohn riconobbe; era profondamente
commosso, ancora stupito, quasi avvinto. Nonostante le
sue eccentricit il dr Walther Bunder era stato uno scienziato
straordinario; e Buz, Dio lo benedica, era un genio
di scimp.
Adesso avr un compagno intelligente sin quando si vivr
entrambi. Cohn si premette gli occhi col suo fazzoletto
di lana.
Lo scimp, nell'osservare ci, tent di spremersi una lacrima
ma fall.
Cohn disse di non prendersela, gli insegnerebbe come,
tra altre cose.
- Pozzo chiamarti patrone/// pong-pong?
- Chiamami Cal o se preferisci, chiamami Pa'.
- Pa'/// - disse Buz, - pong-pong.
Cohn, con un paio di pinze allungate, strinse i fili sul
collo di Buz, e ci pose fine al pong-pong. Lo scimp disse
che non gli era importato il suono ridondante purch potesse
dire con chiarezza il resto di una frase. La sua articolazione
miglior, e in breve tempo perse quasi ogni traccia
dell'accento del dr Bunder e pronunci correttamente
le consonanti e la pi parte delle vocali.
Cohn lo lod per essere un bravo ragazzo. Si posero le
braccia tutt'attorno l'un l'altro e si baciarono affettuosamente.
Buz inizi con diligenza i suoi studi linguistici assistito
da Cohn che gli leggeva pagine scelte sul dizionario. Cohn
ridefiniva le definizioni, non sempre con soddisfazione di
Buz. In un primo tempo allo scimp parve che una parola dovesse
significare il suo aspetto. Voleva che un oricteropo fosse
una lumaca nel suo guscio, sperando che l'oricte fosse la
lumaca e il ropo il suo cubicolo. Pi avanti accett
Poricteropo quale un formichiere e chiam la lumaca un disgustevole lumacone.
Il loro studio lessicografico piaceva a Buz, e si chiedeva
se avrebbe migliorato il suo vocabolario se ne mangiasse
qualche pagina di tanto in tanto, ma Cohn glielo proib per
sempre.
Ciononostante faceva progressi soddisfacenti. Non era timoroso
nell'indovinare il significato di parole che non conosceva,
e che Cohn usava, e nel chiedere di altre. Un giorno
ebbe un'intuizione ragguardevole: - Anche quel che non dici
significa qualcosa -. Cohn fu d'accordo. Ci segn una raggiunta
conquista, e di qui in poi Buz fece progressi pi veloci
nella sua padronanza della lingua. Cohn fu felicissimo
del suo talento semantico.
Un giorno Buz volle sapere chi aveva inventato la lingua.
Cohn disse l'uomo. -  questo che lo ha reso superiore
a tutte le altre creature.
- Se era cos superiore adesso dov'?
- Eccomi qui, - disse Cohn.
- La razza umana voglio dire.
Cohn, riflettendoci, ammise che forse Dio aveva inventato
la lingua. - La parola diede principio al mondo. N alcuno
avrebbe saputo che c'era un Dio monoteistico se Lui
non l'avesse proclamato.
Buz disse che forse Ges aveva inventato la lingua.
Cohn disse: - Lui parlava bene ma la parola esisteva gi.
- Lui predicava agli scimp, - disse Buz.
Cohn disse che Buz s'era avvicinato a una metafora e lo
lod.
- Quanto avvicinato?
- Gli scimp come cristiani.
- Cos' una metafora?
-  un simbolo, pi o meno, - rispose Cohn. - Dice qualcosa
non del tutto attesa, tramite analogia. Come quando
una banana  concepita quale simbolo del fallo umano, e una
caverna o una grotta, del grembo.
- Non sono d'accordo che una caverna sia un grembiule,
- disse Buz.
- Grembo, non grembiule.
- Non ci credo. Non penso che un fallo sia una banana.
Io mangio le banane, non mangio i falli.
- Non ha nulla a che fare col mangiare. Un oggetto, a causa
di una qualit in comune con un altro, vien preso a rappresentare
l'altro. Walt Whitman, per esempio, in una sua poesia
si riferisce all'erba come al fazzoletto del Signore, insolito
ma ragionevole.
Buz disse che desiderava chiamarsi Walt.
- Tu ti chiami Buz.
- Vorrei chiamarmi Walt. Perch lui chiama l'erba un
fazzoletto?
- Ci fornisce un concetto terreno di Dio: Colui che cammina
sull'erba con lo stesso agio con cui usa il Suo fazzoletto.
O pu darsi che usi l'erba per asciugarsi la fronte. Comunque,
Egli dimora nelle nostre vite. Un altro concetto
simile  quello di Dio Padre.
- E quanto al Dio figlio?
- Anche questa  una metafora.
Buz disse che era quella che gli piaceva di pi.
- Scegli tu, - disse Cohn. - Comunque,  tramite la lingua
che un uomo diventa pi finemente e sottilmente uomo,
un essere umano sensibile, dotato di principi, civilizzato,
in quanto si apre agli altri uomini, col comprendere, descrivere
e comunicare le sue esperienze, aspirazioni e natura,
cos com'. O com'era -. Cohn sorrise d'un sorriso malinconico.
- Non dimenticare gli scimpanz, - disse Buz.
In seguito chiese: - Se continuo a imparare la tua lingua
diventer umano?
- Forse non proprio tu stesso, - rispose Cohn, - ma qualcosa
di simile potrebbe accadere a lungo andare -. Disse che
la sua discendenza e quella di Buz da un comune antenato
era stata questione di lunghe et d'evoluzione. - E se sarebbe
nuovamente accaduto, spero risulti in una specie migliorata
di homo sapiens.
- Cos' homo, Pa'?
Cohn disse di ritenere che essere umano voleva dire essere
sensibile e protettivo nei riguardi della vita e della civilizzazione.
Buz disse che preferiva essere uno scimp.
Volle sapere da dove venivano le storie.
Cohn disse da altre storie.
- E queste da dove venivano?
- Qualcuno pronunzi una metafora e questa irruppe in
una storia. L'uomo prese a raccontarle per impedire che la
sua vita venisse spazzata via.
- Quale fu la prima storia?
- Dio che inventa Se stesso.
- E come ha fatto?
- Ebbe principio. Lui  il Dio dei Principi. Lui disse che
la parola e la terra ebbero principio. Se racconti delle storie
puoi dire che cosa sta facendo Dio. Rileggiamoci quella l,
Buz -. Riprese la storia della Creazione.
Buz disse che era stanco di quella l. - Non succede nulla
in quella storia fiabesca. Perch non leggi di Ges di Nazaret?
Lui predicava agli scimpanz.
- In che lingua?
- Questo non lo so. Abbiamo udito la Sua voce nelle nostre
orecchie.
Cohn disse che non aveva una copia del Nuovo Testamento
nella caverna. Aveva il Vecchio.
- Raccontala senza il libro.
Lo far, promise Cohn. - Ma tu ti lamenti che non ti racconto
abbastanza storie di animali, quindi che ne diresti di
una di quelle, adesso? Comincer col vecchio serpente che
viveva in Paradiso con Adamo ed va.
Buz disse che detestava le storie di serpenti. - Quelli l
strisciano sul ventre.
Cohn disse che Dio li aveva puniti per aver messo l'uomo
nei guai. - Rashi, un commentatore talmudico medievale,
in altre parole, qualcuno che raccontava storie di storie, disse
che il serpente vide Adamo ed va in amplesso tra i fiori.
Il serpente di poi chiese ad va un pochino dello stesso,
ma lei rifiut indignata. Ci diede inizio ai suoi piani maligni
per il tradimento dell'uomo. Ti ho letto la storia in cui
tent va con la mela. Lei avrebbe potuto rifiutarla, ma il
serpente era un tipo astuto. La disorient con la sua richiesta
sessuale.
- Che cos' un amplesso?
- Ti ho letto il brano relativo nel libro del dr Bunder.
- Quando ne avr un po'?
Cohn disse che gli dispiaceva ma non saprebbe dirlo.
- Se non vuoi il serpente, che ne diresti di Caino e Abele?
- chiese. - L c' azione, uno stupendo colpo sulla testa.
Buz disse che non gli piacevano la violenza e lo spargimento
di sangue. Disse che preferiva il Nuovo Testamento.
- C' una quantit di violenza e sangue nel Nuovo Testamento.
Da allora i pittori hanno lavorato per secoli col
rosso.
- Questo  perch hanno crocifisso Ges di Nazaret, -
disse Buz.
- Chi  stato? - chiese Cohn, sul chi vive.
- I soldati romani.
Cohn gli fece delle carezze sul capo.
- Raccontami quella del Pa' che tagli la gola al suo bambino,
- chiese allora Buz.
Cohn rispose annoiato. - Buz, ti ho detto quattro volte
che Abramo non ha mai tagliato la gola al suo ragazzo. Coloro
che dicevano cos stavano inventando storie che si adattavano
alla loro propria natura, non a quella di Isacco e di
Abramo.
- Raccontamela ancora, - sospir Buz, arrampicandosi
in grembo a Cohn.
Cohn gli raccont di nuovo: - Questa  la storia di Abramo
e Isacco, il suo amato figliolo, - prese a dire. - Il Talmud
dice che Satana importun Dio perch mettesse alla prova
l'amore di Abramo per Lui; e Dio, per mettere alla prova e
comprovare quell'amore, ordin ad Abramo di portare il
suo ragazzo sul monte della Moria e di offrirlo in sacrificio
allo Stesso Signore.
- Come prosegue la storia, Abramo, senza batter ciglio,
per il suo amore a Dio, acconsent. Isacco trasport sul monte
la legna per il fuoco. Poi Abramo pose la legna sull'altare,
legando il figlio con corregge di pelle prima di portargli il
coltello alla gola.
Buz disse che la storia gli dava i crampi.
- Allora perch mi chiedi di raccontarla?
Buz pens che forse erano i fichi che aveva mangiato per
prima colazione a dargli i crampi. - Ma racconta la storia
comunque.
Cohn prosegu: - Proprio mentre Abramo stava per sacrificare
suo figlio, un angelo piovuto dal cielo gli grid:
Non metter le mani su quel ragazzo, o fargli alcunch di
male. Conosco il tuo timore di Dio. E ci prova che il Signore,
ad ogni dato momento,  possibile che non sia a conoscenza
di tutto, altrimenti di certo avrebbe saputo che
Abramo Lo temeva.
- D'altro canto, se Dio stava mettendo Abramo alla prova
per togliersi di mezzo Satana, sapeva che cosa ne sarebbe
sortito, e scommetto che fosse cos per Satana (lui ha i suoi
talenti) ma non per Abramo o Isacco. Pur tuttavia, la sofferenza
si ridusse pi o meno a una forte preoccupazione, e
non ebbe un effetto traumatico discernibile dopo l'incidente,
quand'ebbero confermato con l'esperienza d'amarsi l'un
l'altro.
Buz adorava i lieti fini. - Dio  amore, - disse.
Cohn non ne era certo ma non lo disse.
- Cos la vita di Isacco fu salva, - s'affrett a continuare,
- e un capro impigliato per le corna in una boscaglia fu sostituito
in olocausto, affermando in questo modo l'idea di
un sacrificio animale in luogo di uno umano. Ora sto parlando
del tempo in cui si prese a raccontare la storia di Abramo
e Isacco. Fu probabilmente una protesta contro il sacrificio
pagano di esseri umani.  ci che ho inteso dire con l'uomo
che umanizza se stesso, se mi segui.
- E l'uccidere animali lo chiami un atto civilizzato? -
volle sapere Buz.
Prima che Cohn, imbarazzato, potesse rispondere, un
brontolio di tuono scosse lo scoscendimento di arenaria.
Terra e pietrisco sfarin gi dal soffitto. Temendo un terremoto,
o peggio, Cohn, piegandosi a coprire Buz, s'apprest
ad ascoltare il giudizio di Dio ma non ne intese alcuno. Era
stato preso da un sudore freddo e si era detto di stare molto
attento a ci che diceva. Probabilmente a Dio non garbava
alcuna parola di ci.
- Che  successo? - chiese Buz, districandosi da sotto a
Cohn.
- Tuoni e fulmini.
-  qualcosa di brutto?
- Dipende dal Suo stato d'animo.
Cohn esitando ritorn alla storia di Isacco, dicendo:
- Ci pose fine alla sua prova, tranne che se rifletti sui
dettagli proprio alla fine, ti figuri che debba essersi perso sulla
montagna dopo che l'Angelo gli salv la vita, perch scompare
dal racconto. Exit Isacco. Le scritture li mostrano che
salgono entrambi sulla montagna a partecipare alla cerimonia
che Dio aveva decretato, ma solo Abramo ne discese.
Dov'era Isacco, allora?
Buz, chiaramente in ansia, disse di non averne idea.
Cohn disse che qualche saggio talmudico l'aveva interpretato
nel senso che Isacco era stato trasportato dall'Angelo
sino al Giardino dell'Eden, e che l era rimasto, in convalescenza
dalla sanguinosa ferita infertagli dal padre.
-  quel che ho detto, ma tu ti sei infuriato contro di me.
Cohn rispose che a rigor di testo Abramo non aveva tagliato
la gola a suo figlio, Dio non lo permetterebbe, indipendentemente
da quali potessero essere state le intenzioni
di Abramo, coscienti o altro.
- Un certo filosofo, un tale di nome Kierkegaard, di cui
non ti ho parlato, per quanto sia nel mio elenco di proposte,
costui fu dell'opinione che Abramo volesse davvero uccidere
Isacco. Freud avrebbe potuto concordare, ti istruir su
di lui nell'immediato futuro.
- Debbo sapere tutto? - si lament Buz. Salt via dal
grembo di Cohn, fece un giro attorno alla caverna, poi si arrampic
su di lui.
Cohn adorava l'esplicazione, un tempo aveva preso in
considerazione di fare l'insegnante. - Tutto ci che conta,
- rispose. - Il che porta al perch l'interpretazione di
Abramo quale tagliagola di suo figlio persista nei secoli.
Ci dice qualcosa della natura dell'uomo, le sue fantasie
di morte che si traducono nell'uccisione dell'uomo da parte
dell'uomo, consanguinei o estranei in moltitudini, ad
ogni possibile insensata occasione. Ma ora non addentriamoci
in questa faccenda, tranne che per porre in rilievo
come l'uomo ha pagato per quel che era, forse, secondo
me, beh, alquanto ingiustamente.
Guard a disagio la fenditura nel soffitto, pur tuttavia
proseguendo. - Quando riporti tutto alle cose fondamentali, -
sussurr, - ci significa che Dio ha fatto l'uomo gravemente
imperfetto. Forse ci che aveva in mente era che se
avesse fatto l'uomo intero, pacifico, buono, questi non sentirebbe
alcun bisogno di migliorarsi, e se non facesse ci,
non diverrebbe mai veramente uomo. Inoltre programm
che l'uomo avesse da contendere col male, o non ne avrebbe
fatto nulla. Ma la cosa terribile fu che il male si dimostr un
sacco di serpi ben pi grande di quanto l'uomo potesse maneggiare.
Noi ci si comport gli uni con gli altri come degli
animali, e quindi il Secondo Diluvio segu da presso al Giorno
della Devastazione.
Buz emise qualche strido: - Io sono un animale e sono
sempre stato vegetariano.
Cohn si compliment con lui e in fretta ritorn a Isacco
perso sulla montagna. - Come pensi ne sia disceso?
Buz sugger che forse qualcuno l'aveva rapito.
Cohn disse che avrebbe potuto essere successo cos. - Ma
ucciso, rapito, o che sia, and in Paradiso, cos dissero alcuni
commentatori. L fu resuscitato, dicono. Questo  un
espediente nel racconto che palesa la passione umana di riportare
in vita i morti. Data la natura della morte, quanto
dura una volta incominciata, chi ci pu biasimare d'aver inventato
la resurrezione?
Cohn disse che secondo la sua personale opinione la volont
dell'uomo di aggrapparsi alla vita era una degna ragione
per cui Dio avrebbe dovuto preservare l'umanit.
- Chiamalo sostenere il valore del Suo investimento all'origine.
- Ges di Nazaret fu resuscitato, - disse Buz.
Cohn disse che la resurrezione era probabilmente connessa
con la resurrezione di Isacco. - Gli scribi del Nuovo
Testamento ricollegano sempre lo sviluppo cristiano al passato
giudaico.
- Ges fu il primo, - disse Buz. - Lui predic agli scimp.
Cohn disse che chiunque fosse il primo, n il giudaismo
n il cristianesimo, n nessun'altra religione, impedirono il
Giorno della Devastazione.
- Beh, questa  la fine di quella storia, - disse a Buz,
- tranne che i talmudisti dicono che Isacco dopo tre anni
torn dal Paradiso alla casa di suo padre e presto prese a cercarsi
una sposa. Secondo i commentatori, aveva trentasette
anni all'epoca dell'incidente dell'olocausto, e anche a riscontri
fatti, ci  stupefacente.
Lo scimp, dopo essere rimasto seduto in silenzio un momento
chiese, - Quando mi sposer, Pa'?
Cohn, genuinamente commosso, disse di non vedere come
ci sarebbe potuto avvenire proprio ora. - Temo che
non ci sia nessuno che tu possa sposare in quest'isola.
- Non posso sposare te?
Cohn, bench apprezzasse il sentimento, disse che la cosa
non avrebbe funzionato. Ma ammise: -  come se fossimo
sposati nel senso che viviamo insieme e condividiamo un
analogo destino.
Buz ne fu deluso.
Cohn disse che sperava che a Buz fosse comunque piaciuto
il suo racconto della storia di Abramo e Isacco, bench
sembrasse coinvolgersi sempre pi ogni volta che la riraccontava.
Buz disse che la riteneva una storia molto semplice.
Durante la stagione delle piogge, costretti nella caverna
per giorni, spesso si annoiavano. Cohn continu a narrare
storie di suo padre, pace sul suo capo. Di quando a settantacinque
anni il vecchio Cohn si tagli un pezzo della sua lunga
barba bianca per guardar meglio alla sua faccia di tutta
una vita. Lo scimp afferr un paio di forbici dalla scatola degli
utensili e prese a tagliuzzarsi la scarsa barba, ma Cohn
gliele tolse di mano.
I giorni piovosi Cohn talvolta abbassava la lampada a
cherosene e, nella caverna ombrosa, mentre fuori scrosciava
un'acqua ventosa, suonava dischi sul fonografo portatile a
manovella. Nonostante la forza della bufera, George il gorilla
sedeva sotto un'acacia sgocciolante, fradicio sino alle
ossa, il capo zuppo piegato sul petto in ascolto, attraverso il
vento, dei vibranti trilli del padre di Cohn il cantore.
Ma quando il gorilla, mentre lo scroscio diminuiva, o cessava
momentaneamente, si provava a farsi pi vicino alla
caverna, Buz, che spesso guardicchiava attraverso la tenda
di sarmenti per seguire i movimenti di George se questi era
nelle vicinanze, gli lanciava pietre, cucchiai, stecchi di bamb.
E quando gli finivano le munizioni, gettava tazze e piatti
e figurine intagliate nel legno, nonostante la vibrante disapprovazione
di Cohn.
Cohn, quando la pioggia cessava quel tanto da potersi
avventurare all'aperto nei suoi indumenti di tela cerata, di
tanto in tanto s'imbatteva in George mentre cercavano tuberi
o frutta, nel bosco. Un giorno mentre ristavano a breve
distanza l'uno dall'altro, Cohn cerc di fare le sue scuse
a George per l'immaturo comportamento dello scimp. Disse
di sperare che Buz si sarebbe presto abituato a George;
era un tantino pauroso, nonostante la sua intelligenza, essendo
stato traumatizzato da bambino per via della separazione
da sua madre ad opera di uno scienziato, che gli aveva
fatto un taglio nel collo per motivi sperimentali. George sollev
la mano per toccarsi la gola, poi si volt e scomparve in
un tuffo. Questa fu la comunicazione pi diretta che sinora
avessero intrattenuto, ma Cohn non si scoraggi.
L'avere George vicino, comunque, arrecava certi svantaggi.
Il gorilla, che viveva di erbe, radici, cortecce, midollo di bamb, anche lui sembrava appetire frutta come dessert,
e qualche albero da frutto, quand'egli vi risiedeva,
veniva quasi denudato dopo che George era stato fuori a
farne raccolta. Era un intenditore e scartava cinquanta
manghi acerbi gettandoli via per trovarne uno maturo.
A Cohn non riusciva di sopportare lo spreco.
Eppure si rammaricava per l'animale, i gorilla erano tipi
poligami, con famiglia, e George non aveva nessuno dove
andare per casa. Era un vagabondo nella foresta e vagabondava
da solo; Cohn l'udiva frusciare attraverso la vegetazione.
Spesso pens, allorch s'incontravano in qualche radura,
di invitarlo alla caverna per un pasto saltuario, ma
quando ci si provava con un linguaggio a segni, puntando
alla bocca con le dita, per trasmettergli l'invito a venire a
casa con lui per un dessert di macedonia di frutta pi una
tazza di birra di banana, il grande primate guardingo, gli
occhi marrone scuro che desolati osservavano Cohn, mandava
afflitti rumori ringhiosi.
Cohn pi di una volta s'era provato a seguire George
nella foresta, ma il gorilla urlava e strombazzava il suo scontento,
e Cohn s'allontanava in fretta. Un giorno decise di
star saldo quando incontr il grande primate, e per un istante
rest l turbato a guardare George avvicinarglisi bipedemente.
Cohn, come dal consiglio nel libro del dr Bunder,
abbass gli occhi fissandosi le punte dei piedi mentre George
si faceva avanti e annusava rumorosamente la testa e le
orecchie di Cohn, filandosene poi via come offeso dall'odore.
Ma era di ritorno come su appuntamento, piova o brilli
il sole, quando il cantore cantava nel fonografo. Lo scimp,
dopo una vivace reazione iniziale al vecchio orante, ora si
infilava le dita nelle orecchie e concionava contro il rumore.
George, d'altro canto, in ascolto fuori della caverna,
dopo un magnifico kaddish, si rizzava per tutta la sua altezza
e si percoteva il petto come fosse un timpano.
Quando lo scimp udiva il gorilla rimbombarsi il petto
si nascondeva nel retro della caverna e si copriva il capo
con della biancheria sporca.
A George piaceva anche essere presente quando Cohn,
di preferenza nel capanno, ma anche nella caverna, da cui
gli si poteva udire la voce, leggeva ad alta voce a Buz o gli
raccontava delle storie. Il gorilla ascoltava come se capisse
ogni parola dei racconti di Cohn, per quanto talvolta gli
occhi esprimessero sconcerto, particolarmente quelli riguardanti
suo padre il rabbino. George grugniva, forse lo
toccava un atto di misericordia compiuto dal vecchio, come
quando questi era salito a fatica su per le scale di un freddo
casamento per portare un secchio di carbone a una vecchia
in un gelido appartamento.
E Cohn era in grado di sentire respirare il gorilla in apprensione
mentr'egli, per esempio, leggeva a voce alta della
fuga degli israeliti attraverso le acque separate del Mar
Rosso, incalzati furiosamente da orde di aurighi egizi. Quando
le onde del mare si abbatterono su di loro, e cavalli e uomini
affogarono abbracciati, George url come in deplorazione.
Cohn sent che il gorilla era sul punto di parlare, anche
se non aveva ancora appreso la lingua dei segni. Non si
sarebbe potuto dire ci che il futuro avrebbe portato. Cohn
sper che un giorno avrebbe chiesto a George come si era
salvato dalla Devastazione. Gli era apparso Dio, e se cos,
in che lingua avevano conversato?
Col diminuire delle piogge sferzate dal vento, dalla terra
fradicia spuntarono minutissime orchidee dorate, gigli,
poinsezie. E mimose, acacie, iacaranda esplosero in fioriture
gialle, rosse, porpora. Dopo la pioggia ascoltavano sgocciolare
l'acqua di foglia in foglia tra gli alberi. Lo scimp si
sedeva in grembo a Cohn dopo una lotta per il posto,
ch'era una bella fatica. Buz era un ragazzone adesso, crescendo
pi alto, pi forte. Cohn aveva iniziato a costruirgli
una sedia a dondolo dove sedersi quando ascoltava le
storie.
Ora Cohn stava pacatamente parlando del gorilla al
suo ragazzo. Chiese a Buz di essere carino con lui. - Lui 
gentile e non fa male a nessuno. Rimane incollato qui a questa
caverna perch  solo.  un tipo da famiglia,  detto nel
libro delle scimmie.
- Per me ha un'aria cattiva, - disse Buz. - Se mai mi
prender nella foresta in una notte buia, mi manger.
- Non mangerebbe uno scarafaggio. I gorilla sono erbivori.
- E neppure mi piace il suo nome.
- Che cosa avresti suggerito? - Cohn s'era irrigidito
un poco.
- Adolph.
- Neanche morto. - Cohn disse che aveva dato al gorilla
il nome di un bravo dentista che conosceva, ma anche
quello di George Washington(2); e raccont a Buz la storia
del ciliegio. Avvert lo scimp che pi stecchi e sassi avesse
gettato contro George, pi la paura di Buz per lui sarebbe
aumentata.
- Prova un po' d'amore, - sugger Cohn.
- Non vedo che cosa abbia a che fare l'amore con quel
grosso gorilla. Hai detto che se non ha funzionato prima del
Diluvio perch dovrebbe funzionare dopo?
- Questi son tempi diversi, - spieg Cohn. - Col progredire,
ci che non ha funzionato in passato pu darsi che
funzioni di qui in avanti.
- Questo lo so, - rispose Buz, - ma vale anche per quellostupido gorilla?
Qualcuno nei pressi toss, e scoprirono George l fuori,
seduto contro la parete della scarpata. Vedendosi scoperto,
l'imbarazzato gorilla si alz e si allontan pesante sulle
nocche.
Lo scimp, saltellando su entrambe le gambe, grid all'assassino.
-  un grasso e stupido porco e, in aggiunta a
questo, puzza.
Cohn l'avvis di non cominciare quella sorta di discorso.
- Quante volte debbo dirti della Devastazione che ha
distrutto il mondo ed ogni essere vivente tranne te e me
e George? Se ci aspettiamo di continuare a vivere dovremo
essere gentili l'un con l'altro.
Lo scimp, disgustato, s'inerpic su per gli scaffali alla
parete e si sedette in cima, il pi lontano possibile da Cohn.
Trascorse la pi parte della giornata sulla sua amaca all'aperto.
Al suo ritorno dalle risaie il pomeriggio seguente, Cohn
si mise a cercare un disco di cui il mattino s'era canticchiata
la melodia.
Trov lo scatolone in cui teneva i dischi, in alto sopra
uno scaffale di legno, ma non gli riusc di individuare quello
che voleva. Contandoli, Cohn, con sua costernazione, trov
che ne mancava uno, ce n'erano nove invece di dieci.
Che l'avesse preso Buz per punire il suo pa' di qualcosa?
Turbato, Cohn usc di corsa dalla caverna in cerca dello
scimp. Invece di Buz scorse George il gorilla seduto su di un
eucalipto, a mezz'albero, che si teneva in equilibrio reggendosi
a un ramo sovrastante, mentre masticava il disco
che aveva in mano. Ne aveva morso un bel pezzo e stava
cercando di assaporarlo masticando rumorosamente. Poi
George lo sput fuori e lanci via il disco. Vol nell'aria
come un frisbee e colp la scarpata, andando a pezzi.
Cohn diede in un gemito accorato. - Sciocco bastardo,
- grid, - ti stendo morto se ancora ti provi a entrare
nella caverna senza il mio permesso.
George si lasci gi in fretta verso il ramo pi basso e
salt a terra. Corse dentro la foresta pluviale come una locomotiva
in fuga.
Durante la primavera esplorarono l'estremit dell'isola,
dopo aver tirato in secco la zattera di gomma accanto
a una stenta palma.
- Legala, - ordin Cohn. - Non ho avvistato nulla, ma
non si sa mai.
Indossava il suo poncho e il berretto di pelo idrorepellente
dopo una bronchite di due settimane addietro. Aveva
la voce rauca. Cohn portava con s un fucile Winchester
70 che aveva scoperto durante l'ultimo viaggio alla Rebekah Q.
Non era ben certo perch lo portasse con s adesso
nella gita all'interno. Aveva oliato l'arma in abbondanza, e
la canna gocciolante puzzava.
Era un grosso fucile e Cohn provava una certa inquietudine
a lasciarselo indietro, cos, in un punto qualunque,
mentre compivano la loro esplorazione. Una paura stupida,
davvero atavica. Avrebbe dovuto sparire con la Devastazione,
ma in qualche modo persisteva.
Buz portava un cappello di paglia con un nastro rosso
da gondoliere veneziano che aveva trovato nell'armadietto
degli abiti del dr Bunder, e per il resto era svestito. Recentemente
s'era provato un paio di mutande da inverno di
Cohn ma non gli calzavano bene. Infatti ne aveva fatto
scoppiare due paia prima di abbandonare l'idea.
Portava con s un remo d'alluminio, talvolta appoggiandoselo
sulla spalla alla stessa maniera militare con cui Cohn
teneva il Winchester. Mentre stavano esplorando una bassa
roccia d'affioramento di arenaria a circa tre chilometri
dalla costa, Cohn si ferm, muto, la gola serrata, e indic
un grumo di materia semiliquida scura su cui aveva quasi
messo il piede.
Buz lev il suo remo per uccidere la creatura, ma Cohn,
fattosi terribilmente pallido, afferr il braccio della scimmia,
gridando roco: - No, ci schizzer addosso.  la traccia
di un animale.
- Che cos'?
- Propriamente, defecazione d'animale, escrementi.
- Merda?
- Pi o meno, anche se quella parola non mi va su quest'isola.
-  il gorilla!
Cohn non la pensava cos. - Lo sterco di gorilla tende
ad essere un escremento secco, fibroso, a tre lobi. Questo 
semiliquido senza traccia di fibra.
- Dico che  quello stupido gorilla. Ha il suo stesso
odore.
- E che farebbe quass sul promontorio?
- Ci sta spiando.
- E per che diavolo?
- Perch  una spia e loro fanno cos. Lui ci segue e sente
quel che diciamo.
- Da qualsiasi animale ci provenga, - disse Cohn con
una certa inquietudine, - non voglio pensarci. Andiamocene
via di qui e avviamoci alla caverna.
- E se fosse una femmina?
Cohn, riesaminando lo stronzo, disse che non ci aveva
pensato.
Quando fecero ritorno alla rachitica palma sulla spiaggia
dove avevano ormeggiato la zattera, con loro costernazione
e stupore era scomparsa. Cohn, facendosi ombra sugli
occhi, scorse un puntino giallo distante sull'acqua che
si allontanava. Buz si dolse di avervi lasciato sopra un cartoccio
di fichi secchi.
- Avevo contato su quella zattera per portarci via da
quest'isola un giorno, - sussurr Cohn. - Ci dev'essere
un'altra isola, forse un tratto di ci che un tempo era la costa
africana che se ne va galleggiando. Dato i pochi utensili
che abbiamo, ci vorranno mesi per costruire un'imbarcazione
servibile.
Si volt stizzito verso Buz. - Com' successo? Ti avevo
detto di legare la zattera alla palma.
Buz confess di non avere imparato ad annodare un
nodo decente. - Le mie dita non sanno come farne uno.
- Perch per Dio non me l'hai detto?
- Non volevo che mi tirassi un'imprecazione.
Cohn neg la cosa esasperato. - Ti ho mai tirato imprecazioni?
- Ti ho sentito maledire quel gorilla.
- C' una differenza tra imprecare e maledire, - spieg
Cohn, ma lo scimp parve dubbioso.
Si misero le armi in spalla e iniziarono il lungo cammino
attraverso l'isola alla volta della caverna.
Di tanto in tanto Cohn si fermava per sparare un colpo
di fucile a mo' di esercitazione. Ogni qual volta si metteva
in ginocchio per far fuoco, Buz correva a mettersi al riparo.
La sera quando giunsero alla caverna, Buz si sedette in
grembo a Cohn e chiese di raccontargli una storia.
Cohn gli disse di pensare che la storia che uno ascolta
molto probabilmente diventava quella che uno avrebbe
vissuto.
Buz allora disse di non volerne ascoltare una.
Ma Cohn, in vena di parlare, disse a Buz che un filosofo
di nome Ortega y Gasset una volta aveva detto che la differenza
tra l'uomo e lo scimp  che lo scimp si sveglia ogni
mattino come se nessun altro scimpanz fosse esistito prima
di lui.
A Buz quel filosofo non and a genio. - Penso a mia
madre, e penso al dr Bunder.
- Ma lui non era uno scimp, - disse Cohn.
Buz disse che avrebbe potuto esserlo.
Cohn disse che era curioso di sapere come Buz era riuscito
a sfuggire alla morte il Giorno della Devastazione.
- Mi sono nascosto in gabinetto.
- Perch il dr Bunder non ti ha preso con s?
La voce dello scimp si fece tremula. - Mi ha detto in un
orecchio che non voleva che annegassi nell'oceano.
- Cos lui ti ha lasciato a bordo e si  dato alla scialuppa
di salvataggio?
Buz ricord a Cohn che era lui ad esser vivo e non il dr
Bunder. - Ma sento gratitudine per quel che ha fatto per
me -. Disse che pensava che avrebbe dovuto cambiare il
nome dell'isola in quello di Isola del dr Bunder, ma Cohn
non grad l'idea.
Disse che piuttosto l'avrebbe chiamata Isola dei Sopravvissuti.
- Sopravvivere  quanto dobbiamo fare. In
questo modo protestiamo a Dio contro il nostro destino e
al contempo Lo imitiamo.
- A che scopo?
- Mio padre diceva che il sopravvivere era un modo di
condividere lo scopo di Dio.
Buz, diteggiandosi vagamente il roseo fallo, disse che
era sua opinione che il vero scopo della vita era quello di
divertirsi il pi possibile.
Cohn gli allontan la mano dall'organo. - Lascialo stare,
lascialo in pace.
Buz rizz il pelo che gli si ispess.
- Lascialo stare, - insistette Cohn, - finch saprai cosa
farne, sessualmente parlando.
- Perch non me lo dici, invece di torcermi il braccio?
Cohn si scus. - Il sesso si collega alla sopravvivenza, -
spieg, - per non parlare di certi piaceri della creazione.
Per sopravvivere i partecipanti abbisognano di qualcuno
di sesso opposto, quale noi non siamo, n l'uno n l'altro.
Data la natura delle cose, ci limita la possibilit.
Buz cerc furtivamente d'introdurre le dita tra le cosce
di Cohn, e sebbene il suo pa' sapeva che l'intenzione era
benigna, non permise che il suo figliolo gli toccasse i testicoli.
Buz gli si accoccol pi da presso e in breve stava succhiando
un capezzolo di Cohn sotto la camicia bianca di
seta del dr Bunder. Il tirare delle labbra insistenti dello
scimp faceva male, ma Cohn lo lasci succhiare.
Fuori dalla caverna, George, sbirciando attraverso la
tenda d'edera, guard fisso la scena, ma quando Cohn sollev
gli occhi moll l'edera e se la batt.
Geloso? Scosso? Indignato? si chiese Cohn. Pieg lo
sguardo sul piccolo scimp al petto.
Se avevi allattato il ragazzo, potevi sposarlo?
 Note.
1. Percezione extra sensoriale, in inglese [N. d. T.].
2. Secondo l'agiografia apocrifa riguardante l'adolescenza, per altro oscura, di
George Washington, ad opera di M. Weems che nel 1800 ne pubblic una biografia,
il primo Presidente degli Stati Uniti d'America da giovinetto avrebbe
tagliato un ciliegio con una scure e in seguito avrebbe confessato il fatto al padre
perch non posso dire una bugia [N. d. T.].


L'albero-scuola.

Dio si teneva in silenzio.
Cohn tent di spremere una piccola assicurazione. Ci
aveva i suoi rischi: reagir Egli preservandomi, oppure ci
Gli ricorder di farmi fuori?
Perch dovrebbe farlo? pens Cohn. Sono l'unico uomo
rimasto, nessuna seria minaccia per Lui. Perch non do semplicemente
notifica che sono ancora qui, e spero serva perch
Lui gode dell'attenzione che Gli dedico?
D'altro canto, potrei scordare l'intera faccenda e pregare
che Egli mi dimentichi.
(Potrei anche chiedere, se Egli risponder: - Perch
Dio permette il male?
"Come potrei non permetterlo?
Touch).
Cohn prov la preghiera per stabilire un contatto ma
non avvennero vibrazioni, e in confusa disperazione scagli
una noce di cocco contro il cielo notturno.
Il frutto ascese e non discese pi, non come frutto.
Qualcosa accadde lass in alto: che la noce di cocco abbia
colpito un corpo astrale o ne sia divenuta essa stessa uno?
Quale sar stata delle due, Cohn non sapeva dirlo, ma
ebbe luogo una contenuta esplosione cosmica dal cui centro
scatur un divampante fiotto di fiamma. Osservando
stupito, Cohn concluse che non era una meteora in volo, ma
un vero fuoco in contorsione con sopra le sue iniziali, a significare
Calamit a Cohn? Cancellare o Castrare Cohn?
Si port di corsa alla sua caverna protettiva, e sebbene
fosse trascorsa una lunga giornata in cui s'era tenuto nascosto
sotto una cengia di roccia, Cohn non ud nessun punitivo
schiaffo d'elettricit magnetica, nessun sibilo di fiamma,
nessun rombo di tuono, o fischiar di pioggia. L'uomo
celato s'immagin che la noce di cocco fosse sfrecciata sfiorando
l'orecchio buono di Dio, il Quale scrisse a lettere
di ghiaccio nel cielo: "Non fare onde! Poi pi dolcemente:
"Non richiamare nulla alla mia attenzione; richiamer
io qualcosa alla tua.
Cohn ricord: Dio era la Tor. Era fatto di parole.
Cohn sugger un censimento a Buz: - Di ciascun insetto,
onde vedere se ve ne fosse qualcuno.
Sebbene vagassero per l'isola in tutta la sua lunghezza
sfruconando in montagnole, ragnatele, favi e buchi, non
localizzarono nessuna formica, ragno, blatta, e neppure
mosche o cimici.
Il Signore aveva interamente spazzato l'isola d'insetti,
nessun ronzio tranne quello di Buz che si ripuliva sotto entrambe
le braccia senza scoprire una singola pulce o pidocchio.
Procedendo a zig zag verso casa, esplorarono una profonda
caverna umida che si sarebbe potuto pensare ospitasse
uno o due insetti acquatici; ma non conteneva null'altro
che una rete di gallerie labirintiche, strette e ampie, che conducevano
tortuosamente ad altre dove stalattiti pendevano
come ghiaccioli da soffitti di roccia, stillando lucenti gocce
su tronconi di calcare che si levavano da pavimenti essudanti.
Dopo una lunga discesa attraverso ombrosi corridoi illuminati
dal bianco mozzicone della candela che Cohn reggeva
nella mano punteggiata di cera, scoprirono che questa
montagna di camere tortuose s'apriva finalmente su una
spiaggia di sabbia scintillante prossima al mare inquieto e
fragoroso.
Buz salt di gioia alla vista, e Cohn cadde sulle ginocchia
sopra la bianca sabbia, estasiato dalla vista di onde porpora
che si frangevano oltrepassando una linea di scogli neri lungo
la frangia costiera, per scorrere d'accesa schiuma su per
la spiaggia.
Nuotarono nell'acqua rinfrescante e dopo ascesero la
montagna e si calarono in una lunga caverna piena di colonne
cristalline. Le pareti emettevano rumori misteriosi, come
di voci in sussurro, o di un canto in sordina nella roccia;
ma in nessun luogo risiedeva qualche creatura vivente, neppure
un pesciolino, che fosse loro possibile udire o vedere.
- Dico un centinaio, - assicur Buz, ansimante come un
messaggero esausto.
Cohn, pulendo una colonna vertebrale fossilizzata di un
piccolo cavallo antico, probabilmente Eoippo, che aveva
trovato scavando in un campo pietroso oltre la risaia, insinu
che forse si tratter di una dozzina.
- Moltitudini, - assicur Buz, passando vanaglorioso da
un piede all'altro.
- Che ne diresti di dieci?
La scimmia salt su due piedi seccata, e piomb a terra
su tutti e quattro.
Cohn, abbandonando lo scetticismo, ripose il suo grembiule
di cuoio e corse dietro a Buz tra gli alberi sotto la caverna.
Questi erano separati dal limitare della foresta pluviale
da una distesa erbosa.
L nel bosco, a mezza via sopra un enorme baobab sfregiato,
che pareva simile a un albero in rovina incrociato con
un casamento abbandonato di un mondo precedente, apparvero
(grandi numi! ) cinque scimpanz sconosciuti stretti
insieme su un ramo il cui diametro era quello di un comune
tronco d'albero. Le cinque scimmie avevano esplorato il
baobab, ma all'avvicinarsi di Cohn, un grido di avvertimento
li aveva spinti a raggrupparsi.
L'albero, la cui cima era simile a un'artritica mano umana,
pareva fosse stato spogliato dei suoi frutti, foglie, metri
di corteccia, dalle scimmie fameliche, iperattive e spelacchiate
che avevano l'aria di essere state rilasciate di recente
da una cella sotterranea di prigione, e di avere trascorso le
loro prime ore di libert a divorare il baobab. I loro ventri
si eran fatti capanna, ma le loro facce erano macilente. Per
terra tutt 'attorno al tronco giacevano cumuli di frutti verdi
dal guscio duro traboccanti la loro polpa mucillaginosa.
Calvin Cohn fiss gli estranei sull'albero, per un attimo
esterrefatto. Trov la visione, per quanto vera, difficile a
credersi. Se non c'era un singolo insetto vivo sull'isola, da
dove venivano cinque scimp vivi?
Osservandoli, Cohn scopr una giovane femmina che
reggeva un pendulo fiore bianco; e un maschio dalla barba
grigia con occhi reumatici e bronchitico; anche un maschio
giovanile simile a un gorilla dall'aria amareggiata che drizz
il pelo alla vista di Cohn, e due cuccioli maschi ossuti e accucciati,
apparentemente pi giovani di Buz, con teste relativamente
ampie, occhi bassi e corte estremit. Entrambi
sbirciavano immoti Cohn che li stava osservando. Erano di
certo gemelli. Poteva sentirli respirare ritmicamente.
- Da dove venite? - disse Cohn, e le cinque scimmie
sbigottite, come se fosse stato lanciato loro un fischio, ruppero
il branco e sparvero nella foresta.
Cohn, prendendo in considerazione un accanito inseguimento,
sost a riflettere. Bisogna che scopra da dove sono
venute e come sono sfuggite alla Devastazione e al Diluvio.
Supponiamo che, cos come i cinque scimp erano del
tutto inattesi, un altro essere umano, probabilmente femmina,
sia anch'esso vivo sull'isola? Sebbene Cohn ritenesse
che solo lui, di tutti gli uomini, fosse pi o meno stato risparmiato,
chi, dopo questa ulteriore prova della momentanea
disattenzione del Signore, poteva esserne certo?
Se si fosse dato all'inseguimento, loro se lo sarebbero
facilmente lasciato dietro. Meglio allettarle con le banane.
Cohn corse alla caverna a prendere un canestro colmo di
mature (questa era stata come non mai la migliore stagione
di banane rosse) e poi si port veloce nella foresta sulle
piste di Buz. Lo scimmiotto, avendo osservato da una discreta
distanza l'incontro di Cohn con gli scimp appena giunti,
adesso ondeggiava su liane d'albero in albero, mentre il suo
pa', trasportando il canestro di banane, s'apriva il varco nella
vegetazione sottostante, facendo capo a Buz per l'allerta,
allorch avvistasse le scimmie.
In pochi minuti s'imbatterono nei nuovi venuti, ora
sparsi su cinque rami di un ebano. Erano un gruppetto veramente
stanco, la femmina una creatura attraente ma avvizzita,
i maschi malconci, il loro trascurato rivestimento
villoso mancante a tratti di pelo, gli occhi indolenti, tuttora
palesanti fame. Soltanto il maschio dal petto a forma di barile
sembrava vigoroso. Vedendo Cohn, si lev minaccioso,
ma fu immediatamente contagiato dal canestro di banane,
fissandone il contenuto con bramosia.
Cohn depose il canestro sotto l'ebano e sebbene i due
ragazzi si ravvivassero, gagnolando in pregustazione, nessuna
scimmia discese dall'albero per prendersi le banane.
- Mangiate prego, - annunci Cohn, e nessuno si mosse.
Buz prov uno o due incoraggianti versi da cibo ma le
scimmie rimasero ferme.
Cohn pens che avrebbero mangiato se si fosse allontanato.
- Di' loro che ce n' delle altre l da dove proviene
questo canestro, - disse a Buz. - Ma per favore di' anche
che dovremo stare attenti con la distribuzione perch la
scorta non  inesauribile. Il modo in cui hanno spogliato il
baobab non  un comportamento opportuno. Infatti li sollecito
ad essere parsimoniosi sulla quantit di cibo che mangeranno
una volta superati gli attuali morsi.
Ricord a Buz di riportare con s il canestro. Questi pareva
essere in ammirazione della giovane femmina scimp
che ora sedeva timidamente proprio in cima all'albero.
Cohn, lasciandoli, si port dietro a un'alta felce e di l
sbirci i cinque scimpanz scendere gi dall'albero in fila
indiana e dirigersi verso il canestro con grugniti, strilli, pacche
sul didietro e abbracci di congratulazione.
Mentre quattro di loro si stavano abbracciando, il vigoroso
maschio afferr il canestro e prese a divorare le banane
rosse. Il vecchio scimp reumatico gli si avvicin col palmo
teso, ma la scimmia giovanile, tenendosi stretto il canestro,
non si sarebbe staccata neppure da una buccia di banana.
Cohn stava per tornare indietro tuonando ma decise di
lasciare che se la sbrogliassero da soli. Quello robusto era
ovviamente il maschio dominante e aveva certi privilegi.
Cohn lo avrebbe tenuto d'occhio per vedere che nessun altro
rimanesse a pancia vuota.
Ritorn alla caverna e pranz da solo, un budino di riso
con fette di mandarino rosolate al forno. La situazione cibaria
lo impensieriva. Ce ne sarebbe stato abbastanza per tutti?
Contando George, la compagnia isolana adesso era di
otto. Se otto, perch presto non nove, o dieci, abbastanza
per un minyan(1) affamato?
Spieg ed esamin la sua mappa degli alberi da frutto. I
banani e i fichi andavano bene; i fichi sarebbero durati almeno
otto settimane se gli scimp stavano attenti. D'arance
e di noci di cocco ce n'erano in abbondanza, e cos di datteri,
manghi e passiflore. Ce n'era abbastanza per tutti. Cohn
pens che avrebbe potuto ripartire gli alberi da frutto cos
che ciascuno scimp ne avrebbe spartito il disponibile senza
violare i diritti degli altri.
Ed anche gli importava ci che l'inattesa comparsa di
cinque scimmie estranee potrebbe significare riguardo al
decisivo intento di Dio verso Calvin Cohn. Apparentemente
Egli aveva preso una svista, o la Sua natura era quella di
non saper contare? Perch lo dovrebbe se Egli conteneva
tutti i numeri, ogni loro possibile combinazione? Oppure
aveva progettato uno sviluppo tale, che singoli animali
sarebbero comparsi sull'isola, gocciando ad uno ad uno? A
quale scopo, se v'era scopo?
Cohn usc dalla sua caverna, la lampada al cherosene in mano,
a leggere nella frescura della sera. Con sua sorpresa, gli
scimp in visita, Buz tra di loro, stavano seduti sul terreno
pietroso formando un disordinato semicerchio, come in attesa
che Cohn si facesse avanti a salutarli ufficialmente.
E pure lui lo voleva, questa era la sua occasione di farne
la conoscenza. E coglierebbe l'occasione, dopo una parola di
benvenuto, per dire loro come meglio avrebbero potuto
continuare a stare insieme su quest'isola.
- Miei cari fratelli e sorelle primati, - inizi rauco. Cohn
si soffi il naso prima di proseguire, quando George il gorilla,
il capo coperto da un elmetto di lappole, che lo faceva rassomigliare
allo stesso Marte se non a un Mos o a un Giosu
militante, emerse dalla foresta e guardingo scrut gli scimpanz
riuniti.
Questi, avvistando il gorilla e l'ombra gigantesca che si
trascinava dietro, si levarono con grida e squittii eccitati e
s'inerpicarono sull'albero pi vicino.
Quando George osserv l'esasperato disappunto di
Cohn, si tuff in una caverna vuota e non ne emerse per due
giorni.
Le cinque scimmie, forse sulle tracce di un altro canestro
di banane, apparvero nuovamente nei pressi della caverna
il mattino seguente, ma quando Cohn ne usc col suo
grembiale da lavoro, tenendo in mano un osso di gamba di
una scimmia fossilizzata che aveva pulito, in strida gli scimp
galopparono via e furono subito in volo lungo percorsi arborei.
Solo la giovane femmina rimase un istante, come a soddisfare
una curiosit circa la scimmia bianca di pelle, prima
di girar la coda e volar via con gli altri.
Cohn fu deluso dal non essere stato in grado di stabilire
un contatto con loro. Si augurava di poterli nutrire alla sua
tavola, sperava d'impostare presto regole e regolamenti per
la ripartizione e la distribuzione della frutta. Per aver ordine bisognava pianificare l'ordine. Ne aveva fatto menzione
a Buz e gli aveva spiegato la Costituzione americana, chiedendogli
di trasmettere i suoi pensieri alle scimmie in visita.
Non era sicuro della portata della comprensione scimmiesca,
ma date le recenti esperienze linguistiche di Buz, carezzava
grandi speranze per loro.
Buz gli assicur che gli scimp avrebbero capito pi di
quanto pensasse. - Sanno pi di quel che credi. Bisogna
avere fede -. Cohn decise di esaminare pi a fondo la faccenda,
cos indoss gli stivali e panni protettivi esternamente,
poi si spinse nella foresta pluviale in cerca dei nuovi venuti.
Dopo un mattino infruttuoso, Cohn, preso da ispirazione,
ritorn ai boschi dove crescevano degli alberi di mango
zeppi di frutti, e l vi trov le scimmie migranti accomodate
su un albero dalle lucide foglie, a mangiarsi il dolce frutto
giallo-arancio, dopo che a morsi di assaggio s'erano disfatte
di dozzine di quelli acerbi e fibrosi. Rimase deluso a vedere,
nell'avvicinarsi a loro, che quattro dei sei manghi erano gi
spogli dei frutti, e gli altri lo sarebbero presto. Il terreno era
cosparso di frutti marcescenti e di semi gialli.
Cohn, ritto sotto il mango su cui le scimmie s'accucciavano,
si rivolse loro con voce cordiale: - Fratelli e sorelle
primati, benvenuti in quest'isola; e se questa  la vostra isola
nativa, benvenuti comunque nel nostro angolo di questa
splendida isola.
- Spero capiate il succo di quanto sto dicendo. Se non
pensassi che ci fosse possibile, non resterei qui. In altre
parole, io ho fede.
Rimase in ascolto d'una parvenza d'applausi ma non ne
ud.
- Ci che mi augurerei capiste  la necessit di compiere
un determinato sforzo d'apprendere una lingua comune cos
che si possa comunicare l'un l'altro. Solo se si conosce la
parola, si potrebbe dire, si pu divulgare la parola.
Gli scimp avevano smesso di masticare e parvero essere
assorti nell'ascolto.
Cohn disse che gli piacerebbe che godessero del loro soggiorno,
ma se intendevano farne il loro luogo d'abitazione
permanente, s'augurava sinceramente che non spiacesse loro
qualche osservazione concernente come si potrebbero organizzare
certe faccende a reciproco beneficio di ciascuno.
- Io mi chiamo Calvin Cohn, e immagino possiate ritenermi
come il vostro protettore, se vi va l'idea. Voglio sappiate
tutti che non sono menomamente interessato al potere
personale; mi piacerebbe semplicemente dare allo sforzo
comune un certo quantitativo di ragionevole direttiva.
Attese invano un casuale battimano. La voce di Cohn
cadde un tantino. - Credetemi sulla parola, accetterei la
guida con riluttanza, i miei colleghi oceanografici erano soliti
dire che avevo del talento per l'amministrazione, comunque,
sento che dovr assumermi la responsabilit perch ho
avuto un'educazione abbastanza decente e forse un tantino
pi d'esperienza che la pi parte di voi, nel tentare di costituire
ci che mi auguro diverr un'effettiva comunit sociale.
In pi sono pi vecchio della pi parte di voi, tranne
forse il vecchio signore che russa proprio sopra di me. Non
che l'et sia necessariamente saggezza, ma in certi modi 
d'utilit. Molto, comunque, dipende dal Signore.
Cohn rise gioviale, ma quando osserv i due ragazzi
ghignare di stupefazione, si disse o di chiuder bocca o di
essere pratico. Allora si rivolse alla moltitudine sull'argomento
cibo, che ve ne sarebbe abbastanza d'attorno se avessero
fatto attenzione.
- Non mangiate, per esempio, - Cohn peror seriamente,
- per il solo gusto di mangiare, o perch siete annoiati.
Mangiate per favore solo quando avete legittimamente fame,
e poi solo il bastevole a soddisfare quella fame.
Qualcuno nell'albero emise un verso sfacciato la cui fonte
Cohn non fu in grado di determinare, ma non vi fu nessun'altra
reazione scortese di cui dire.
- Per favore tenete a mente che altri hanno il diritto di
spartire equamente fonti di cibo, in quanto liberi esseri viventi.
Ci  a dire che la libert dipende da obblighi reciproci,
il che  proprio il punto stesso di partenza, son certo
ne converrete.
Ud un silenzio impietrito. Dopo aver atteso un mutamento
d'animo, se era questo il problema pi che la loro
comprensione del suo linguaggio umano, Cohn ebbe la sensazione
che doveva mutare il suo approccio. - Lasciate che
vi racconti una storia.
Le scimmie parvero farsi avanti in attesa.
Quelle capiscono, pens eccitato, e si butt subito nella
vecchia storia di uno scimpanz di nome Leopold, un signore
distratto, in certo modo un narcisista, che mangiava senza
darsi pensiero dei diritti naturali di altri scimp, finch si
gonfi talmente a furia di mangiare che, trangugiando un
ultimo grappolo, scoppi.
Silenzio totale.
Questa devono conoscerla, riflett Cohn. O  cos oppure
a loro non va come finisce. Chiese se v'era qualche domanda,
e nessuno ne pose.
Volendo far meglio le cose, trovare il modo giusto, Cohn
cominci un'altra storia, di uno di sua conoscenza che digiunava
per giorni ogni volta cos da poter nutrire la povera
gente che non aveva nulla da mangiare.
La moglie di quest'uomo chiese: - Come darai loro ci
che non mangi, se non abbiamo nulla da mangiare comunque?
- Dio non prender nulla da me e dar loro qualcosa, -
disse il vecchio rabbino.
Cohn chiese se avessero afferrato il senso della storia.
Ma le scimmie intontite non stavano pi ascoltando. Un
flusso di sterco da dove ristava il maschio dominante manc
appena la testa di Cohn.
Un'esplosione di rumori derisori colm il denso mango,
e le scimmie, ad una ad una, discesero dai suoi rami e scomparvero
nella foresta.
Cohn non fece alcun tentativo di seguirle. O a loro non
erano piaciute le sue storie, o la sua lingua non era riuscita a
comunicare altro che una monotona voce. Ripensandoci
sent che forse era un po' troppo ambizioso averle colpite
con cos tanti concetti nuovi.
Sent che queste scimmie mancavano delle doti comunicative
di Buz e si chiese se, rileggendo i taccuini del dr Bunder,
avrebbe appreso come questi aveva eseguito l'intervento
alla laringe di Buz. Tuttavia a che servirebbe la stessa operazione
se non c'erano cassette vocali elettroniche da installare?
Vagamente eccitato, vagamente insoddisfatto, Cohn
s'affrett alla volta della sua caverna e prese a disegnare
progetti per una pesante porta d'ingresso, ma dovunque cercasse,
non gli riusc di trovare un robusto perno in metallo
su cui montarla.
Prese invece a costruire una parete di tronchi di quercia
spaccati in due (lavoro assai duro), un congegno che intendeva
montare su rulli cos da poterlo fare scorrere in fretta
lungo la bocca della caverna in caso di pericolo.
Dall'arrivo dei cinque scimp, Buz s'era fatto relativamente
raro alla caverna. Cosa abbastanza ragionevole, gli
piaceva starsene coi suoi nuovi amici, comprensibile per
una creatura che era stata privata di una fanciullezza spensierata.
Una o due volte la settimana arrivava per il pranzo col
suo pa' e rimaneva la notte. Oppure veniva per ascoltare
una storia. Per mesi aveva chiesto unicamente quella di
Caino e Abele. -  l che c' azione -. Di tanto in tanto
tornava per un sorso di birra di banana e poi era di nuovo
fuori sino a qualsiasi ora.
Una notte prima dell'alba Cohn si dest da un vivido
sogno in cui annegava, udendo dei rumori gorgoglianti. Temette
un altro diluvio ma poi si risovvenne dei borborigmi
di Buz.
Nel buio pot sentire lo scimp che furtivamente cavava
tra le scorte di cibo qualche boccone o altro. Fuori, il cielo
s'accendeva dei nebulosi baleni dei lampi estivi.
Cohn mir con la sua torcia Buz, che istintivamente drizz
il pelo quando la luce lo colp. Scese gi imbarazzato dalloscaffale.
- Spero che tu non stia scimmiottando coi miei dischi, -
disse Cohn.
- Non sono una scimmia, - disse Buz. - E io non mangio
la voce dei dischi come fa qualche stupido gorilla. Quel che
sto cercando  un pezzo di noce di cocco candita per Mary
Madelyn.
- Chi  Mary Madelyn?
- La ragazza scimpanz che m'interessa.
- Sei tu che le hai dato quel nome?
Buz con orgoglio disse di s. Disse che dare i nomi non
era monopolio di nessuno.
Cohn disse che ci era stato compito di Adamo e che su
quest'isola era il suo. - Ma non ho nessuna obiezione se tu
di quel nome, se gentilmente mi informi per primo.
Buz disse che non vedeva perch lo dovesse. Dare dei
nomi era libert di parola. Cohn lasci cadere l'argomento,
non volendolo inibire.
- Sei romanticamente interessato a lei?
- Dipende. Sono sessualmente gi abbastanza maturo?
- Questo sarai tu a dirlo, Buz. Alcuni scimp maschi sono
pi lenti di altri. Altri tentano di montare una femmina gi
quando hanno otto o nove mesi.
- Non avevo nessuno da montare a quell'et, nemmeno
mia madre per impratichirmi.
Cohn gli disse di non preoccuparsi, che a suo tempo si
sarebbe sfogato.
- Non con quella boccaccia di Esa d'attorno. Quando
mi vede che la guardo lui ringhia. Ha due anni pi di me e
ha dei muscoli forti.
- Esa  il maschio aggressivo? Hai dato nome anche a
lui?
-  la scimmia pelosa. Ho dato nome a tutti i nuovi.
Cohn volle sapere gli altri nomi.
- Melchiorre  quello vecchio.
- Nome preso da chi?
- Dal suocero del dr Bunder. Lui mi dava sempre caramelle
alla radice di malva.
- Chi altro?
- Luca e Saul di Tarso sono gemelli.
- E quei loro nomi da dove li hai presi?
- Il dr Bunder aveva due gerbilli con quei nomi.
Cohn usc fuori dal letto, s'infil la vestaglia, e si sedettero
nelle loro sedie a dondolo l'uno di fronte all'altro.
Chiese a Buz se le scimmie erano una famiglia e Buz rispose
che si erano incontrati nelle loro peregrinazioni sull'isola
dopo il Diluvio.
- E dove stavano durante il Diluvio?
Buz disse di non saperlo, probabilmente sugli alberi.
Disse che a Mary Madelyn piaceva Melchiorre e che andava
d'accordo coi gemelli, ma non con Esa. - Quello non vuole
altro che sesso.
- E lei  accondiscendente?
- Ancora non lo  stata ma non posso garantire ci che
potr succedere quando andr in calore. Ha detto che preferirebbe
me per amante se affretter il mio sviluppo.
- Ci sei quasi.
La caverna veniva illuminata da sprazzi di luce nel cielo.
- Cos'? - chiese nervosamente Buz.
Cohn spieg che erano lampi di calura, oltre che nulla di
cui inquietarsi. - Sono dovuti a una scarica di elettricit
atmosferica che si sposta da una nube all'altra.
- Perch non so nulla di questo?
Cohn ammise di non averglielo mai detto e argu che lo
stesso fosse avvenuto col dr Bunder. - Non posso dirti
ogni fatto che so.
Buz disse che aveva tutto il diritto di sapere che cosa
accadeva nel mondo senza chiederlo alla razza umana.
Cohn rispose che non c'era rimasto molto della razza
umana sull'isola. - Ma se tu stessi a casa la sera e dedicassi
pi attenzione alle tue letture, invece di fantasticare su
quando potrai cominciare ad avere rapporti sessuali,
imparereresti un sacco di utili informazioni
sul mondo attorno a noi.
Buz disse che aveva la propria vita da vivere e l'avrebbe
vissuta come pi gli si addiceva.
Cohn, percependo che Buz da ultimo s'era fatto stizzoso,
cosa che attribuiva all'avvicinarsi della pubert, non avrebbe
discusso al riguardo. Disse che gl'importava l'organizzazione
dei nuovi scimp cos che vivessero secondo la legge
dell'isola.
- Che legge ?
- Una legge che dovremmo mettere assieme, tutti noi,
ma che non funzioner a meno che si possa comunicare gli
uni con gli altri. Ci significa linguaggio. Forse dovremmo
cominciare a insegnare a questi scimp nuovi arrivati una
lingua di segni. Tu conosci l'Ameslan, e io un po', e se potremo
persuaderli a farsi vedere alle lezioni di lingua, potremo
insegnar loro diversi segni al giorno.  almeno un
inizio.
Buz allora sort con una stupefacente sorpresa. - Ho gi
insegnato ai nuovi scimpanz a parlare la lingua inglese e
non ho solo fantasticato di rapporti sessuali.
- Hai fatto che? - disse Cohn meravigliato; -  possibile?
-  pi che possibile,  un fatto compiuto.
Cohn prov un'irresistibile euforia. Scusandosi per la
sua precedente osservazione antipatica, accese la lampada e
chiuse la tenda di edere. Quand'era caldo di notte teneva le
edere raccolte in fasci ai lati dell'apertura della caverna.
Lunghe ombre mulinavano sulle pareti.
- Ma come possono parlare se non hanno nessun apparato
per la parola? - chiese Cohn in un sussurro, - nessuna laringe
adeguata?
- La loro parola non  articolata quanto la mia, ma loro
hanno acquistato la lingua perch hanno fede.
- In chi e in che cosa?
- In ci che ho detto loro.
- E che  stato?
- Che potevano imparare se avevano fede.
- Incredibile, - farfugli Cohn. - Un miracolo stupendo
se  realmente accaduto.
Buz insistette che era cos veramente. Cose insolite accadevano
sull'isola. - La frutta  pi dolce e abbondante questa
stagione. Ho sentito magici motivi di musica in quelle
caverne a meandri che abbiamo scoperto, musica pi bella
di quella che suoni su quella macchina vocale. Ed ora i miei
amici hanno imparato a parlare per un atto di fede. Se hai
fede puoi sentirli parlare.
Cohn disse umilmente che aveva fede.
Sebbene Cohn, come scienziato, non sapesse spiegare
come gli scimp avessero appreso a parlare inglese, era naturalmente
compiaciuto che avessero imparato. Se occorressero
spiegazioni: il mondo era diverso da quel che era una
volta; e di ci che potrebbe accadere, e di ci che non poteva,
non ne era cos sicuro com'era solito. Gli parve che dopo
un periodo spaventevole d'incoerenza, ora c'era un soffio di
stabile proposito nell'universo. Non si poteva dire per certo
quale fosse la posizione dell'Onnipotente dopo il Secondo
Diluvio; ma se Egli aveva permesso che gli scimp in visita
apprendessero una delle lingue proprie dell'homo sapiens,
aveva concesso loro di continuare a vivere attraverso la
Devastazione e il Diluvio forse, si poteva dire, perch apprendessero
per Cohn una simile buona grazia.
A celebrazione della miracolosa discesa, o spontaneo
emergere del discorso umano tra le scimmie, progett un
s'der(2).. Cohn si figur che il quindicesimo giorno di Nisan
fosse trascorso, ma poich non v'erano calendari a disposizione,
non ci si poteva considerare responsabili dell'accuratezza
delle date.
Non era, comunque, la data che contava, era la disposizione
d'animo e lo scopo dell'occasione: una semplice celebrazione,
nulla di straordinario, un modo di raggruppare
la compagnia dell'isola, e nel contempo di ringraziare educatamente
Qualcuno dei favori ricevuti. Nulla di male in
una piccola gratitudine sincera verso ogni miglioramento
di una imperdonabile condizione causata dal Creatore. Anch'Egli
aveva i suoi problemi. Dopo tutto, le Cause Prime
non erano sempre cause prime, e forse Egli stava avendo dei
ripensamenti riguardo a queste faccende.
Comunque, era uno splendido inizio di primavera. L'erba
d'un verde smagliante arrivava alla caviglia. Fiori fragranti,
stupefacenti, erano sparsi in ogni dove. Mimose in
fioritura d'un giallo avvampante. L'oleandro era bianco e la
buganvillea d'un porpora intenso. Ogni colore pareva pi
fondo, pi vivacemente intenso del suo solito. Sembrava
esservi davanti un anno splendido. Pace a tutti, amen.
Cohn pul diligentemente la caverna, rassett, spolver,
lucid. E aveva costruito una lunga tavola in teak per otto
commensali, tre su ciascun lato e uno ai due capi.
Port fuori e nascose, secondo rituale, ogni cibo sospetto
di non essere azzimo, risovvenendosi di come sua madre,
reggendo una candela in mano, avesse pregato in quell'occasione:
- Che tutto il lievito in mio possesso, che l'abbia
visto o no, sia annullato e considerato come polvere della
terra -. A quei tempi la polvere della terra era una sostanza
pi innocente.
Cohn era l'anfitrione ufficiale e Buz assisteva. Gli ospiti
erano i cinque nuovi scimp e George il gorilla, se questi
aveva voglia di comparire. In qualsiasi modo si guardasse
alla cosa, il gorilla era un abitante permanente dell'isola e
doveva essere incoraggiato ad unirsi alla compagnia. Cohn
gli aveva pi o meno perdonato la distruzione del disco di
suo padre, Kol Nidre, niente di meno, una triste perdita:
probabilmente George aveva pensato che il disco fosse
un'ostia di liquirizia o qualcosa da mangiare di pari bont.
Per invitarlo di persona, poich non v'erano distribuzioni
postali, e poich Buz non si sarebbe recato da lui a
persuaderlo d'essere presente, Cohn and in cerca dei soliti
rifugi di George. S'imbatt nei suoi nidi tra l'alta erba spianata
ma trov rade tracce dello stesso George, neppure un
frammento di sterco fibroso dove s'era accampato di recente.
I gorilla sporcavano i loro nidi ma non si sporcavano
addosso; gli scimp, a causa dei loro escrementi liquidi, tendevano
a compiere le loro funzioni corporali fuori dei loro
nidi, e si salvi il bighellone di sotto. Chi era, quindi, il pi
civilizzato?
Buz disse che il timore della presenza di sei vivaci scimpanz
probabilmente teneva lontano la scimmia gigante impaurita.
Cohn rispose che George sarebbe stato il benvenuto se
veniva. - Gli assegner il posto di Elia ma chiunque vi si
segga per primo sar l'ospite d'onore.
- Non quella grossa scimmia, nella caverna dove vivo.
- Questa  una celebrazione. Sii generoso, Buz.
- Lo sono, ma non sono un cornuto. Quel mostro non ti
va pi di quanto non vada a me. Hai detto cos dopo che lui
ha fracassato il disco musicale di tuo padre.
- Da allora ho avuto dei ripensamenti. Francamente lo
rispetto. Sento che c' qualcosa di pi d'un gorilla in
George..
- Si, lui  pi grande e pi stupido.
-  una scimmia sola. Sento che deve aver avuto un
brutto periodo al di l dei nostri brutti periodi recenti, forse
una crisi personale. Forse avr un'aria feroce ma ha un cuore
gentile. Sospetto che sia stato lui ad aiutarmi quand'ero
malato d'avvelenamento radioattivo. E tieni a mente che lui
non ha mai avuto i tuoi vantaggi, Buz.
Buz si copr il naso con una mano e tir un'immaginaria
catena di sciacquone con l'altra. Quel gesto poteva averlo
appreso solo dal dr Bunder.
La notte del s'der era una notte di luna piena. Indossando
un plausibile facsimile di un kitl bianco tradizionale che
aveva cucito insieme da un rotolo di rete per zanzare prelevate
dalla stiva della Rebekah Q, Cohn prepar il festoso
pranzo del s'der. Aveva cotto un'infornata di sottili
focaccine tonde e croccanti, secondo la tradizione del pane cotto
in tutta fretta nell'Esodo.
Cohn copri la tavola di teak con una porzione di velatura
che avevano recuperata da ci che un tempo era uno schooner
oceanografico. Poich era rimasta loro una sola candela,
mise la lampada a cherosene accesa a centro tavola; e nell'ombrosa
scena sulla parete della caverna gli scimp seduti
parevano dei saggi anziani.
Sulla tavola di teak ristavano due vasi blu dal collo sottile
che Cohn s'era fabbricato con un impasto di rara argilla,
accesi di bianche fioriture d'alberi da frutto che vi aveva
dipinto sopra. E c'erano tre caraffe di vino di banane, un
vinello sapido, simile a un traminer, che richiedeva una
fermentazione pi lunga della frizzante birra di banane.
Al posto delle uova al tegame (non v'era nulla sull'isola
che potesse produrre uova) serv rosse noci di palma in salamoia.
Un piatto da portata colmo di matzo si trovava sulla
tavola coperto da un tovagliolo di lino. Invece di erbe amare
Cohn offr un trinciato di radice di cassava.
Al posto di coscia di agnello, aveva servito su ciascun
piatto di legno una porzione d'osso di coscia di un fossile
ch'era quasi certo fosse di Eoippo, il cavallo dalle dimensioni
di volpe degli albori del mondo, il primo della sua
specie ad essere scoperto fuori del Nordamerica. Cohn, in
tesa eccitazione, scavando aveva portato alla luce l'osso
d'una gamba, sepolto nella pietra calcarea, in uno scavo attiguo
nel campo poco oltre la risaia. L'osso, assai poco kosher,
ed esauribile perch aveva gi due femori posteriori
destri nella scatola dove teneva gli ossi, serviva solo per scopi
rituali; da usarsi simbolicamente, quindi si augurava in
modo tollerabile. Eoippo, se poi era questo, si confece all'occasione
perch era lontanamente imparentato col tonante
equino degli aurighi egizi.
Mary Madelyn prese la sua piccola porzione d'osso e l'annus
con circospezione; la ripose in tutta fretta sul piatto.
- Solo per uso simbolico, non per mangiarne, - spieg
Cohn in un sussurro, accarezzandole la mano, e lei, creatura
affettuosa, gli accarezz la sua.
Invece della mescolanza di mele, noci, cinnamomo e vino,
serv un dolce impasto di albicocche e noci spezzettate
da un sacco da cinque chili che avevano trovato sull'imbarcazione.
Al posto dell'insalata e del sedano, mise un mazzettino
di foglie di quercia sul piatto dinanzi a ciascuno scimp.
Per s aveva raccolto un po' di germi di riso che gli ricordarono
un disegno giapponese un tempo di sua propriet.
E per il vino rosso di rito vers del vino bianco di banane
nei grezzi bicchierotti di legno da lui intagliati. A poco a
poco Cohn sostituiva gli oggetti che lui e Buz avevano ricuperato
con altri costruiti da lui stesso. Ogni bicchiere ritraeva
una scena epica, tratta dall'Esodo, della fuga degli
israeliti dai loro oppressori egizi, la fuga simbolica che risiedette
nella mente degli ebrei lungo tutta la storia e li
ispir in tempi di disperazione. Sul proprio bicchiere Cohn
aveva ritratto il volto di Moshe Rebbenu, con la sua barba a
due punte. Lo si sarebbe potuto scambiare per le sembianze
di Dio stesso, se ci fosse possibile.
Cohn sedeva a capotavola, di fronte all'ingresso della caverna,
di faccia al posto vuoto riserbato ad Elia, o a chiunque
comparisse al suo posto. Di qui poteva facilmente raggiungere
la mensola del focolare dove aveva cotto i matzo e
preparato il cibo.
L'aspetto degli scimp in visita era migliorato. Il pelo era
ricresciuto nei loro mantelli e il loro rivestimento peloso
era lucido. Erano vigorosi e ciarlieri. A Cohn piaceva sentirliparlare tra di loro.
Sulla panca alla sua destra sedeva il fidato Buz; accanto a
lui, Melchiorre; e al suo lato Saul di Tarso, che il vecchio
teneva sotto il suo umido sguardo.
Alla sua sinistra, Cohn aveva fatto sedere Mary Madelyn,
su sua richiesta di fronte a Buz e il pi lontano possibile
da Esa; non lontanissima, poich il solo Luca sedeva tra di
loro. Esa tendeva a dare fastidio a tutti per quanto lei cercasse
di non notare ogni offesa. Buz, comunque, drizzava il
pelo. La situazione tra le due giovani scimmie era tesa, e
Cohn cerc di tenerle occupate con il rituale.
Melchiorre, lo scimp dalla barba grigia, sorvegliava i gemelli
a entrambi i lati della tavola. Ci che questi non mangiavano
dai loro piatti o non bevevano dai loro bicchieri, lo
consumava lui di buona voglia.
Mary Madelyn era una giovane femmina intelligente e attraente,
dal serico pelo e dal viso sano a forma quasi di cuore,
un tantino pallida e dai modi affettuosi. Le orecchie, eccitanti,
le stavano aderenti alla testa. Aveva quasi un vero
personale, pens Cohn. Dopo che Melchiorre si era fatto
troppo assonnato per prendersi la briga di badare agli irrequieti
gemelli, uno sguardo di lei li calmava.
Cohn inizi il s'der con il kiddush al posto del vino, e i
primi due brindisi da lui proposti furono quelli tradizionali
alla vita e alla libert.
Chiudendo gli occhi, recit: - Il nostro grazie a Dio che
ci ha tenuti in vita e sostenuti sino a questo momento - (nonostante
il fatto che Egli non avesse sostenuto alcun altro,
attravers la mente di Cohn, ma band il pensiero. Non questa
sera di celebrazione).
Quando spieg chi fosse Dio, ognuno dei commensali si
rallegr.
Buz tir Cohn per il kitl. - Credevo mi avessi detto che
Egli aveva permesso l'accadere dell'Olocausto e del Secondo
Diluvio, non  cos?
- Lo ringrazio per ci che di bene ha fatto, non per ci
che ha fatto malamente, - sussurr Cohn. - Tu ed io siamo
vivi, cos come questi qui presenti, nonostante la Devastazione.
Certi ringraziamenti di gratitudine sono quindi dovuti
a Colui cui sono dovuti.  cos che io la vedo.
Buz si fece il segno della croce e i gemelli seguirono a ruota;
loro lo imitavano spesso.
- Questo fallo pi tardi, Buz, - gli disse Cohn sotto
voce.
- Che male c' a farlo ora?
- Non fa parte di questa cerimonia.  un'altra modalit.
Buz impieg un istante a memorizzare la parola e prosegu
a mangiare.
Cohn sollev il suo bicchiere e brind alla pace. - Al
prossimo anno su quest'isola benedetta: vi sia prosperit
per tutti!
- Spero che avremo libert di religione, - disse Buz.
- Amen, - disse Cohn, brindando a ogni libert.
Tutti si unirono al brindisi e buttaron gi il vino di banane.
Buz gir attorno alla tavola a ricolmare i bicchieri.
Esa cerc di fargli lo sgambetto ma Buz salt in tempo il
piede. Sebbene gli si fosse drizzato il pelo evit una zuffa.
Mary Madelyn gli sorrise.
Cohn sapeva di non seguire la giusta sequenza del s'der,
ma ci che contava era lo spirito, e questo era alto.
Aveva spiegato che il s'der all'origine era la celebrazione
della pasqua ebraica. - Gli ebrei erano schiavi in Egitto e
Dio li fece uscire.  questo che bisogna tenere a mente, che
Egli li fece uscire, sebbene non sempre abbastanza in fretta
nel recente passato. Comunque questa sera celebriamo l'uscita
indenne dall'Egitto, e il nostro personale uscire indenni
dal Secondo Diluvio, sebbene il peso del nostro cordoglio
sia tuttora pesante. La nostra attuale cerimonia  anche un
ringraziamento per la nostra vita su quest'isola. Siamo vivi
e in buona salute. Il nostro compito  di coesistere pacificamente
in futuro.
Buz si segn e Cohn fece finta di non accorgersene.
Melchiorre e Mary Madelyn batterono le mani in approvazione
di questa piccola omelia. Cohn sper di non averli
annoiati. Esa stava tentando di soffiar delle bolle col suo
vino di banane. I gemelli ridacchiavano.
Ma la cerimonia scorse piacevolmente. Poi vennero le
Quattro Domande. Poich non ci si poteva fidare che nessuno
dei gemelli stesse al testo (Saul di Tarso sembrava leggermente
autistico; pronunciava una parola alla volta dopo
affannose pause, tuttavia camminava solido sulle nocche,
ancorch goffamente, e aveva una locomozione brachiale
baldanzosa; e Luca sembrava mancare della capacit di concentrazione)
Cohn chiese a Buz di porre le domande.
Cohn l'aveva istruito in riferimento al s'der. Aveva
inoltre formulato le domande onde cavar fuori quante pi
informazioni possibili circa gli scimp in visita, sperando di
comprendere lo scopo del Signore nel lasciarli vivere dopo
il Diluvio.
Queste le domande:
1. Presumendo che l'asserzione sia esatta, in che differisce
questa notte dalle altre?
2. Prego dichiarate chi siete, cio, definite voi stessi.
3. Sapete dove siete nati? Quali furono le vostre esperienze
durante il Secondo Diluvio? Come vi siete salvati
dall'acqua che montava?
4. Pensate che la vita abbia uno scopo particolare? Qual
? Per favore rispondete a proposito.
Cohn aveva scritto in stampatello le domande e Buz, ora
seriamente addentrato nell'apprendimento della lettura, le
aveva mandate a memoria prima di mangiarsi la pagina stampata.
Adorava il sapore della carta. Qualche rara volta Cohn
gli dava a mo' di dolciume un foglio non usato di taccuino.
Parendo trovar di proprio gusto il suo ruolo di corrispondente,
Buz recit ciascuna domanda e Melchiorre e Mary
Madelyn si offrirono a dar loro risposta. Esa annunci che
le domande erano stupide ma che avrebbe risposto perch
non aveva altro di meglio da fare.
Da quando aveva acquistato la favella, s'era fatto una
scimmia piena di s e oltre il suo peso, sforzandosi di rassomigliare
a un gorilla. Largo di viso, i denti sconnessi e ballerini
in bocca, eppure proferiva in modo molto chiaro e parlava
senza esitazione. Aveva gli occhi inquieti, e un'espressione
di sfida. Buz ovviamente lo trovava antipatico e lo temeva.
Esa pareva non temere nessuno e trovava antipatici
tutti.
Cohn lo considerava uno scimp abbastanza intelligente,
non senza innata sagacia, ma certamente un caso di sviluppo
emotivo arrestato. S'era deciso a parlargli seriamente.
Esa minacciava; faceva barcollare la barca.
Esa dichiar che avrebbe risposto per primo. Buz pose
ogni domanda in modo esplicito, pur se con modestia, ed
Esa proclam le sue risposte.
- Quanto alla domanda 1, tutte le notti sono le stesse
tranne che quando piove o mi vengono pensieri sporchi -.
Fece il rumore di un bacio alla volta di Mary Madelyn, e lei,
dolce signora, fece finta d'essere dura d'orecchio.
- Quanto alla domanda 2, sono la Scimmia Alfa di noi
tutti. E questo  un avviso a tenervi lontani dalla mia ragazza.
Diresse il suo sguardo su Buz che, dopo aver dato un'occhiata
a Cohn, bevve un sorso dal suo bicchiere di vino e pose
la successiva domanda.
- Quanto alla 3, - disse Esa, - non ricordo dove sono
nato. Mia madre era solita dirmi che mi ero fatto dal fango
e dall'acqua. Al tempo dell'acqua alta mi sono arrampicato
in cima a una palma, ho vissuto di noci di cocco e ho cacato
nel Diluvio sin quando non  sparito.
Cohn gli chiese di non essere disgustoso, c'era una signora
presente.
- Sulla quarta domanda, la mia risposta  breve. Il mio
scopo nella vita proprio in questo preciso momento  d'infilarlo
a Mary Madelyn non appena avr imparato i fatti riguardanti
la vita sessuale. Non sa che cosa perde.
Mary Madelyn arross profondamente.
- Non rovinare il s'der, - Cohn avvert Esa. - Stiamo
aspettando Elia.
Buz gli sussurr all'orecchio che avrebbero dovuto togliersi
di torno quel bruto, ma Cohn rispose che dovevano
avere fede. - Non possiamo respingerlo al primo indizio.
Ringrazi Esa e chiam Melchiorre.
Annoiato quando la vecchia scimmia s'alz a rispondere
alle Quattro Domande, Esa mordicchi l'osso di Eoippo.
Gli si mut in polvere in bocca. La sput fuori con un colpo
di tosse boccheggiante e tracann una caraffa di vino. In
pochi minuti era l alla tavola che dormiva della grossa. Nessuno
lo svegli.
Melchiorre si schiar la gola e si scald la voce sfiatata. La
sua parlata era biascicata, ciascuna parola gli nuotava nella
saliva, ma parlava, lentamente e facendosi capire. La vecchia
scimmia faticava a respirare e si menava colpi al petto
col pugno per smuoversi l'aria nei polmoni.
Rispose cos: - Una e due, il tempo  secco e mi sento
bene, grazie. Se  giorno o notte non ci bado oggigiorno
-. Ansava sbavando, gli occhi che gli si facevano un poco
lattiginosi. - Provo una pesantezza di petto ma questo  l'et.
Mia madre usava dire che scambiamo gli acciacchi con gli
anni. Uno ce ne prendiamo mentre lasciamo l'altro. Non paga
vivere troppo a lungo, questa  la mia teoria. Grazie di
cuore.
- Riguardo alla domanda 3, - disse, - cos'era quella?
Buz la ripet.
- Un giorno mi sono svegliato nel nido d'un albero con
mia madre. Fu buona con me sino al giorno in cui se ne and
con un signore che aveva conosciuto. Li ho seguiti nella foresta
e poi mi sono perso e non l'ho mai pi ritrovata. Mi
mancher sino alla fine dei miei giorni, che non  poi cos distante.
Cohn osserv che c'era abbastanza tempo per pensare alla
morte.
- Proprio nessun tempo, - disse Melchiorre con un prolungato
ansimo.
- La quarta domanda, - gli ricord Cohn, - riguarda lo
scopo nella vita.
- Non ho rimpianti, - disse Melchiorre.
Cohn disse che non aveva raccontato loro com'era scampato
al Diluvio.
- Ho trovato una grande montagna di neve e l mi ci sono
seduto mangiando foglie finch l'acqua sulla terra sottostante
 scomparsa. Poi ho cominciato a vomitare e ho perso
tutto il mio pelo. Parevo un neonato. Mi vergognavo della
mia nudit, ma sono disceso gi dalla montagna e mi sono
diretto ai pianori. La tua frutta  squisita da queste parti. Per
favore che nessuno mi faccia del male. Sono una scimmia
piuttosto vecchia.
Cohn disse che aveva proibito i litigi. - Questa  un'isola
pacifica.
- Abbiamo proibito i litigi, - disse Buz.
- Tutti ti amagno, - disse Mary Madelyn a Melchiorre.
Ogni qual volta pronunciava una n questa diventava
gienne. Buz ridacchiava ma a Cohn quel suono piaceva.
I gemelli fecero festa a Melchiorre. Questo dest Esa,
che soffocava. Stava per vomitare sulla tovaglia, ma Cohn
lo fece allontanare in tempo dalla caverna. - Culo equino, -
gemette Esa nel vomitare tra i cespugli.
Cohn lo lasci l e torn alla caverna a servire una portata
di banane flamb, con fette di albicocche cotte, scaldate
nel brandy, la loro ultima bottiglia dal naufragio. Tutti mangiarono
robustamente.
Poi Mary Madelyn rispose alle domande. Eccetto quella
sua parziale lallazione parlava bene, sebbene non con la stessa
scorrevolezza di Buz, il quale, nonostante il fatto che ne
fosse lui l'iniziatore, sembrava invidioso del suo veloce progresso
linguistico.
Cohn le aveva letto la scena del balcone da Romeo e Giulietta,
e sebbene lei non avesse certamente capito ogni parola,
era stata ad ascoltare rapita.
Aveva detto a Cohn che non sapeva la sua et ma sospettava
d'essere prossima al tempo di poter fare un bambino.
- Ti piace l'idea?
- S, ma gnogn d'essere ign estro.
- Perch no?
-  umiliagnte offrirmi oggni volta che ugn maschio si
avvicigna. Vorrei essere igndipegndegnte e libera.
- Sei mai stata in calore?
- Prego, - disse Mary Madelyn, - quella parola gnogn
mi piace, anzi la detesto. Gno, mai stata ign estro.
Cohn le chiese scusa; - So cosa si prova.
Mary Madelyn lo guard con un sorriso dubbioso. Confesso
di avere paura di Esa. - Mi mignaccia scuotegndomi
gragndi rami ign faccia e chiamagndomi con orribili gnomi.
Mi ha detto che mi spezzer il didietro se cogntinuer ad essere
sessualmente scostagnte.
- E come risolvi la faccenda?
- Gli ho chiesto di aspettare il mio sviluppo gnaturale.
- Poi che succeder?
Disse di avere paura a pensarci.
Era nell'insieme una scimpanz interessante e Cohn pens
che sarebbe stata adorabile in abito bianco, ma oggigiorno
dove comperarne uno?
Mary Madelyn rispose poi alle Quattro Domande:
- S, questa sera  diversa perch stiamo celebragndo la
gnostra sopravvivegnza ora che la cattiva acqua  scorsa via
e il male del vomito ci ha lasciato.
- Bene, - disse Cohn.
Buz si tocc il braccio con la testa. - Quando avr il
mio turno di rispondere?
- Stasera  il tuo turno di chiedere e per gli altri di rispondere.
- Preferirei rispondere che chiedere, - disse Buz.
- Non questa sera, - disse Cohn.
Esa, come se avesse perso tre chili, camminando sulle
nocche era tornato alla caverna e aveva preso il suo posto
sulla panca. Puzzava di vomito ma la cosa non parve importare
a nessuno degli scimp, tranne che a Buz. Lui si stringeva
privatamente il naso.
- Sono quello che d le migliori risposte, - annunci
Esa. - Sono Re degli Alberi.
- Pegnso lo sia il siggnor Melchiorre, - disse Mary Madelyn.
I gemelli applaudirono e Melchiorre, che masticava
tentativamente un matzo, acconsent col capo.
- E tu sei una puttana d'una cagna, - proffer Esa dall'altra
parte della tavola.
Lei scivol lontana da lui il pi possibile. Qualche altro
millimetro e sarebbe finita seduta in grembo a Cohn, cosa
piuttosto indecorosa.
- Ign risposta alla secognda domagnda, - disse, - mi
chiamo Mary Madelyn, sogno una scimpagnz femmigna
che si rispetta e desidera essere rispettata dagli altri.
- Splendido, - comment Cohn.
- Tu lodi lei ma non lodi mai me, - si lament Buz in un
sussurro.
Cohn sussurr che lei era ospite loro. - La terza domanda?
- chiese.
- Prima ci fu il Diluvio e poi veggnnero le terribili gnotti
di pioggia. Perdemmo la gnostra povera madre gnelle
acque che salivagno prima di ignerpicarci verso il
promogntorio. Dopo che il Diluvio si abbass, io e la mia
sorelligna ci si ammal degntro ugn'umida cavergna. Lei vi mor
e io me gne agndai via ramigna, misarabilmegnte sola finch
igncogntrai il siggnor Melchiorre e i gemelli.
- Quagndo Esa si ugni al gnostro gruppo disse che
era il gnostro capo. Si perdeva dovugnque si agndava, e il
siggnor Melchiorre era lui a mostrarci la strada. Presto si
giugnse a questa terra di alberi da frutto e si decise di restare.
Buz ci trov e ci ignsegn a parlare la tua ligngua. Ci disse
che suo pap era uno scimpagnz biagnco, e gnessuno ci
ha creduto fignch ti abbiamo igncontrato.
- Grazie a Dio, - disse Cohn.
- Quagnto alla domagnda 4, - prosegu Mary Madelyn,
- il mio speciale scopo gnella vita  di vivere.
- Meravigliosamente detto, - disse.
Buz produsse un piccolo frastuono con le labbra non dissimile
da quello che Cohn nella sua fanciullezza aveva conosciuto
come un grido d'evviva alla Bronx. Ed Esa gorgogli
come se stesse trangugiando un uovo intero, ma era il
suo modo di ridere.
Nessuno fece domande ai gemelli.
- Siamo troppo giovani, - disse Luca.
Saul di Tarso acconsent saviamente col capo.
Cohn tolse il tovagliolo dalla coppa di matzo. - Questo 
il pane dell'afflizione, - recit. - Mangiamone per ricordare
chi siamo.
- Chi siamo? - disse Buz, chiedendo suo malgrado.
- Gli ancor vivi, coloro che sono sopravvissuti nonostante
le terribili disparit, - disse Cohn. Pass un matzo a ciascuno
di loro tranne Melchiorre, che masticava lentamente
il tozzo che teneva in mano. Gli scimp diedero un morso al
pane azzimo e lo sputarono, tranne Buz, che era abituato
al sapore. Butt gi il suo matzo con un pugno di foglie di
quercia e un lungo sorso di vino di banane. Mary Madelyn
smozzic educatamente il suo in piccoli bocconcini.
Cohn inizi a cantare Un ragazzo per due soldini. Per
quanto li spronasse tutti a unirsi nessuno rispondeva, cos
mise su un disco di suo padre il cantore che cantava Chad
Gadye in modo tale che le scimmie si misero a danzare.
Danzarono nella parte interna della caverna e guardarono
danzare le loro ombre. I gemelli si misero a rincorrere le
ombre danzanti, battendo la parete con le palme.
Alla fine del s'der, Cohn vers un bicchiere di vino per
brindare a Elia il Profeta.
Il cantore stava cantando: - Dio  potente... | Terribile
il Suo mistero.
Gli scimp a tavola si stavano ripulendo l'un l'altro. Esa
insisteva a pettinare la groppa di Mary Madelyn mentre lei
ripuliva Buz. Luca spulciava tra i peli della testa di Saul di
Tarso, e Saul faceva lo stesso con Luca. Cohn si stava chiedendo
se, per essere congeniale, non dovesse ripulirsi anche
lui, quando una lama di luce balen di taglio sulla parte posteriore
della caverna mentre George il gorilla, tirando d'un
lato la tenda d'edere, si affacci al locale.
Un forte odore penetrante di foglie di lauro e d'aglio s'infiltr
per tutta la caverna mentre ristava sulla soglia a fissare
l'assemblea di scimmie tutt'attorno la tavola.
Cohn si lev subito a dare il benvenuto al visitatore e gli
offr il posto di Elia.
Gli scimp, con smorfie di paura, rimasero impietriti ai loro
posti.
Cohn li esort tutti a restare calmi. - Questa  una sera
diversa. Nessuno deve far male a nessuno.  una sera di pace
e una celebrazione di vita. Siediti, George, e prendi un
bicchiere di vino.
George, seduto a tavola nella sua enorme mole, bevve da
un calice del vino di banane. Sedeva con gli occhi bassi come
per affermare d'essere il loro pacifico vicino. A comprovarlo
sorrise, svelando le sue zanne.
Gli scimp scivolarono all'estremit di entrambe le panche
vicini a Cohn. Anche Esa era impallidito.
Cohn chiese a George di provare il suo matzo e di dire
una buona parola ai suoi amici e compagni d'isola.
La scimmia gigante, dopo un morso esitante che parve
gustare, si sforz di parlare. Toss, si torse, sospir. La gola
le si enfi. Ora grugn come per opporsi alla costipazione.
La sua pesante forma nera trem come se presa da febbre.
In disperazione, George si lev dal sedile e si percosse il petto
rombante. La caverna risuon alta di quel tambureggiare.
Con un ruggito d'ira sollev e capovolse la tavola di
teak. Il cibo e il vino del s'der rovinarono a terra.
Urlando e vociando gli scimpanz si sparpagliarono. Corsero
via dalla caverna nella notte, dileguandosi a precipizio
in ogni direzione.
Il padre di Cohn cantava un inno in lode della liberazione.
George, affondato nella sedia di Elia, ascoltava, masticando
imbronciato il suo matzo.
Cohn, sebbene offeso dallo scempio che il gorilla aveva
fatto del s'der, la loro prima impresa comune, raffren la
sua ira, in accordo con lo spirito della serata, e si prov persino
a rallegrare la sfortunata scimmia. Per tutto il tempo che
sarebbe vissuto sull'isola non vi sarebbe comunit funzionante
senza George, Gli estranei erano pericolosi: lui doveva
farne parte.
- George, - disse Cohn, - per certe ragioni ti perdono lo
scempio che hai fatto stasera alla fine di un'insolita occasione,
e mentre ti perdono voglio che tu sappia che non ce
l'ho pi con te per essere scappato via e aver distrutto un raro
disco di mio padre. Ma debbo dirti questo: o cambi i tuoi
modi o vattene per la tua strada.
George, dopo un attimo di depresso silenzio, gemette.
Cohn, d'impulso, pose al gorilla le Quattro Domande e,
cosa non sorprendente, non ebbe risposta. Allora raccont
la storia del Figliol Prodigo, una parabola che Buz aveva richiesto
pi d'una volta, e il gorilla ascolt con profluvio di
lacrime mentre consumava grandi bocconi di matzo inumidito.
- Coloro che seminano in lacrime, - cantava l'appassionato
cantore, - raccoglieranno in gioia.
- Amen, - rispose Cohn.
George si fece rintoccare il petto dalla gioia.
Dopo aver ripulito la caverna e rimesso le cose in ordine,
Cohn nel sonno concep un sogno strano. Una scimmia albina
era apparsa nella foresta immersa nella bruma, uno spaventevole
scimpanz maschio che nessuno aveva visto ma di
cui tutti sembravano essere a conoscenza.
- Esiste per davvero? - Cohn chiese a Buz, e Buz replic:
- Lo deve, spesso sogno di lui.
Cohn viveva in grave apprensione che la scimmia bianca
potesse comparire nella sua caverna ad accampare pretese.
Previde guai.
Sentiva che non sarebbe mai stato in pace sin quando
non avesse parlato con la creatura, chiestole chi fosse, e che
voleva qui. Se desiderava unirsi alla comunit, che firmasse.
Un mattino part alla ricerca della scimmia albina nella foresta
pluviale. Vi rimase in cerca per tre giorni e tre notti, ma
non ottenne altro che la sbiadita e fuggevole vista di una
figura bianca, scialbamente illuminata tra alberi brumosi e il
verde-cupo fogliame.
Esasperato, Cohn gett a terra la sua lancia di ferro (vi
s'era imbattuto per caso sulla Rebekah Q); e nel suo sogno
s'adir contro Dio per averlo portato su quest'isola e immerso
in questo sogno. - Che sorta di Dio  questo?
Subito, di sopra gli alberi, vide una nube bulbosa dalla
forma di un bianco tulipano tenuta sospesa da accenti musicali.
Il signor Cohn? disse una voce angelica, cos bella che
Cohn fu tutto pelle d'oca nell'udirla. Cadde sulle ginocchia.
- S, signore o signora, comunque si dia il caso.
Signor Cohn, la prego non pronunci pensieri blasfemi. O
non esprima dubbi infantili sulla Divinit. Dico questo per
il suo bene.
Cohn si scus sinceramente. - Mi dispiace di aver parlato
erroneamente. Dopo aver visto quella scimmia bianca, ho
provato un timore che possa accadere qualcosa di male.
Dichiari la natura di quel timore.
- Esisteva davvero l come una pallida luce tra quegli alberi,
o  tutto immaginato e sognato da me?
Esiste per quanto sembra esistere, disse la voce angelica.
Cohn gemette a lungo. - Quell'ammuffito bis castano?
Quel che c' da usare l'usiamo, rispose l'angelo.
- Ci che voglio sapere : si trova su quest'isola, ed altre
come lei nere o marrone? O qualcuno come me? - Cohn prosegu,
- un altro essere umano, per esempio, forse femmina,
da qualche parte in ci che rimane del mondo? Desidero saperlo
per la pace della mia mente. Si metta al mio posto.
Dove mi metto non  affar suo, signor Cohn. Ma in risposta
alla sua domanda dir che non c' nessuno come lei da
nessuna parte, non pi.
- Come fa uno a saperlo per certo?
Chi sa qualcosa per certo?
- Quel vecchio vide pure lui ?
Ci che  usabile l'usiamo, disse l'angelo dalla bella
voce.
- Allora chi sa cosa succede qui e altrove? Quest'isola 
ci che sembra essere?
Che cosa sembra essere?
- Per lo meno un'isola con due sopra, che conversano.
Qualunque cosa risponda, in realt mi crederebbe?
- Non necessariamente, - disse Cohn diffidente.
Quindi chiamalo sogno.
- Null'altro che questo? - grid.
Ma l'angelo se n'era andato, sebbene indugiasse il suono
ossessionante della sua voce.
Cohn si dest che reggeva alta la sua lancia in una foresta
verde cupo.
Temeva Dio pi di quanto Lo amava.
Come posso aggiustarla con Lui per quel sogno che penso
ho sognato, se fu davvero cos, presumendo che Egli sappia?
E lo deve,  il Suo Nome e Natura. Devo stare attento.
Parve a Cohn di dover essere guardingo, veramente, nel
trattare con Dio. In teoria no, ma in realt s. Commetteva
sbagli costantemente, agendo e parlando in fallo contro i
suoi migliori interessi; non contenendo la sua insoddisfazione;
non proteggendo quindi se stesso, considerando il sussistere
della sua brama.
Devo sorvegliare le mie parole, e cos pure pensieri e
sogni.
Dissentivano irriconciliabilmente su chi fosse il responsabile
del Giorno della Devastazione. Cohn aveva tuttora
difficolt a vincere la sua ira e afflizione al riguardo; ma, praticamente
parlando, l'evento era al di l del ripetersi e c'era
il futuro con cui contendere.
In quella faccenda il Signore reggeva ogni carta nella Sua
mano capace; e se Cohn ne reggeva una gli era invisibile,
tranne forse la sua straordinaria cognizione che Dio non
sapeva tutto. Egli aveva difficolt coi numeri, non sempre
sapeva contare accuratamente; per esempio, c'era di pi del
solo povero Cohn vivo sulla terra. Questa era la sola carta
che Cohn teneva in mano.
Per se voleva continuare a respirare su questa magica
isola meno-che-perfetta, come invero faceva s'era affatto
possibile, doveva inventare qualche modo pratico di ottenere
il favore di Dio senza esattamente scagionarlo della perpetrazione
del Suo Ultimissimo Diluvio.
Cohn si augur che il Signore avesse apprezzato il suo
s'der e tutte le belle cose che avevano detto di Lui l'altra
sera.
Ci che potrebbe riuscire gradito a Dio sarebbe qualche
intelligente sistemazione della vita delle scimmie sull'isola
in un'operante comunit sociale che ne interagisse le vite; e
con Cohn quale consigliere e protettore ad aiutarle a capirsi
e ad adempiere il contratto sociale. Forse principiare con
una sorta di piccola famiglia ed estendersi in una comunit?
Voi non siete gli scimp ch'erano i vostri padri, voi sapete
parlare. Vostro, quindi,  l'obbligo di comunicare, parlare
da eguali, operare e costruire insieme, evolvere in attivi, altruisti
esseri viventi.
Niente male se funzionasse. E come lo saprebbe Cohn se
non e finch non tentava? Su quest'isola sembrava possibile
qualcosa di pi di quanto si potesse immaginare. Un'unit
sociale operante, anche piccola di sette o otto esseri viventi,
sarebbe una forza civilizzatrice capace di ispirare a un
precedente ordine pi basso di creature, un ordine di comportamento
pi alto, pi alto ora che l'uomo era pi o meno
kaputt.
Se questa piccola comunit si comportava bene, si sviluppava,
resisteva, un giorno potrebbe, se qualche Padre Abramo
scimpanz venisse alla luce, produrre il proprio Patto
con Dio. Tanto meglio per Dio, che sembrava abbisognarne
d'uno per sentirSi a posto con Se Stesso quale Parte-in-causa-della-Prima-Parte,
anche se Egli trovava fastidioso, a lungo
andare, far funzionare il Patto come dovrebbe. Ci si poteva
a stento curare della parte in causa della seconda parte
ogni istante del giorno.
Era meglio tentare di civilizzare chiunque abbisognasse
d'essere civilizzato, il Signore ne converrebbe di certo, pi
bene, in questo modo, e meno male. Una buona societ serviva a
un buono scopo; Egli approverebbe di certo se Cohn
si dedicasse a promuoverla.
Per fare ci che Dio forse si attendeva, ora che una lingua
comune esisteva tra lui e gli scimp, Cohn sent che
avrebbe dovuto educarli sino a un decente livello, renderli
finalmente consapevoli del cosmo e del genere umano, pure,
ch'era caduto dalla terra e dal cosmo, perch gli uomini erano
venuti meno l'un l'altro in obblighi e responsabilit, venuti
meno nel raggiungere la fratellanza, perso il loro adorabile
mondo, per non parlare di vite viventi.
Quindi Cohn istitu un albero-scuola per loro, un eucalipto
folto di fogliame, dalla scorza striata di scortecciature,
e capsule d'un blu scuro essudanti un aromatico odore
naso-dilatatore, specialmente dopo la pioggia, che li teneva vigili
nel bosco d'alberi misti, alcuni dei quali erano querce contorte
distanti non pi di venti metri dalla sua caverna.
Le scimmie, Buz incluso, il quale era a un livello avanzato
nell'istruzione ma gli piaceva stare ad ascoltare gli altri
che venivano istruiti, frequentavano i corsi regolarmente,
trascorrendo due ore d'istruzione ogni mattina; tranne il
Settimo Giorno, quando Cohn preferiva non insegnare perch,
non potendo tenersi al corrente del tempo, avrebbe
potuto trovarsi sbadatamente a lavorare il giorno del Sabato.
Dio era un grande fan del Sabato, e ne andava di qualsiasi
vita,  detto nell'Esodo, lavorare in quel giorno.
Cos saltava ogni Settimo Giorno a mostrare il suo rispetto
e buona volont.
Cohn soffiava in un corno d'ottone per radunarle alle
classi.
Le scimmie, alcune riluttanti, salivano sull'eucalipto e si
sparpagliavano sui rami estesi, sedute da sole o a due, a
masticar foglie e a sputarle fuori; o a schiacciar noci che si erano
portate con s, mangiandosele dal palmo della mano mentre
ascoltavano Calvin Cohn tenere la lezione; o ripulivano
se stesse e le loro compagne mentre lui continuava col suo
ronzio. Quando le lezioni si facevano noiose scuotevano i rami
e gli tiravano addosso delle noci. Vociavano e grugnivano,
ma si calmavano quando Cohn levava la mano, a indicare
che intendeva far meglio.
Sedeva su uno sgabello che aveva sistemato ai piedi dell'albero-scuola
scorticato, sopra un monticello di terra battuta
ricoperto di foglie che si era costruito quale sopralzo per
l'insegnamento, e parlava lento o veloce, a seconda dei temi.
Parlava loro di una variet di argomenti, o di pensieri ispirati,
in modo formale o spontaneo; oppure leggeva ad alta voce
da questo o da quell'altro libro. E Cohn raccontava storie
inventate come meglio poteva la notte avanti, mentre preparava
le sue lezioni; o che aveva ricavate dalla memoria.
Lui non era affatto un Martin Buber n le scimmie degli
hasidi, sebbene avrebbero potuto diventarlo un giorno,
Cohn si permise di pensare. Queste cose richiedevano tempo.
Dipendeva, in certo grado, da come ci si indirizzava alle
scimmie e da come queste replicavano.
Alle scimmie, tutto sommato, l'istruzione apparentemente
piaceva, sebbene qualcuna occasionalmente disertava,
Esa per esempio, un contravventore di prima qualit;
e Luca e Saul di Tarso, dopo che una difficile lezione li aveva
lasciati intontiti, di solito il giorno dopo si prendevano
una vacanza. Melchiorre era assiduo, gli piaceva ascoltare;
e cos Mary Madelyn, che con discrezione applaudiva certe
cose che Cohn diceva e talune cui solo accennava.
Buz, diligentemente presente, talvolta interrompeva il
discorso dell'insegnante in disaccordo su qualche fatto. Correggeva
anche gli errori di Cohn nell'uso della lingua, allorch
sentiva un quale invece di quello, o precipite
per precipitoso. Di recente Buz s'era immerso nello studio
del dizionario. Cohn, quando veniva corretto, provava
qualche imbarazzo, specialmente quando gli altri scimp venivan
fuori con un applauso per Buz. Comunque, l'insegnante
dilettante, cos si definiva, se la prendeva ironicamente
con i suoi piccoli errori, e l'istruzione proseguiva.
George il gorilla era uno studioso a met tempo, che
ascoltava da un attiguo cedro, perch le scimmie, particolarmente
dopo il soqquadro del s'der, mostrarono che non interessava
loro averlo tra s. George lo sentiva e si era scelto
quest'alta conifera a sei metri dall'eucalipto. Cohn discuteva
con gli scimp, difendendo i diritti umani del gorilla, ma
fortunatamente George preferiva starsene per suo conto.
S'accoccolava sul ramo pi basso del cedro, a volte sdraiato
per lungo, masticando un pezzo d'erba, sembrando assorto
nelle osservazioni e storie di Cohn, per quanto non lo
si sapesse mai per certo perch il gorilla non parlava; eppure
Cohn era quasi sicuro che capiva ci che udiva.
Comunque, la sua attenzione alla lezione appariva essere
incostante, in parte perch sembrava venir eccitato o colpito
da certe cose, e per un po' non era pi in grado di concentrarsi
su alcunch. Cos per lo meno pareva a Cohn.
George se ne stava sul suo albero fin quando qualche fatto
interessante, o citazione, o racconto, non gli eccitasse la
fantasia; allora scendeva a terra e se ne andava via
dinoccoloni nella foresta come tutto preso in riflessioni, a suon di
berciate da parte degli studenti sull'albero-scuola. Cohn se
lo figurava sdraiato sull'erba calda di sole, a rigirarsi un pensiero
finch questo non gli si sistemava in testa. O ci dava
alla belva pi credito di quanto meritava? Eppure c'era qualcosa
di possibile nei riguardi di George. Aveva un'aria
specificamente sua pi qualcosa d'altro di possibile.
Dopo le lezioni quotidiane, gli scimp venivan gi dall'eucalipto
a godersi una tazza di frizzante birra di banane che
Cohn serviva a tutti i presenti.
Melchiorre, nel tracannare la birra che gli gocciolava nella
barba, smetteva di bere quel tanto per dire che questa
era la parte migliore del giorno.
Cohn pens che sui fossili ne sapeva pi che su qualsiasi
altra cosa che aveva studiato, ma con l'aiuto, se non
collaborazione, della sua enciclopedia in un volume unico avrebbe
cercato di informarli circa i fatti pi salienti del passato.
- Conoscere ci che  accaduto nel mondo pu favorire il
futuro. Il vostro, intendo, pi che non il mio. Il mio pare esiguo;
il vostro, per lo meno possibile.
Disse: - Vi sono lacune nella mia conoscenza, piccole e
grandi, ma vi racconter meglio che posso. Se ascolterete,
potranno esserci dei tozzettini da smozzicare. M'auguro sinceramente
che non penserete che io sia riduttivo.
Gli scimp sull'eucalipto, con l'eccezione di Esa dal volto
inasprito, che sedeva sulle sue mani pelose, applaudirono
educatamente l'onesta dichiarazione di Cohn.
Cos nei giorni che seguirono tenne lezioni sul cosmo,
dal Grande Bang al Gemito Morente dell'uomo (per il quale
Cohn richiese, e ottenne, un intero minuto di silenzio).
Le scimmie erano curiose praticamente di tutto ci che era
accaduto in terra e in cielo. Iniziando di l, l'universo si
espanse.
- Per che cosa? - chiese Buz.
- Per la sua espansibilit.
(Risate).
Descrisse dettagliatamente Discesa, Avvento, Ascesa
dell'Uomo, secondo come Darwin e Wallace avevano proposto
la teoria dell'origine della specie e della selezione naturale;
aggiungendo un breve schema riguardante la sociobiologia,
con una parola circa la controversia natura-cultura.
Solo George batt le mani a questo punto, e Cohn non
pot capire se quello sapesse cosa stava facendo o non stesse
forse tentando di schiacciarsi una mosca immaginaria tra le
palme.
Cohn not allora l'ambivalente natura dell'uomo, il
no-nel-s, il male-nel-bene, la morte-nella-vita, l'illusoriet-nel-reale, il modo complesso, gioioso e
straziante, in cui s'era andata elaborando.
La scissione fondamentale era causata da
corpo-anima? O era il ritrarsi di Dio dalla Propria presenza?
Come funzionava la cosa? Freud, un non credente, parl
di un trauma segreto nella Sua mente, mutato in dolore
Ovunque.
- Ci ci porta al male, comunque inizi o fin dove giunga:
uno stillicidio metafisico, forse, che non possiamo spiegare,
risultante nella comparsa dello stesso Satana, di cui discuter
per due lezioni pi in l, in particolare se il Signore se lo
sia strappato dalla Propria mente e l'abbia scagliato nell'abisso
senza fondo da cui egli in seguito usc strisciando come
un serpente fumante; e da allora si  rivalso con l'uomo
per la sua perdita di forma angelica e del suo privilegio; comunque,
se a Satana  concesso di muoversi viscidamente
per il Paradiso,  giocoforza che ci sar serio conflitto e conflagrazione.
In sostanza, il vecchio amico invidia l'uomo,
vuole essere lui. Non ha desiderato va quando la vide rotolare
nuda di pelle tra i fiori con Adamo nudo? Dov' la mia
parte di ci? disse il vecchio serpente quando la incontr
nel bosco; e lei con modestia rispose: Non  per te, per
ragioni che non posso dire. Dopo di ci le avvelen la mela.
Le spezz l'albero, che smise di cantar inni.
Cohn poi rifer sommariamente sull'opera di Freud e a
comprovarne la pertinenza cominci a sunteggiare certi
aspetti della storia umana, non escludendo le principali
guerre combattute e altri inutili disastri. - L'uomo ebbe innumerevoli
occasioni ma, a lungo andare, fu insufficiente alle
intenzioni di Dio. Fu insufficiente a se stesso. Alcuni ne
incolpano una coscienza inquinata, causata, per qualche ragione
chimica, dai nostri geni lunatici liberi di sfrenarsi. Altro
su questo nel prossimo futuro. Comunque, l'uomo che
nel complesso fa un lavoro non-cos-entusiasta, nei suoi rapporti
con altri uomini,  uno che ama solo superficialmente.
L'amore non  un fenomeno popolare. Parole e parole ma la
cosa vera resta solo in superficie. Comunque, in tutte quelle
epoche egli domina a stento la sua natura per porre fine
all'interminabile carneficina. - Quel che intendo, - disse
Cohn, -  che l'uomo non ha mai padroneggiato la sua natura
animale per il bene di tutti (vi prego scusatemi la parola,
sono un animale anch'io) n ha potuto inventare un
altruismo funzionante. In breve, si  troppo spesso comportato
irrazionalmente, selvaggiamente, bestialmente. Sto
parlando, ovviamente, dell'eccidio costante.
- E lo stesso in quantit maggiore lungo tutta la storia
umana. Vi prego non dite che sono ipersensibile, sto parlando
in un'epoca di quasi totale estinzione, tranne noi pochi.
M'addentrer nel Passato Storico in sei conferenze che ho
progettato; e nel Ventesimo Secolo sino ai Giorni Nostri, in
altre due, la seconda iniziando con l'Olocausto che ho citato
ieri: tutto quel sapone ebraico da quegli scheletrici corpi
gasati; e non molto dopo, poich queste esperienze sono
connesse le une alle altre, gli americani degli Stati Uniti lanciarono
le prime bombe atomiche (bombe adolescenti) su
tutti quei fiduciosi giapponesi delle 8 del mattino carponi
tra vetri infranti in cerca dei loro bulbi oculari. Potrei dire
altro ma il cuore non mi regge.
Cohn disse che non era sua intenzione esagerare la portata
del fallimento umano, intenzionale o altro. N ne sprezzerebbe
le sue capacit di bene e di bellezza. - La ragione per
cui potr sembrarvi soffermarmi pesantemente sui peccati
dell'uomo  per darvi qualcosa da pensare cos che, in una
futura societ scimpanz, possiate evitare di ripetere i peggiori
errori dell'uomo. Il futuro  nelle vostre mani.
Un caloroso battimani in crescendo. Buz sbandier un
berretto verde di Cohn che si era messo a indossare di recente.
Esa batt con riluttanza le sue umide palme. Gli occhi
di Mary Madelyn luccicarono teneramente, e Melchiorre,
sebbene la definisse roba abbastanza arida, si soffi il naso
e si corrucci sentimentalmente.
Cohn fece un inchino. Ecco qui Calvin Cohn, unico uomo
rimasto sulla terra, che insegna a delle scimmie il fallimento
umano. Non male. Suo padre il rabbino, che riposi in
pace, approverebbe di certo.
(- Ascolta, Calvin, non mi  piaciuto che tu ti sia cambiato
il nome da Seymour a Calvin, un grande inganno, ma
quel che dici alle scimmie, questo si mi piace.
- Queste non sono scimmie, pap, queste sono primati
maturi.
- Per me  tutto lo stesso, una scimmia  una scimmia).
Cohn, incapace di rallentare la sua conferenza, specul
che l'uomo era fallito perch, per cominciare, era imperfetto.
- Lasciamo stare il libero arbitrio. Come pu essere libero
se la mente  limitata dalla sua costituzione? Perch
l'Onnipotente, in breve, non aveva fatto un lavoro migliore?
Non sarebbe stato poi cos arduo per Lui (sia che l'uomo
sia prima comparso come gene dotato di potenziale evolutivo,
o come lo stesso Adamo e la sua costola pienamente
formati) averlo dotato di un pochino pi di controllo sui
suoi istinti; e se non puro amore per la razza umana, probabilmente
per motivi di selezione naturale, allora forse almeno
quel tanto di sentimento per cui ci commuova la sua condizione
comune: che molti hanno poco, e molti non hanno
niente, e che sono vivi per un istante e muoiono giovani.
- Mi sbaglio al riguardo?
Silenzio di tomba.
Melchiorre toss.
- In altre parole, - prosegu disperatamente Cohn, - perch
la creazione imperfetta del Signore avrebbe dovuto rovinare
la Sua idea originalmente straordinaria? Perch non
aveva creato l'uomo uguale a quello che Lui aveva immaginato?
Cos Cohn aveva mirato la sua freccia a Dio ed era invisibilmente
sotto mira.
Buz in seguito giur d'esser lui ad aver visto per primo
un Pilastro di Fuoco discendere il cielo oscurato.
(- A dir poco avresti dovuto richiamarvi la mia attenzione.
- Mi piaceva la storia che ci stavi raccontando e volevo
che continuasse).
Le apprensive scimmie ebbero la sensazione di qualcosa
che stesse per accadere e avevano paura di muoversi, diversamente
sarebbero saltate gi dall'albero urlando.
TUTTO CI CHE SI VIDE FU LUCE.
"Perch contende
con Me, signor Cohn?
Cohn rest basito, ma l'avere indosso il bianco yarmulke
di suo padre il cantore lo fece proseguire. - Chiedo umilmente
di comprendere le intenzioni del Signore.
"Chi sei
da capire
le intenzioni del Signore?
Come posso spiegare
il mio mistero
alla tua mente?
Pu uno storpio ascendere
un fiammeggiar di scale?
- Abramo e Giobbe contesero, - Cohn si ud dire.
"Quelli erano miei servi.
- Giobbe ebbe a lamentarsi che Tu distruggevi tanto gli
innocenti quanto i malvagi.
"Giobbe si pent di questo.
Cohn agit il pugno adirato. - Tu hai distrutto il genere
umano. I nostri figli sono tutti morti. Dove sono la
giustizia e la misericordia?
Santo Mos, pens. Sono uscito di me? Cosa mi sto facendo?
Qualcosa lo fece sobbalzar via dal suo sgabello. Giacque
per terra in un mucchio floscio.
"Sono il Signore Dio Tuo
che ha creato l'uomo
per perfezionare Se Stesso.
Gli scimpanz, rannicchiati su alti rami dell'albero-scuola,
rimasero li a guardare, zitti, mentre Cohn si contorceva
sulle foglie morte.
Mary Madelyn fece da spettatrice con gli occhi sprangati.
Nessuno os avvicinare Cohn. N Buz si sarebbe mosso
dopo che il Pilastro di Fuoco aveva asceso i cieli.
Ululava un vento, pregno di forcute saette e di rombi tonanti.
Le scimmie si tenevano con mani e piedi all'eucalipto
che oscillava, scricchiolava, sibilava. George il gorilla aveva
il mal di mare sul suo cedro in ribollio.
Cohn sent un rivolo di pioggia amara penetrargli le labbra
e si dest, in gemiti.
- Qualcosa mi ha colpito sull'osso della testa.
Cadde sul suo sgabello, reggendosi un libro sul capo per
impedire alle gialle gocce di pioggia di martellargli l'emicrania.
Gli infradiciati scimp si tennero ai loro posti, a mala pena,
mentre il fustigante vento bagnato diminuiva e la bufera
si levava come un pallone giallo che qualcuno aveva lasciato
andare.
Buz, da in cima all'albero scivoloso, defin la conferenza
una cannonata. - Quand' il prossimo episodio?
Cohn non ne aveva idea. Dal naso gli gocciolava acqua gelida.
S'era preso un grosso raffreddore e doveva andarsene a
casa. - Pu darsi che abbia una polmonite galoppante. Domani
non ci sar affatto scuola.
Un applauso sincero e prolungato, che sommerse il gracchio
sprezzante di Esa, fece scuotere l'albero-scuola.
E il terreno era ricoperto di limoni ma nessuno ne era stato
colpito tranne Cohn sulla zucca.
Melchiorre disse: - Ehi, tutta la limonata che possiamo
spremere da tutti questi grossi limoni!
 Note.
1. Ebraico per quorum, numero necessario per celebrare il culto ebraico, consistente
di non meno di 10 maschi al di sopra dei 13 anni [N.d. T.].
1. Nome del rituale ebraico domestico della cena pasquale [N. d. T.].


La vergine tra gli alberi.

Buz sostenne di aver scorto una bottiglia nera tra le onde
schiumanti.
- Dove tra le onde schiumanti?
- L nell'oceano.
- Sventurato fanciullo, perch non l'hai pescata su? Tu
sai nuotare.
- Tu hai detto che avevamo tutte le bottiglie di cui avessimo
mai bisogno, - asser Buz.
- Quella bottiglia era per forza diversa, - disse Cohn.
- Come potevo saperlo?
Mentre il sole fendeva la bruma mattutina tre stranieri
apparvero sulla spiaggia dell'isola a un miglio sotto la caverna
di Cohn. Cohn li studi attraverso il binocolo da rilevazione,
sentendosi turbare. Da dove potevano essere venuti?
 Dio che ricolma la terra, o  la terra che si ricolma? Gli
scimp sedevano sulla sabbia diagonalmente opposti gli uni
agli altri, sfiorandosi gli alluci. Buz quella notte non aveva
dormito nella caverna. Cohn afferr il suo paniere colmo di
banane, pi una mezza dozzina di pezzi di noce di cocco e si
affrett alla volta della spiaggia.
Nel tempo ch'egli giunse all'acqua, tutti gli altri scimpanz
della comunit isolana erano convenuti a salutare i
nuovi arrivati. Buz e Mary Madelyn, l'assorto Esa, il buon
Melchiorre, e i gemelli, stavano annusando o venivano annusati
dalle nuove scimmie. Si baciarono, si diedero pacche
sulla schiena, grugnirono, s'abbracciarono. Nessuno si comport
da estraneo, come se il mondo si fosse troppo rimpicciolito
per questo. I compagni di Cohn dapprima avevano
spaventato i visitatori rivolgendosi loro in linguaggio umano
ma poi ritornarono alla loro lingua di primati, che solo
i gemelli avevano in parte dimenticata.
- Qualcuno di voi conosce qualcuno di loro? - Cohn,
cappello di paglia in testa, l a piedi nudi sulla sabbia scottante
col suo paniere di banane, chiese a Buz.
- No, - disse Buz, - ma ci sono simpatici.
- Ben fatto, - disse Cohn, - ma chi sono quelli e da dove
vengono?
- Dicono di non saperlo.
- Era terreno alto o basso?
- Dicono che era sia l'uno che l'altro.
- Che siano potuti giungere qui in barca, forse la nostra
vecchia zattera? Da qualche altra isola, cio?
- Loro non hanno n barche n zattere. Le loro orme provengono
dalla foresta, ma non dall'acqua.
Buz disse che avrebbe saputo di pi sui visitatori dopo
aver insegnato loro a parlare come gli altri.
Cohn disse prima  meglio . - Sono desideroso di sapere
come sono scampati al Secondo Diluvio -. Tutto allegro distribu
banane pi che mature e pezzi di candito ai tre nuovi
scimp che mangiarono affamati ci che offr loro. I due maschi,
bonari, uno alto, l'altro tozzo con gambe arcuate, avevano
un lucido mantello marrone. La vecchia nonna scimp
aveva delle orecchie sbrindellate, denti consunti sino alle
gengive, e un logoro didietro.
Cohn, prima che Buz potesse dare dei suggerimenti, chiam
la vecchia femmina Hattie, come una sua zia; e ai maschi
diede il nome di Bromberg a quello alto tipo monaco, e di
Esterhazy a quello piccolo, da due amici d'universit i cui
nomi gli piacque di poter pronunciare una volta ancora.
A Melchiorre riusc gradito fare la conoscenza di Hattie.
Le dava dei buffetti sotto il mento. Facevano capriole sulla
sabbia, soffiando e ansimando, spingendosi l'un l'altra gi
di schiena, solleticandosi sino a boccheggiare.
Esterhazy, una scimmia dall'espressione da contabile,
trangugi la sua morbida banana senza darsi la briga di toglierle
la buccia; e Bromberg, un tipo di ghiottone, si dedic
a un pezzo di noce di cocco candita, tormentandolo con la
lingua. Quando Saul di Tarso e Luca ne elemosinarono un
po', levando in su le palme, lui spezz due minuscoli tozzi,
ne porse uno a ciascun gemello, e, grugnendo, accarezz loro
il capo. Dopo aver consumato il primo pezzo di candito
inghiott il secondo in un sol boccone schioccando la lingua.
Esa poi inform i fratelli appena giunti che lui era il Primate
Alfa dell'isola; e nessuno di loro, sebbene sembrassero
considerare seriamente la notizia, obiett.
I fratelli guardarono affascinati Mary Madelyn e le annusarono
la parte posteriore, con suo acuto imbarazzo, per determinare
se fosse in calore; apparentemente non lo era. Mary
Madelyn s'arrampic su un albero e vi si sedette, nascosta
da rami frondosi.
Nel pomeriggio, Bromberg e Esterhazy si sedettero su
un fico, cogliendo e mangiando fichi maturi mentre osservavano
la comunit di Cohn intenta alle sue disparate faccende,
tranne Esa, accovacciato per terra a conficcare lunghe
cannucce nei tondeggianti nidi di inesistenti formiche.
E il mattino successivo le scimmie nuove venute rimasero
accovacciate sotto l'albero-scuola, ma si rifiutarono d'unirsi
alle altre sui rami, come imbarazzate dalla propria mancanza
di linguaggio, mentre Cohn discorreva della prima era
glaciale. Quelle sull'albero ascoltavano la lezione con un
umore rassomigliante a un'assorta stupefazione. Saul di Tarso
fu preso da brividi e Luca, dopo averlo osservato un istante,
si un a lui. Mary Madelyn sedeva accovacciata in attesa
della successiva raggelante frase di Cohn. Melchiorre masticava
impensierito un matzo avanzato dal s'der, intanto che
ascoltava.
Buz penzolava in apprensione da un braccio afferrato a
un alto ramo dell'eucalipto; e George il gorilla finalmente
scese gi dal suo cedro a meditare qualcosa; si diresse, camminando
sulle nocche, nella foresta pluviale, spaventando
Esterhazy, Bromberg e Hattie che in tutta fretta scalarono
l'albero-scuola e divennero subitamente studenti. In seguito,
durante una sussurrata conversazione con Buz, cominciarono
a parlare in una lingua umana.
Quelli erano giorni produttivi. Cohn s'era dato a tornire
e a cuocere vasi d'argilla; anche a impratichirsi di medicina
erbale, uno sviluppo che cement molto la comunit perch
loro apprezzavano il fatto di avere un medico curante.
Collezionista sempre, a Cohn piaceva prendere campioni
di erbe, aromi, foglie e cortecce di vari alberi, alcune delle
quali le faceva bollire nell'acqua ed evaporare, per produrre
un estratto d'ogni sostanza. Prov questi preparati, dolci e
amari, e trov che uno gli calmava lo stomaco se aveva mangiato
troppo, e un altro gli leniva una forte emicrania.
Buz si lamentava di un affaticamento agli occhi e Cohn
gli consigli di ridurre la lettura, ma Buz non l'ascoltava perch
gli piacevano le storie con cui si andava dimesticando.
- Tutto diviene una storia, - disse, e Cohn ne convenne.
Miscel un unguento di mimosa con dell'acido borico, un
preparato che ridusse l'affaticamento agli occhi del suo ragazzo.
Per la pi parte degli acciacchi da poco Cohn prescriveva
un miscuglio di olio di eucalipto e bicarbonato di sodio. I
suoi pazienti o vomitavano e miglioravano di salute, o lo
trattenevano e guarivano. Con la stessa prescrizione purg
Saul di Tarso e Luca dei vermi, che non potevano esser
stati davvero dei vermi perch non ne vivevano pi sulla terra,
bench sembrassero vermi. Qualsiasi cosa fossero, Cohn
li estirp. Calm anche il mal di denti di Esa, offrendogli
di estrarre l'offensivo molare con un paio di pinze, al che il
Primate Alfa drizz il pelo minacciosamente e grid arcigno.
Inform Cohn di non avere pi mal di denti.
George il gorilla gironzolava ancora nelle vicinanze della
caverna di Cohn, solitamente quando cantava il cantore, ma
si rifiut d'entrare e farsi curare per qualche malattia quando
pareva soffrirne, sebbene un giorno fosse affetto da un
violento raffreddore che gli faceva gocciolare il naso, lacrimare
gli occhi, starnutire di continuo, per cui Cohn volle
prescrivergli un'erba medica che gli avrebbe liberato le vie
respiratorie.
George rifiut d'accettarla.
- Se ti va di soffrire, - disse Cohn al gorilla, -  scelta
tua.
George starnut sette volte e Cohn proffer un Salute.
Calvin Cohn aveva cotto i suoi primi vasi in piena luce solare
ma questi non erano venuti bene. Nel suo ultimo grande
scavo nel campo oltre e sopra la risaia, aveva scoperto
una vena fangosa di argilla bianca di silicato idrato d'alluminio,
con cui cominci a plasmare piatti, bacinelle, vasi, fiori
artificiali e altri manufatti decorativi unici. Li cosse in un
forno che aveva montato nel focolare, una semplice camera
d'essiccazione di metallo fabbricata con un armadietto
di bordo; la scaldava con carbonella fatta in casa di legno
d'ebano, che si arroventava tanto che la camera ardeva vermiglia
e ci volevan ore perch si raffreddasse. Buz si sentiva
a disagio in presenza del forno rovente, tuttavia mentre
spiava dall'apertura della caverna gli piaceva stare a guardare
Cohn che toglieva gli oggetti cotti, alcuni molto incrinati
perch non c'era controllo di temperatura.
Cohn, con divertimento dello scimp, di recente aveva
cominciato a disegnare maschere d'argilla scolpite con facce
di di greci, ex uomini politici, famosi scienziati del passato,
alcune delle quali le appese come pendagli decorativi a un albero
vicino all'eucalipto; e cre qualche animale vertebrato
sul quale lo scimp non aveva mai posato occhio. Cohn non
aveva imparato come smaltare i suoi vasi, cos dipinse le
maschere d'argilla bianca con lineamenti colorati in inchiostro
nero, verde, rosso e giallo.
Buz vide la sua prima testa di leone come maschera prodotta
da Cohn. In seguito l'artista distrusse molte delle sue
maschere, temendo che il Signore, se vi avesse dato una sbirciata,
avrebbe potuto accusarlo di adorare falsi di.
La comunit isolana era attiva e prosperava oltre le migliori
speranze di Cohn. Tutti gli scimp, anche i nuovi venuti,
erano proficuamente impiegati, con l'eccezione di Esa
che viveva dei frutti dell'isola. - Perch disturbarti se i frutti
sono gratuiti? Perch rovinare le nostre nature per compiacere
un non-scimp? Quello l chi , per esempio?
Cohn non disse nulla.
Saul di Tarso e Luca davano una mano in risaia, con Melchiorre
che vi soprintendeva. Talvolta si addormentava in
piedi, e i gemelli cessavano di lavorare fin quando non si svegliava
e allora chiedevano un intervallo a base di birra di banane,
usanza prediletta da Melchiorre.
Mary Madelyn assisteva Cohn nella raccolta di radici, foglie,
nuovi campioni di corteccia. Lo stava a guardare mentre
catalogava ciascun articolo su una scheda 8x12.
- Come vorrei saper scrivere, Calvin.
- Un giorno forse.
- Diventer umagna ugn giorgno?
-  un lungo tragitto.
- Mi piacerebbe essere Giulietta ingnamorata di Romeo.
A Cohn cresceva una barba bruna via via che diveniva
pi calvo.
Buz, pagina dopo pagina, si stava leggendo l'intera enciclopedia.
Il suo pa' gli permetteva d'usare i suoi personali
occhiali da lettura, e questi parevano diminuire un lieve
strabismo.
Hattie s'era data per un po' a badare ai gemelli che resistevano
alla sua assistenza materna. Poi si prese cura di Melchiorre
e lui le permise di costruirsi un nido-letto accanto al
suo in un piccolo rovere vivo.
Cohn ripose in caverne asciutte interi sacchi di plastica
di semi di girasole appena scoperti.
Gli scimp collaborarono a piantare boschetti di banani e
d'altri alberi da frutto. Esterhazy e Bromberg cooperarono
di buon grado.
E tutti si congregavano attorno a Buz e a Cohn in casa loro
a pomeriggio inoltrato. Annusavano e, con irritazione di
Cohn, talvolta davano qualche rosicchiatina alle antiche ossa
d'animale che lui aveva dissotterrato. Per quelli che vomitavano
doveva dispensare litri di medicina all'eucalipto e
bicarbonato per la loro dispepsia.
Di tanto in tanto intratteneva speranze che Buz potesse
chiedere di fare il bar mitzvah poich aveva gi un'et equivalente
ai tredici anni, ma il piccolo scimp non propose mai
la faccenda, e Cohn non faceva proseliti.
La vita scorse serena finch Mary Madelyn, il fiore rosa
ingemmato della sua pelle sessuale visibile da dietro, si nascose
dai maschi incalzanti col darsi alle cime di alberi alti;
ma quando il vento colpiva il suo denso olezzo (un miscuglio
di fiori notturni di gelsomino e uova crude, cos parve
a Cohn) e lo soffiava d'attorno, questi si mettevano in cerca
affamati e non riuscivano a localizzarla sebbene corressero
su ogni albero nelle vicinanze.
Esa la cerc implacabilmente, facendosi coi suoi occhiettini
strada al fiuto di ramo in ramo, respirando stertorosamente,
smaniante dal desiderio. Una volta, dopo non
averla trovata, men colpi di frustrazione sul tronco dell'albero
che aveva appena esplorato.
Esterhazy e Bromberg, scatenati, andavano su e gi da
questo o quell'albero dove pensavano di avere scorto l'allettante
fiore, o avvertita una traccia adescatrice del suo profumo
sessuale. Un giorno buio piombarono su una che risult
essere Hattie, fortunatamente accovacciata, ma parvero
aver perso interesse.
Dopo aver colto un invigorente effluvio del profumo di
Mary Madelyn nella brezza impetuosa, Buz aveva deciso che
era abbastanza maturo per essere interessato e si era unito
alle scimmie nell'inseguirla; cos come avevano fatto i gemelli,
perch dare la caccia era un gran divertimento. Si trovarono
presi nell'avventura, scovando Mary Madelyn e arrampicandosi
rapidamente su un albero per intrappolarla,
ma lei sfugg e corse via squittendo tra le cime degli alberi.
L'incalzarono finch, per virt della sua ispirata velocit, lei
riusc a distanziarli e a scomparire in una cortina di verde.
Un caldo mattino, ad Esa, annoiato con la lezione scolastica,
fu fatto di individuarla nascosta nel cedro di George il
gorilla; aveva segretamente ascoltato Cohn tenere le sue lezioni
sui fossili dell'era mesozoica. Mary Madelyn s'era cos
tenuta occupata per tre giorni, a quanto pare con la connivenza
o l'indifferenza di George, nel tentativo di tenersi al
passo con le sue lezioni.
Esa, eretto il pelo della testa, sal furtivamente sempre
pi in alto sull'eucalipto e con una liana si lasci piombare
dentro il cedro. Scese d'un balzo e caric Mary Madelyn
mentre se ne stava seduta tutta assorta nella descrizione che
Cohn andava facendo d'un dinosauro che tentava di difendersi
in una lotta cruenta contro un rapace rettile alato.
Avvistando Esa, Mary Madelyn usc in un altissimo urlo,
interrompendo la lezione di Cohn, e immediatamente
salt a terra, i maschi in irruento inseguimento. George il
gorilla rugg al contrattempo, e il rumore parve paralizzare
le altre scimmie sull'albero-scuola, sebbene non avesse effetto
alcuno, per cos dire, su Esa. Cohn gli url di lasciare
in pace la ragazza.
Lo scimp refrattario, rincorrendola per terra, prese Mary
Madelyn per il braccio e la scaravent contro un albero.
Questa si accasci col fiato spremuto, sanguinante da una
ferita sopra l'occhio sinistro. Prima che Esa,
spavaldeggiandosi ora su un piede ora sull'altro, potesse costringerla
ad accovacciarsi, lei si divincol dalla sua presa e ripar spedita
entro un vasto baobab subito perdendosi all'interno.
In un attimo si diede alla locomozione brachiale come un
gibbone attraverso la foresta pluviale, zigzagando nel fogliame
mentre Esa le gridava dietro furiosamente.
Guadagnando terreno su di lei, era a un pelo dal raggiungere
Mary Madelyn, allorch questa invert direzione e
si tuff sotto di lui. Questi and cercando d'agguantarla dove
non c'era pi e precipit gi a mezza altezza da un albero.
Esa colp violentemente il suolo e rest l immoto sulla
schiena.
Mary Madelyn era scomparsa.
Bromberg ed Esterhazy avevano abbandonato la contesa
tra il dinosauro e il pterodattilo per vedere che accadeva nel
mondo moderno. Fecero una sosta per sorreggere Esa, che
non voleva saperne. Si lev sulle ginocchia e dalla rabbia
men pugni per terra.
Cohn, dopo la sua lezione interrotta, confid a Buz che
Esa era divenuto un rischio per una societ libera e doveva
riformarsi, oppure potrebbero dover considerare di liberarsene.
- Perch non ci liberiamo di lei?
- Pensavo tu fossi interessato a Mary Madelyn.
- Non quando scappa appena mi vede. Il libro del dr
Bunder dice che le femmine scimpanz cercano la compagnia
del maschio quando vanno in calore. Perch lei non fa
quel che dice il libro?
Cohn pens che lei sembrava opporsi ai suoi istinti.
Buz chiese perch.
Non ne era sicuro. - Qualcosa in lei.  un'insolita persona,
cio scimpanz.
Buz ritenne che era matta. - Come si pretende che io possa
sperimentare il sesso se quella non sta ferma neppure
mezzo minuto?
Cohn sugger di cercare di scoprirlo e di persuaderla.
- La sensazione che ne ho  che le piacerebbe esser corteggiata,
non fucilata dal di dietro da un fallo ambizioso. Parlale
di Romeo e Giulietta. Lei ammira quel lavoro teatrale.
Buz disse che a lui non piaceva. - Son due babbei entrambi
e cos Mary Madelyn.
- Lei  una creatura sensibile, enfatica, intelligente.
Quella notte fu svegliato dal frusciare della sua cortina
di edere. Cohn accese un fiammifero e tenne la guizzante
fiamma alta sul capo.
- Chi  l?
Mary Madelyn s'accovacci tra le ombre sul suolo della
caverna.
- Gnogn ho ugn posto sicuro dove agndare. Potrei per
favore restare la gnotte?
- Perch non ti fai un nido su un albero? I maschi a quest'ora
dovrebbero essere addormentati.
- Gno, gnogn  cos. - Era esausta, derelitta, in ansia.
- Volta la testa finch non mi sia messo le brache, - le
disse Cohn.
Quando se le fu infilate disse che poteva restare e accese
la lampada.
Lei voleva riposare su qualche frasca l in terra, ma lui
disse che poteva avere la gabbia di Buz. - Lui non la usa
quasi mai.
Mary Madelyn promise d'andarsene prima del sorgere
del sole.
Lui le offr una bibita di succo di noce di cocco. Nel versare,
Cohn osserv il suo fiore floscio e appassito e quella vista
gli arrec un lieve malessere.
- Passer presto, - disse contrita.
- Non riesco a capire perch respingi ogni maschio che ti
si avvicina.
Lei disse che in parte era colpa sua. - Tu hai voluto che
gnoi si imparasse la tua ligngua. Ora che l'ho imparata sogno
diversa da com'ero prima. Se gnogn avessi imparato a
parlare e a capire la ligngua umagna, mi sarei gi offerta
a tutti i maschi dell'isola.
Chiese a Cohn se voleva accoppiarsi con lei.
- Non  permesso. Io sono un uomo. Non mi  consentito
accoppiarmi con gli animali.
- Tu ci hai detto che eri orgoglioso di essere ugn agnimale.
- Certo. Parlando in senso lato.
- Ti sbaglieresti a ritegnermi soltagnto ugn agnimale, -
disse Mary Madelyn.
Disse che aveva deciso di dormire altrove.
Il villoso Esa, trascinando un tronco nodoso lungo un
metro e mezzo e spesso otto centimetri, il mattino seguente
entr barcollando nella caverna di Cohn. - Dove si nasconde
quella cagna?
Emise un ruggito, le zanne ingiallite repulsivamente visibili,
e sollev il tronco come per sfondare la mente di Cohn.
Si lev in tutta fretta dalla sua prima colazione non ancora
finita. - Ti sbagli, lei non  qui.
- Saul di Tarso l'ha vista introdursi di soppiatto ieri
notte.
Cohn assicur che se ne era andata via. Provava al cuoio
capelluto tutta una puntura come se i capelli gli si fossero
trasformati in tanti aghi. Come ragionare con uno scimp
impazzito che si confonde con un gorilla? Temendo per la
sua vita, Cohn era indietreggiato verso gli scaffali delle provviste,
la tavola da pranzo come unica barriera tra s e la scimmia
rozzamente adirata.
- Non essere avventato, Esa. Questa  una situazione
disperatamente grave. Il mondo  stato distrutto dal fuoco
e dall'acqua. Hai ascoltato la mia recente lezione sull'argomento.
Ho motivo di credere che quelli di noi rimasti su
quest'isola siano gli unici superstiti della vita sul pianeta. Se
ci attendiamo di continuare a vivere dobbiamo vivere come
fratelli. Perch non deponi quell'orribile tronco e discutiamo
la faccenda pacificamente?
Esa, respirando rumorosamente, gli occhietti che inquieti
frugavano per la caverna, diede a Cohn dell'idiota.
- Il tuo stupido albero-scuola l'ha resa troppo orgogliosa
per aprire le chiappe agli amici.
Rote il suo tronco alla volta di Cohn che riusc a schivarlo,
evitando a stento di farsi sfasciare la testa. Tast di
soppiatto dietro di s, in cerca del suo Winchester 30,06, pensando
nello stesso istante di panico, no non devo usarlo.
Se poteva sfoderare la sciabola francese dalla sua guaina,
la vista di quella avrebbe potuto mettere in fuga la bestia
spaventata. Esa tenne levato il suo tronco brutale mentre
passo a passo si avvicinava a Cohn che allora fu assalito da
un pensiero ancor pi spaventoso: non sar lui il Messaggero
del Signore venuto questo giorno a uccidermi?
Senza attendere una risposta formale, rovesci il tavolo
tra di loro. Esa fu scottato da una teiera di t alla menta
bollente.
La scimmia lanci un grido vibrante che sal in urlo quando
si lasci cadere il tronco sul piede ustionato. La bocca gli
schium e gli occhi sanguinarono lacrime d'ira.
Cohn, invece di raccattare un'arma, afferr una maschera
di strega da un ripiano e se la resse sul volto, ululando e
grugnendo nel contempo.
Era una maschera bianca contorta con rossi occhi acquosi,
un naso come un osso ricurvo e una nera bocca umida. La
bocca si muoveva oscenamente mentre Cohn urlava.
Esa, ritto di paura, fissava con gli occhi spalancati l'orribile
maschera di Cohn. Emise un gemito, come se avesse
perso il controllo dell'uso del suo corpo. Lanciandosi fuori
dalla caverna, corse in lamenti nella foresta. Nessuno in seguito
lo vide pi per mesi.
Dopo due giorni, Mary Madelyn, con la sua aria linda e
attraente, ritorn all'albero-scuola per riprendere la sua
istruzione.
Nessuna delle scimmie maschio s'avvicin, o parve persino
far caso alla sua presenza, ma Cohn, nel salutarla, le aveva
baciato la punta delle dita.
Pensava di aver trattato male Esa e che in futuro avrebbe
dovuto far meglio, ammesso che lo scimp ritornasse. Bisognava
parlare con pazienza ad Esa e consigliarlo finch
non capisse che cosa si voleva da lui per il bene comune.
Cohn sped Buz nella foresta a localizzare il Primate Alfa
ribelle e a chiedergli di far ritorno alla comunit, ma Buz,
dopo una ricerca durata un intero giorno, non scorse alcun
segno di lui e ritenne che si fosse spinto sulle alture.
Disse a Cohn, in non celata trepidazione, che una scimmia
albina sembrava trovarsi nuovamente tra gli alberi della
foresta.
- Io ho visto lei ma lei non mi ha visto.
- Che tipo  ed esiste davvero? - volle sapere Cohn.
- Una scimmia bianca, possono essere della brutta
gente.
- Ne hai mai conosciuta una?
- Il dr Bunder ha un lungo capo verso su di loro nel suo
libro. Talvolta diventano schizoidi, o qualcosa di simile.
-  meglio che se ne stia lontano da qui.
Ma alla successiva notte buia l'albino, cresciuto di qualche
centimetro da quando Cohn l'aveva visto coi suoi occhi,
comparve alla caverna. O l'alba irruppe in quel momento, o
lui accese la caverna della sua bianca presenza.
Cohn si ritrasse rapido sul fondo.
Ergendosi sulle gambe, l'albino mim l'atto di scagliare
una lancia contro Cohn, o contro qualcuno come lui.
- Era proprio come in un sogno, - spieg Cohn. - Stavo
tentando di difendermi, non di far male ad alcuno.
Per liberarsi della scimmia, mise mano a una maschera
nera di strega appesa a un piolo alla parete.
La scimmia strapp di mano a Cohn la maschera e se
la port sulla faccia, divenendo una scimmia bianca con la
faccia nera, forata da un rosso occhio di strega. Alla vista,
Cohn fu scorso da un brivido raggelante e lasci di corsa la
caverna.
Nella foresta, in un attimo, incontr una scimmia bianca
dalla faccia nera. Cohn si prepar alla lotta nell'aggirante
posa di un lottatore giapponese tutto grugniti, per tenere
lontana la scimmia meglio che poteva; ma la feroce creatura
gli afferr un braccio e con uno strattone se lo fece volare
sulla spalla, con la grande zampa agguantando entrambe le
mani di Cohn e col lungo braccio di scimmia inchiodandogli
le gambe ricalcitranti.
- Parliamo di questo, - implor Cohn.
La scimmia bianca, correndo a sobbalzi con un Cohn che
le si divincolava in spalla, salt verso un basso ramo di un
ebano, e con la mano libera, entrambe le gambe e un grugnito,
si lanci con la sua vittima dentro l'albero.
Lass mi far fuori. Provo a implorare, oppure la scimmia
bianca  il messaggero di Dio venuto ad eseguire il Suo
proposito?
- Sei il messaggero di Dio?
Anche lo sapesse la scimmia non lo diceva. Con un vibrante
ruggito aveva interrotto il suo percorso.
Sopra di loro, reggendosi a un alto ramo, stava George il
gorilla, la mano destra pronta a mirare con una grande noce
di cocco nera, se non un masso, la testa della scimmia bianca
che trasportava Cohn.
L'albero prese a scuotersi come se avesse concepito un
forsennato pensiero, ma il gorilla oscillante stringeva stretto
il suo oggetto nero.
La scimmia rilasci la sua presa su di lui e Cohn, liberato,
si sent cadere gi lungo l'ebano fronzuto che oscillava,
colpendo ripetutamente il capo sino a star male. Atterr,
con un tonfo da capogiro, in un mazzo di felci giganti ai piedi
dell'albero.
Nell'accesa luce solare che fiottava dalla volta della foresta,
la scimmia bianca parve dissolversi, e l'ebano cess il
suo terribile scuotimento. La foresta si tacque.
Buz comparve nel sottobosco con indosso un berretto da
generale giapponese e strepitando da un lungo corno di
latta.
Il nervoso gorilla in cima all'albero s'infil due dita per
orecchia mentre Cohn cercava di scuotersi dal sonno; ma com'era
possibile se non aveva dormito?
Uno sconvolgente desiderio s'impossess di lui, fortunatamente
produsse dell'affetto, cosa non facile in cui imbattersi
di questi tempi. E l'affetto crebbe contro la sua volont:
una via diffcile all'amore.
Dopo le lezioni dell'albero-scuola passeggiavano tra le
palme chiazzate che bordeggiavano il mare. Cohn camminava
a suo agio, con a lato Mary Madelyn che procedeva ritta
in piedi o sulle nocche. Quando si riposavano lei gli lisciava
la testa calva. Lui, a sua volta, le lisciava i seni e il ventre.
Parlavano da amici.
E Buz, dimenticando le sue buone maniere, seguiva con
persistenza le loro orme, e nessuno di loro poteva convincerlo
a lasciarli alla loro riservatezza. Era sempre d'attorno, a
origliare, a nascondersi dietro i tronchi degli alberi, o fingendo
di dormire mentre loro erano seduti per terra. Talvolta
procedeva brachialmente sopra di loro, osservando le loro
azioni. Cohn, quando lo avvist, si risovvenne del serpente
che licenziosamente guardava Adamo ed va accoppiati.
Piaceva loro tenersi per mano camminando insieme. Mary
Madelyn, dopo aver consumato un frutto della passiflora
che lui le aveva colto, baci Cohn in piene labbra.
Buz si lament dall'alto di un albero. Sbrindell la corteccia
coi denti, ovviamente geloso a dismisura.
Aveva detto a Cohn d'essere sufficientemente adulto per
l'esperienza sessuale e che voleva copulare con Mary Madelyn.
Non sapeva con quale diritto il proprio pa' interferiva
col suo corteggiamento. Lei era del suo genere, non di quello
di Cohn.
Cohn disse che su quell'isola c'era un unico genere: esseri
vivi senzienti, intelligenti. -  come se fossimo affezionatamente
innamorati, - disse a Buz, - o qualcosa di molto
vicino.
Buz voleva essere innamorato anche lui, e Cohn rispose
che sarebbe giunto il suo tempo. Si rifer a Hattie, e Buz
emise grida di dileggio. Lo scimp si allontan pestando i piedi
ma si riebbe dal rancore verso Cohn in meno di una settimana.
Invece di seguire gli amanti, prese a raccogliere pietre
e conchiglie rare sulla spiaggia. Cohn gli aveva insegnato i
rudimenti della politura delle pietre, e gli aveva anche raccontato
delle attraenti storie di sublimazione. Buz disse che
non gli piacevano, tuttavia era palese che aveva imparato
qualcosa. D'altro canto, aveva lasciato formalmente la caverna,
portandosi via otto fette di noci di cocco alla crema
e un vecchio copricapo di Cohn.
Cohn convenne che era ora che Buz avesse una dimora
per conto suo, sebbene sarebbe stato il benvenuto nella caverna
ogni qual volta gli garbasse di fare un salto l dentro.
Qualora fosse occupato, era certo che Buz avrebbe compreso.
Nel loro girovagare passeggiando, o mentre riposavano
sulla calda erba, o sedevano insieme su un albero, lui e Mary
Madelyn parlavano di Romeo e Giulietta. Cohn le aveva
letto il primo atto tre volte, e a lei piaceva moltissimo la scena
del balcone. Le piaceva dire: - Amore, quagndo a ugna
cosa igntende,  ardimegntoso e prognto.
Lei non aveva mai visto un balcone e s'immagin un baobab
attorto di liane sul quale Giulietta era confinata da due
vigorose e minacciose scimmie guardiane. Allora Romeo,
un giovane e bellissimo scimpanz, appare, scaccia via spaventate
le scimmie repellenti con sfoggio di forza, e libera
Giulietta dal suo albero-prigione. Da allora vissero insieme
nella sua felice acacia in fiore.
Cohn non le disse del triste destino successivo dei due
amanti. Avrebbe lasciato che se lo scoprisse da sola. Mary
Madelyn quale lettrice non aveva la curiosit di Buz, tuttavia
le piaceva farsi leggere e imparava bene a orecchio.
- Sono graziosa quanto Giulietta? - chiese a Cohn.
- Hai le tue grazie.
- Mi amerai mai?
Non poteva dire s n disse no. Cohn disse che l'amore
era complicato ma loro indubbiamente erano legati d'affetto
l'uno per l'altra.
- Cos' l'amore? - chiese Mary Madelyn.
Cohn disse che era una fiamma che accende una fiamma.
- Cos direbbe un romantico -. Era desideroso di educarla.
Mary Madelyn, ascoltando trasognata, volle sapere quali
altri generi d'amore esistevano.
- Una sorta d'amore che ti fa vivere insieme, comunque
romanticamente possa essere iniziato, qualcosa di fiducioso,
che sostiene, aperto alla vita.
- Posso amare ign questo modo?
- Spero di s.
- Se amer cos, tu mi amerai?
Disse che pensava di s.
- Ti amo, - disse a Calvin Cohn.
Le disse che la trovava attraente. Era persino seducente
in quei giorni, amabili occhi marroni, serico pelame nero;
le sue fattezze s'avvicinavano all'umano. Sebbene non si
potesse dire che Mary Madelyn fosse bella nel senso classico
(i fatti erano fatti) tuttavia la bellezza esisteva, proveniente
in qualche grado dalla sua natura generosa e intelligente.
Era pervenuta a qualcosa. Essendosi fatta consapevole delle
sue qualit, il suo spirito, pens Cohn, rendeva ragione dell'accrescersi
dei suoi sentimenti verso di lei.
Intuendo una ricettivit, Mary Madelyn gli si present,
accucciandosi bassa. La pelle del sesso, dopo quattro settimane,
a un tratto le si era fatta rigogliosa, come un fiore
repellente.
Cohn disse che era dispiaciuto ma non poteva proprio
compiacerla: non poteva montarla.
- Perch gno? Hai detto di provare affetto per me.
Lui ammise di aver detto cos ma che poteva abbracciarla
solo faccia a faccia. - Non mi sorprenderebbe che l'amore
sia cominciato cos, parlando in termini evoluzionistici, -
disse, - quando due amanti furono in grado di incontrarsi
faccia a faccia.
Lei disse d'essere perfettamente disposta ad abbracciarlo
faccia a faccia, e in seguito si sarebbero accoppiati come
natura esigeva.
Cohn allora disse che l'atto gli era proibito, di copulare
con un animale.
-  questo quagnto sogno per te?
- Certamente no. Ma ho altre cose di cui tener conto.
Mio padre era un uomo religioso. Il suo insegnamento mi
ha influenzato, per non parlare della sua visione morale, ed
anche del suo temperamento -. Cohn disse che da giovane
aveva rotto con suo padre e se ne era andato per conto suo,
ma gli era ancora legato, sebbene fosse morto da anni e il
mondo stesso di Cohn fosse stato distrutto.
Mary Madelyn, tornando al pratico, disse che il mattino
s'era fatta un bagno. Gli disse che era pura. - Ti ho
cognservato la mia vergignit da quagndo mi hai spiegato la parola
la prima volta che mi hai letto Romeo e Giulietta.
Adesso cap le sue frenetiche fughe dalle scimmie maschio,
e l'ammir per essersi voluta conservare per lui in
quelle sue condizioni, impresa straordinaria per un animale,
anche un primate.
Tuttavia rispose: -  detto nel Levitico, Non lascerai
che il tuo bestiame generi con un diverso genere.
- Io gnogn sogno bestiame.
-  detto inoltre: Se un uomo si giace con una bestia
verr messo a morte; e tu ucciderai la bestia. E nel Deuteronomio
 detto pi o meno lo stesso: Maledetto sia colui
che si giace con ogni sorta di bestia.
- Mi ritiegni ugna bestia, Calvign?
- Nient'affatto, - ammise lui.
Mary Madelyn gli chiese se ragionava con la propria testa;
e l'attimo successivo spicc la fuga, avendo scorto una
banda di maschi in un albero attiguo, tra cui Buz, che avevano
contemplato, e ne stavano discutendo, il suo pallido
fiore tremulo.
Cohn, gridando e mulinando le braccia, li disperse mentre
Mary Madelyn prese alla volta della foresta pluviale dove
trov scampo.
Come posso amarla? riflett nella sua caverna, tranne
che come ho amato il mio cane?
Durante la notte tropicale una smunta Mary Madelyn
comparve nella caverna, e quando Cohn ancora assonnato
accese la lampada lei gli si offr.
Soffi sulla lampada e si volt verso il muro.
Lei dorm nella gabbia di Buz e il mattino pul l'impiantito
con la scopa di rovo e spar.
Non comparve sull'albero-scuola, e neppure i giovani
maschi. Solo Melchiorre e Hattie frequentarono la lezione
quel giorno, accucciati su un ramo dell'eucalipto, tenendosi
per mano.
E George, sul suo cedro conifero, sedeva solo come al
solito, schiacciando noci di palma coi suoi denti simili a
macigni intanto che ascoltava, il pelo corto che gli si rizzava
sullo scuro cranio pendente mentre Cohn parlava dello sviluppo
delle grandi scimmie e dell'origine dell'homo sapiens
durante il corso dell'evoluzione. Diverse volte aveva parlato
della selezione naturale (la massimizzazione dei pi adatti,
cos qualcuno l'aveva definita) un argomento popolare
tra i suoi studenti. Prometteva delle possibilit se ci si rendeva,
o in qualche modo si diventava, selezionabili.
E agli scimpanz piacque apprendere da dove era probabile
che fossero originati. Godettero dei misteri dell'essere
e del divenire, del congetturare e del sapere. Cohn us
qualche fossile che aveva scavato dalla terra per illustrare e
tracciare lo sviluppo anatomico dei mammiferi. Disse che
aveva avuto grandi speranze per il futuro dell'uomo, sino al
Giorno della Devastazione. Cohn una volta aveva teorizzato
come l'evoluzione potrebbe produrre un'esplosione morale
tramite una creatura dotata, l'homo ethicalis; ma l'uomo
cos com'era, v'era giunto prima con un genere diverso
d'esplosione.
Alla lezione il mattino successivo, dopo una notte d'insonne
pensare a Mary Madelyn, non era cos attentamente
preparato come suo solito, tuttavia si diede all'argomento
dello stretto rapporto tra gli scimpanz e la creatura vissuta
un tempo sulla terra come uomo, un rapporto pi
stretto di quanto Darwin si fosse immaginato. Questi discendevano
da un comune antenato, forse il Ramapithecus,
vissuto circa venti milioni d'anni fa, un dotato primate simile
alla scimmia che sarebbe forse stato colpito, cos pareva
a Cohn, da un ingegnoso desiderio di migliorare la sua
sorte in vita, se non proprio di trasformarsi in qualcosa di
meglio di quanto immaginava d'essere.
- Le similarit fisiche dello scimpanz e dell'uomo sono
evidenti nel loro sangue e cervello, - disse Cohn, - oltre che
nella loro apparenza e comportamento. Gli esseri umani,
questo vi interesser, e le grandi scimmie hanno geni quasi
identici; pi del 99 per cento delle sequenze aminoacide
sono identiche negli esseri umani e nelle scimmie africane,
nonostante differenze morfologiche. E le reazioni anticorpo
nell'albumina dei primati africani sono (diciamo) pi simili
a quelle dell'uomo di quanto lo siano (diciamo) a quelle dei
primati asiatici. Tutto ci indica un periodo di circa cinque
milioni d'anni dal momento in cui ci siamo discostati da un
comune antenato e fino all'orologio molecolare: cosa davvero
impressionante, direi.
Cohn cit come sua fonte il dr Walther Bunder, e i due
vecchi scimpanz sull'albero applaudirono vivamente. Il
gorilla, che tuttora schiacciava noci di palma coi denti, ascoltava
rapito, dimentico a tratti di masticare.
Cohn prosegu: - Anche nel loro apparato sensorio, la
natura delle loro emozioni, e le loro espressioni e smorfie,
forse persino in ci che pensano d'essere, gli scimpanz sono
pi simili all'uomo di taluni uomini, o di qualsiasi altro
primate.
- Sebbene possano essere cattivi, brutali e gretti quanto
gli uomini, la loro natura  essenzialmente affettuosa. Si
baciano e si abbracciano in occasioni celebrative, e taluni
(ne ho sentito dire) muoiono di crepacuore.
Qui Hattie si port agli occhi delle foglie di eucalipto e
Melchiorre tir su col naso una volta.
Ma George il gorilla si colp il petto con un tonfo attutito,
nel dubbio d'aver ascoltato buone notizie; e sospir
tra s.
- L'idea che desidero avanzare, - sugger Cohn, -  che
pare del tutto possibile che gli scimpanz, nel loro progresso
evolutivo, se la loro mente inconscia v'insiste, possano
stimolare mutamenti molecolari che presto o tardi, spero
presto, faranno s che si sviluppino in una specie simile all'uomo,
forse migliore di quanto lo fosse l'uomo quando
perse la grazia divina e svan, - Cohn toss per schiarirsi la
voce, - dalla faccia di questa terra.
- E se questi scimp disponibili, a lungo andare, riescono
ad essere pi fortunati dell'uomo, forse un tantino pi riccamente
dotati, pi attentamente controllati, pi facilmente
inclini alla vita morale; in senso pi lato pi umani
di comportamento che non la specie di cui sono l'ultimo
sopravvissuto; allora forse fattualmente disaffezionato Essere
Onnipotente che inizi la creazione di noi tutti potr
concedere loro un destino pi magnanimo di quello che
l'uomo ha ottenuto, voglio dire subito.
Cohn personalmente aveva la sensazione che il Signore,
quando vedesse accadere simili volenterosi mutamenti tra
gli scimp che si fossero selezionati, potesse di nuovo amare
la Sua creazione.
- Dio  l, - disse, - questo  certo, seduto sullo scranno
del giudizio, ma non sempre attento a ci che accade, come
se avesse in mente uno dei Suoi nuovi interessi, in questo
caso un grumo di batteri che quel giorno aveva posto sotto
una calda roccia su Plutone; e come conseguenza soffre di
una distrazione cosmica dovuta alla sua consapevolezza di
ogni cosa in ogni istante dell'esistenza, o della durata, o di
qualunque cosa sia che noi, tra infinite altre qualit, chiamiamo
l'Essere di Dio, quella Sorta-di-Essere-Il-Quale--
Sopra-E-Sotto e Il-Quale--Dentro-E-Fuori. Eppure dar
di certo il benvenuto, quando vi far caso, a una avventurosa
specie di scimp che si sta sviluppando in una specie di
superiore-sorta-d'uomini ?
- Amen, - sussurr Cohn.
Melchiorre e Hattie, alla conclusione di questo ispirato
discorso, applaudirono entusiasticamente, e in fretta discesero
dall'albero-scuola per la loro birra di banane.
George se ne venne via dal suo cedro come un lungo
blocco di stucco, all'apparenza sconsolato di non aver udito
neppure una volta far riferimento a un gorilla, e se ne and
via a balzi.
Cohn allora riconsider un temerario progetto che gli si
era infiltrato tra i pensieri l'altra sera mentre Mary Madelyn
dormiva nella sua caverna. Il mattino lo tracci su di un
pezzo di carta che in seguito distrusse.
Aveva deciso che l'atto straordinario che aveva in mente
poteva valere un tentativo alla cieca. L'assalirono dubbi
(contemplare un atto fantastico di temerariet era come
uno squillo di tromba, le milizie del dubbio destate e caricate)
ma Cohn li eluse abilmente.
Se lui e Mary Madelyn, in reciproco affetto, giacessero
l'uno con l'altra, e comunque lui lo puntasse e v'entrasse,
riuscisse a depositarle nell'utero ospitale uno spruzzo d'avventuroso
sperma: questo, se prendesse, presto o tardi potrebbe
sortire l'effetto che sperava. Assumendosi la fertilizzazione,
e portando a termine il suo feto (le probabilit
contrarie, aveva appreso dal dr Bnder, erano alte), lei, con
buona fortuna, avrebbe dato alla luce un bambino in otto
mesi. Quel che sarebbe successo di l in poi era incerto ma
l'inizio, senza di cui nulla ebbe inizio tranne Dio Stesso,
sarebbe iniziato.
In breve, una valida evoluzione concernente i primati
richiedeva, oltre a qualche fortunato intervallo
macroevoluzionistico, un fondamento di capacit intellettiva; e principiando
con una combinazione di nato da uomo e scimpanz,
le due pi intelligenti creature di Dio potrebbero produrre
questa nuova specie (fondamentalmente d'invenzione
di Cohn) una o due ere in anticipo sull'orologio molecolare.
Vediamo ci che succede adesso.
Cohn cos ragion: Gi i suoi concittadini-scimp s'erano
impadroniti della lingua come discorso e fondamento del
pensiero razionale. Presumendo la presenza, non troppo
lontana da adesso (Guarda quanto in fretta Adamo ed va,
un'unica coppia che non ci si mise di grand'impegno, aveva
popolato la terra), delle necessarie femmine e, quale risultato
dell'esperimento di Cohn, di un ricco vivaio di geni
con cui lavorare: presto o tardi l'uomo-scimmia sviluppandosi
erediterebbe un cervello pi ampio, pi complesso, pi
sottile di quello posseduto ora da entrambi; e chiss quali
altri utili caratteristiche, pure liberamente conferite, potranno
esser conseguite in un tempo-futuro comparativamente
pi breve, evoluzionisticamente parlando, se Dio non
interferiva (anzi, sanzionasse e benedicesse segretamente)
nel processo.
Chiss, Cohn se lo lasci frullare in testa, forse il Signore
aveva riconsiderato il Suo Secondo Lugubre Diluvio e se ne
doleva. Lui Stesso, forse, aveva ispirato l'impulso rivoluzionario
nella mente di Cohn (Suo recipiente) ad accoppiarsi
con una scimmia femmina e nonostante quell'atto Egli
ometterebbe di maledirlo, e quindi di uccidere la bestia
innocente, essendo invalida una siffatta punizione primeva
in questi tempi ineluttabilmente post-Tor?
E Cohn non sosterrebbe un ruolo simile, in questo disegno,
a quello delle figlie di Lot, che si giacquero col loro padre
ebbro di vino dopo che Sodoma era stata eliminata in
fiamme dalla mappa terrestre, per preservare il futuro del
genere umano e dei suoi successori, non escluso il Messia?
Se due figlie, in una buia caverna in notti diverse, si
giacquero incestuosamente col loro padre inebetito dal vino
e gemente d'amore, perch Cohn, uomo onesto e dalle idee
chiare, non dovrebbe giacersi con affetto biofilo e gli occhi
chiusi sul caldo dorso impellicciato di una adorabile scimpanz femmina che parlava bene l'inglese ed era misteriosamente
commossa da Romeo e Giulietta?
Prese in considerazione di ribattezzare l'isola Il lotto
di Cohn
Ma questi erano i suoi dubbi: si era ricordato della fiaba
del gatto trasformato in principessa, che, quale graziosa
principessa, con sbalordimento del principe suo marito,
balz su uno stordito topo grigio che s'era avventurato in
salotto. Il giorno dopo il gatto era ritornato alla sua vita di
gatto.
Ci che  innestato nelle ossa ci vive. Similmente, con o
senza linguaggio, Mary Madelyn aveva eserciti di antichi
geni riposti nella sua carne che potrebbero sopraffare i genotipi
civilizzati di Cohn che cercavano di trovar vita nel
suo caldo grembo di scimmia. Se questi perivano nella lotta
per la sopravvivenza in un feto semiestraneo, Cohn come
poteva dare un apporto di valore durevole al bambino?
O supponiamo che il bambino nasca un mostro e che per
qualche inevitabile motivo genetico si sviluppi come un
King Kong, a meno che il vecchio mostro compaia sulla scena
come Regina?
Scherzare con l'evoluzione (poich non era questo ci di
cui in definitiva si trattava?), nonostante le buone intenzioni,
era un atto folle per uno scienziato finora responsabile.
Il futuro, poi, era al di l d'invisibile accesso, e lui non
avrebbe mai saputo ci che aveva smosso.
D'altro canto, con cos tanti dubbi e incertezze che gli
saltavano agli occhi su quest'isola guasta, eppure con fantastiche
possibilit all'orizzonte, o in ebollizione nei mari
circostanti, forse prossime a spingersi verso di lui da un
altro pianeta, tante che nessuno poteva nemmeno cominciare
a presagirlo, quindi che altro fare quando non v'erano
sottomano altre prospettive pratiche che di rischiare? Ne
potrebbe sortire del buono. Ci che funzionava, funzionava;
ci che non aveva funzionato, lo potrebbe.
Quindi armeggiare con l'evoluzione?
Perch no (in quest'epoca) se si teneva in considerazione
il vivente trauma escatologico di cui il Signore aveva cosparso
il mondo?
Ci risolse la faccenda per Cohn.
Ultimato il lavoro del giorno, spieg la porzione di rigida
vela della Rebekah Q che aveva usato da tovaglia per il
s'der. Guidando un paio di forbici da lattoniere lungo una
riga che aveva tracciato a carbonella per delineare un semplice
modello d'abito che aveva trovato nella sua enciclopedia
universale popolare in un solo volume, Cohn ricav dal
tessuto velico il davanti e il dietro di una semplice camicia
bianca.
Con dello spago incerato fatto passare attraverso una
cruna ch'era riuscito a perforare in un chiodo, cuc insieme
le due met dell'indumento; e Cohn consider l'aggiunta
di un paio di mutandoni, ma vi rinunci quando gli fu fatto
di pensare che sarebbe stato solo d'intralcio. Quando Mary
Madelyn, intontita dai tentativi di non farsi raggiungere
dai maschi all'inseguimento per l'intero giorno, fece ritorno
alla caverna, Cohn le offr il bianco indumento come dono
d'amicizia.
Lei chiese che cosa avrebbe potuto farne, e Cohn disse
che gli piacerebbe se l'indossasse, e vi darebbe una mano
se abbisognasse d'aiuto. A quanto pare non fu necessario.
Fece i movimenti dell'abbigliarsi e il vestirsi parve piacerle,
sebbene asserisse di non aver mai prima indossato in vita
sua alcun indumento tranne un cappellino di fiori che una
volta s'era fatto per s.
Cohn, facendosi indietro per ammirare la sua elegante
apparenza nell'abito bianco, disse che sembrava la sposa di
qualcuno.
- Assomiglio a Giulietta?
- Quasi, sebbene io non sia Romeo.
- Ti amo, e tu?
- Certamente, - disse Cohn. - S, certo.
Forse le si inumidirono gli occhi, forse no, ma parve a
Cohn che avrebbe un pochino pianto se gli scimp lo potessero.
Un giorno forse, un altro passo nella loro umanizzazione.
Abbassando la luce della lampada, le propose che lui e
lei si accoppiassero, e Mary Madelyn assent pudicamente.
Le sollev la gonna bianca da dietro, e ad occhi chiusi,
dicendosi di restare calmo col pensiero, Cohn affond il
suo fallo nel caldo fiore di lei. Vi fu un immediato contatto
elettrico e Cohn si separ dal suo seme mentre lei se ne
impossessava. Si sent felicemente scarico di sperma. Mary
Madelyn fu subito calma. Attese un attimo che accadesse
altro, ma quando non vi fu altro, mastic un fico e s'addorment
nel suo letto.
Lui tir gi dall'ultima mensola del ripostiglio l'urna
d'argilla contenente le ceneri di sua moglie, e con la sua pala
la seppell sotto una palma. Buz, nell'oscurit della notte, la
riscav con le sue mani e scagli l'urna nel mare appena
illuminato dalla luna.
Esa comparve, orribile, un mattino mentre Cohn faceva
colazione nella caverna. S'alz, cercando sconvolto
un'arma con cui difendersi la vita, poi si rese conto che
il primate, depresso, non stava bene. Aveva perso circa dieci
chili, il pelame infeltrito era tutto sconciato e gonfia la
mascella sinistra. Gli occhi con uno strabismo di dieci gradi
e offuscati.
Esa disse di soffrire di un mal di denti da fargli scoppiare
il cervello; il dolore gli lacerava la testa. Implor Cohn di
aiutarlo altrimenti sarebbe impazzito.
Cohn, dopo essersi infilato gli occhiali, somministr un'erba
che fece addormentare lo scimp, e assistito da Mary
Madelyn, estrasse l'offensivo molare con un robusto paio di
pinze.
Esa, quando si svegli, fu preso dalla gioia che il dolore
fosse cessato ed espresse eterna gratitudine a Cohn. Promise
di riformarsi e si offr spontaneamente di cooperare allo
sforzo comune. E a comprovare la sua risoluzione, chiese gli
venisse dato un compito proficuo da eseguire.
Cohn lo nomin custode del frutteto. Era suo compito di
riferire su quegli alberi che fossero in fiore e prossimi a
fruttificare; nonch di cercare gli alberi da frutto che non
erano stati catalogati.
Dopo l'episodio con Esa, Cohn annot sette comandamenti
che da un po' si portava in testa, e cerc di pensare al
modo di presentarli all'assemblea dei primati. Non stava
tentando di riscrivere il Pentateuco, disse a se stesso (e a
Dio); semplicemente riaffermava, o ampliava, alcuni principi
su cui era andato riflettendo.
Non v'era alcuna montagna vicina dalle cui altezze discendere
recando in braccio due tavole, cos Cohn cosse
ogni lettera in argilla bianca, le riun in frasi e le colloc
ognuna con spago, pioli, chiodi e colla Elmer sulla parete
orientale della scarpata vicino alla cascata, dove tutti coloro
che vi passavano alla volta della risaia o del grande scavo le
avrebbero viste.
Le Ammonizioni di Cohn (aveva deciso di lasciar cadere
il termine Comandamento) cos dicevano:
1. Siamo sopravvissuti alla fine del mondo; quindi la vita
ci  cara. Tu non ucciderai.
2. Da notare: Dio non  amore, Dio  Dio. Ricordalo.
3. Ama il tuo prossimo. Se non ti riesce di amare, servi:
gli altri, la comunit. Ricorda l'impegno spontaneo.
4. Le vite in quanto vite sono eguali per valore ma non
per idee. Frequenta l'Albero-scuola.
5. Benedetti coloro che dividono il frutto equamente.
6. L'altruismo  possibile, se non probabile. Provaci di
continuo. Vedi il 3 sopra.
7. L'aspirazione pu migliorare la selezione naturale.
Forse un giorno gli scimpanz saranno esseri viventi
migliori di quanto lo furono gli uomini. Non c' fretta
ma tienilo a mente.
Il giorno in cui le Ammonizioni furono fissate sulla parete
della scarpata, Cohn le lesse ad alta voce ai primati riuniti
e diresse gli applausi per ciascuna. La reazione alla settima
fu moderata ma egli non insistette per un altro evviva.
La colonia dell'isola prosperava. Tutti gli scimp lavoravano,
nei campi, sugli alberi e nelle caverne, a raccogliere e
a mettere in serbo cibo, sementi, ad accudire ai giardini e a
distribuire fiori a coloro che ne volevano adornare i loro
nidi notturni.
Furono estese le risaie, coi gemelli che badavano alla pi
parte della preparazione e del raccolto. Melchiorre dirigeva
e Hattie dava una mano. Il riso non andava a tutti i membri
della comunit (Buz lo definiva una roba senza gusto, quantunque
Melchiorre dicesse che faceva bene passarselo sulle
gengive doloranti) ma Cohn ne conservava centinaia di sacchi
in vicine caverne in caso di carestia. Non che temesse
le carestie (non ne aveva mai sognato nei suoi sogni), era
semplicemente previdente.
L'albero-scuola era ben frequentato ogni giorno. Esa, il
suo volto inasprito reso ora pi dolce, sedeva su un ramo
accanto a Mary Madelyn, ma non la disturbava. Buz sedeva
su una fronda pi alta, il pi possibile lontano da lei. Per suo
conto, trascorse giorni a risolvere difficili problemi aritmetici.
Aveva chiesto a Cohn di insegnargli l'algebra cos da
continuare a sublimarsi.
Ognuno godeva del piacevole clima, mattini freschi, caldi
pomeriggi, notti fredde; e gli scimp, tutti tranne i gemelli,
tendevano a camminare ritti. George non cambi; era
sempre il vecchio George deambulante sulle nocche, piuttosto
che flirtare con mali di schiena derivanti dal tenere
eretto il suo corpo di 230 chili. Buz, dopo essersi imbattuto
nel termine sul dizionario, lo chiam paria; ma il gorilla,
sebbene avrebbe potuto appoltigliarsi tra le mani il cranio
del piccolo scimp, non gli dava retta. Conservava la sua
dignit.
Nelle festivit importanti Cohn suonava sulla macchina i
dischi di suo padre, e i primati danzavano la quadriglia sull'erba
verde. Quell'anno, di festivit ne ricorsero spesso,
ogni qual volta qualcuno riteneva ve ne dovesse essere una.
Chiamarono se stessi uomini. Esterhazy vociava: - Su,
uomini, diamoci da fare -. Cohn ebbe l'impressione che l'evoluzione
vi desse una sbirciatina. Incoraggi la cura della
salute perch ci si sentiva bene e a scopi di selezione naturale.
Fu votato maestro-a-vita e scimpanz onorario.
Mary Madelyn aveva imparato a pronunciare un po'
meglio la enne ed era incinta di due mesi.
Che stava facendo Dio nel suo grembo?
 
La voce del profeta.

Otto babbuini sedevano in cerchio come dei cani neri sopra
un grande masso piatto di arenaria. Un maschio sanguinava
dall'occhio sinistro. L'altro aveva perso parte del suo
grugno e quasi tutta l'estremit della zampa destra. Se si
muoveva una foglia urlavano allarmati, i loro musi mostrando
lunghe bocche piene di denti aguzzi.
Ciascuna delle tre femmine aveva generato un cucciolo
malnutrito. Quando i maschi facevano sbadigli di minaccia
o ringhiavano tra loro, le femmine si levavano e camminavano
su e gi nervose e con grazia lungo il masso, i figli in
groppa, finch i maschi non si fossero calmati.
A terra mangiavano tuberi e frutti e strappavano erbe
secche. Lappavano l'acqua nel bacino, levando spesso il capo
a fissare gli scimp che badavano al riso. Quando un babbuino
maschio abbaiava allarmato la piccola truppa tornava
galoppando al macigno, le femmine salendo con grazia su
per le cengie, i figlioli afferrati alle groppe.
Saul di Tarso aveva scorto i babbuini dalla risaia, e di
parola in lenta parola, inform chiunque volesse ascoltare
di aver visto in giro delle strane scimmie nere. Melchiorre
disse che gli sembravano dei babbuini che fossero vissuti in
una buca o in una lurida caverna. Disse che avevano tutti
bisogno di un bagno. Personalmente non aveva affatto bisogno
di nessuno di loro, e Hattie fu d'accordo.
Al crepuscolo i babbuini avevano paura del buio. Saltavan
gi dal masso e di corsa sull'erba raggiungevano un
vecchio corbezzolo dove si erano costruiti i loro nidi
notturni. Al giunger della notte erano addormentati. Al risveglio,
sembravano temersi l'un l'altro finch un giorno, dopo
una stagione asciutta, la pioggia inzuppante lav via il nero
dei loro mantelli spelacchiati, mutandoli in un giallo verdastro.
Dopo la pioggia si sedettero placidi sul masso, o
galopparono nell'erba, dandosi colpetti alla schiena, tirandosi
la coda, lottando. La macchia nera, tintura, fango, o
ceneri, lavata via dalla pioggia sui loro mantelli, aveva
chiazzato il bacino accanto alla risaia, e Melchiorre si lament
aspramente con Cohn, il quale apprese cos della
presenza dei babbuini. Per giorni ponder l'intenzione di
Dio.
Mary Madelyn, dopo un periodo di dubbio, allorch
sanguin e parve che potesse perdere l per l il suo feto, essendo
divenuta sicuramente incinta, un giorno era scomparsa
dalla sua favorita acacia bianca. Cohn s'era messo a
cercarla tra gli alberi da frutto nei boschi, nella foresta pluviale
e nelle caverne della scarpata, ma, dopo molti giorni,
non gli riusc di localizzarla.
Chiese a Hattie di aiutarlo a trovarla e se necessario di
restare con lei durante il parto, ma Hattie disse che nessuna
scimpanz femmina sana di mente avrebbe avuto bisogno di
una levatrice.
Il giorno seguente Mary Madelyn comparve nella caverna
di Cohn, trascinandosi un cordone ombelicale insanguinato
e reggendo un neonato che gli present timidamente.
Scorgendo un bimbo bianco lanuginoso dagli occhi umani,
Cohn lasci di corsa la caverna perch pens di avere
oltraggiato Dio; poi corse indietro perch sent che non era
cos.
Questo era un mondo diverso da quello in cui lui era
nato. In un mondo diverso accadevano cose diverse: combinazioni
insolite. Se qualcosa non era kosher il Signore
dovrebbe dirlo. Non aveva problemi con le parole.
Il Signore non disse nulla.
Con un paio di piccole forbici sterilizzate Cohn recise il
cordone ombelicale di Mary Madelyn, lo lav e lo annod,
poi esamin il neonato. Era una femminuccia soda, ben
formata, dagli occhi curiosi e dall'aspetto, invero, di un infante
umanoide, o di un beb di scimpanz-uomo. Non era
grande quanto un cucciolo di scimp, secondo le misurazioni
citate dal dr Bunder nel suo libro, ma era sana, vispa, e
ovviamente intelligente. Cohn cont ad alta voce sino a dieci,
e lei reag muovendo le proprie labbra. Era certo che a
scuola avrebbe fatto molto bene.
- Ti piace?
- Un miracolo, - disse Cohn. - Perch non dovrebbe
piacermi?
- Mi chiedevo se tu non volessi un maschietto.
Lui le disse che la comunit aveva bisogno di tutte le
femmine ottenibili.
Mary Madelyn disse che non era cos facile: le femmine
scimpanz figliavano solo ogni quattro o cinque anni.
Cohn disse che in un modo o nell'altro avrebbero risolto
il problema. La nascita della bambina lo fece sentire pi
ottimista di quanto lo fosse stato dall'arrivo sull'isola.
La piccina, mentre poppava alla mammella di sua madre,
lo guardava con occhi svegli, occhi umani. Cohn stava pensando
al suo ruolo nell'allevamento della bimba. Con una
madre scimpanz tecnicamente  una scimpanz, ma le ricorder
di continuo la sua origine e qualit umane. Molto
dipende da dove siano andati certi geni. Se i geni giusti si
sono sistemati nel modo pi vantaggioso, presto parler.
Tra uno o due mesi lui comincer a leggerle qualcosa.
- La chiamiamo Giulietta?
Cohn sugger forse Islanda, ma quando Mary Madelyn la
pronunci Islagnda, disse che Rebekah sarebbe stato preferibile.
A Mary Madelyn piaceva Favo-di-miele, un nome con
cui Cohn la chiamava di tanto in tanto, ma si decisero, su
suggerimento di lui, per Rebekah Islanda quale suo primo e
secondo nome legale.
Eppure quando parlavano di lei, Mary Madelyn la chiamava
Islagnda e Cohn diceva Rebekah. Lui poi chiese a Mary
Madelyn se le dispiacesse essere chiamata con un altro nome,
forse Rachele, ma lei prefer tenersi il proprio nome.
Quella sera Cohn, compiendo un deciso sforzo, fin d'inchiodare
insieme il muro di sciaveri che aveva iniziato a
montare quando i primi nuovi scimp erano comparsi sull'isola.
Mont il muro su dei rulli da lui costruiti: lenti, scricchiolanti,
ma funzionali. Per bloccare l'ingresso, doveva
spingere con la spalla per far scivolare il muro stridente
lungo l'imboccatura della caverna. Aveva scavato una stretta
trincea per adattarvi la barriera, facendo s che fosse meno
probabile il suo crollo se mai venisse investita dall'esterno.
Uno o due scimp che l'avessero affrontata avrebbero dovuto
desistere e allontanarsi. Non era il baluardo pi pratico
che avesse visto, ma Cohn sent che sarebbe servito al suo
scopo.
Mary Madelyn volle sapere perch dovessero avere un
muro: impedir il richiamo dell'aria di cui la bimba abbisognava;
e Cohn rispose che prendeva solo delle precauzioni.
La civilizzazione era a mala pena ricominciata.
Quando gli scimp giunsero in gruppo per vedere la neonata,
Cohn permise a tutti di entrare, e serv loro una miscela
di succo di mango e mandarino, che piacque molto a
tutti; nessuno parve notare il muro che aveva costruito.
Hattie prese in braccio la piccina e Mary Madelyn permise
solo a lei di farlo. A Melchiorre era permesso di accarezzare
Rebekah sulla testa; ed Esa, a mostrare il suo amore
per i bambini, le tast il sedere e poi copr la bimba con la
sua copertina, conscio del nervosismo di Mary Madelyn.
- Fidati di me, - l'assicur il Primate Alfa. - Sono la sua
buona fata.
Buz, d'altro canto, mostr solo un interesse negativo per
la piccina, insistendo a trascinare fuori dalla caverna la sua
gabbia perch non voleva che venisse usata come culla.
- Per cosa la userai? - chiese Cohn.
Buz disse: - Per magazzino.
- Perch non dici almeno salve alla tua sorellina?
Buz rispose di non aver mai avuto un parente tranne che
la madre che lo aveva dato alla luce, e suo padre adottivo,
che l'aveva allevato ed educato nella sua casa di Jersey City,
il dr Walther Bunder, dottore in filosofia, dottore in medicina,
la persona pi gentile, pi saggia, pi adorabile che
avesse mai conosciuto in tutta la sua vita.
Cohn si sent di controvoglia lasciato fuori, omesso, profondamente
deluso.
- Non pensare che io abbia perso il mio affetto o la mia
ammirazione per te, Buz, non  cos.
Buz disse che di tanto in tanto sarebbe ritornato per un
pezzo di candito, ma pareva tuttora adirato, e Cohn sent
che doveva dedicargli pi attenzione in un modo o nell'altro.
Quando gli scimp in visita ebbero lasciato la caverna,
Mary Madelyn disse di sperare che la loro propria famigliola
sarebbe rimasta unita, e Cohn disse che davvero sarebbe
stato cos per il tempo della crescita di Rebekah.
- Un giorno forse potrebbe essere la madre di una nuova
razza di uomini, - disse lui, - se allora verranno chiamati
cos e non con qualche altro nome.
Mary Madelyn si chiese se avrebbero dovuto sposarsi. -
Adoro la scegna che mi hai letto la scorsa settimagna quagndo
padre Lorenzo ugnisce ign matrimognio Romeo e Giulietta.
Cohn disse che per amor di suo padre preferirebbe una
sorta di matrimonio ebraico.
I babbuini maschi sul masso si ripulivano gli uni gli altri,
e le tre femmine facevano lo stesso tra di loro e coi loro
figlioletti. Cohn alla bimba aveva dato nome Sara e ai ragazzi
Pat e Aloisio, da due compagni di scuola irlandesi di tanti
anni fa. Talvolta i ragazzi ripulivano i maschi adulti.
Un pomeriggio presto Sara scese gi dal masso con in
bocca una banana rossa non ancora sbucciata, e s'arrampic
su per un vivo querciolo coperto di licheni all'estremo limite
del tratto d'erba alta, dove si sedette a mangiare il suo
frutto.
Saul di Tarso, lavorando all'estremo limite della risaia,
la osserv dall'altro lato del bacino d'acqua bassa che fuorusciva
dalla risaia, tra il grano in crescita e l'erba, e dopo
qualche minuto attravers il bacino, soffermandosi a tratti
come se stesse semplicemente immergendovi i piedi, dirigendosi
tuttavia furtivamente verso il querciolo dove Sara
era seduta. Sal lentamente su per il querciolo, soffermandosi
ogni qual volta lei lo scrutava da sopra; finch non
riprendeva a smozzicare la sua banana. Saul di Tarso si sent
accendere d'amore e si sent affamato, tuttavia per nulla
certo di quale desiderio pi l'afferrasse.
La ragazzina scrutava nervosamente lo scimp che saliva e
dapprima non si mosse perch lui non era in movimento,
ma quando parve che d'un tratto le fosse troppo vicino, lasci
cadere i resti della banana e diede in piccole grida acute,
mostrando i denti in un ghigno spaventato.
Sara sal addentro la cupola dell'albero, con Saul di Tarso
che la seguiva furtivo, facendo finta che cos non fosse.
Ma ora lei strill concitata finch i due maschi adulti di l
dal campo balzaron gi dal masso e si portarono alla carica
attraverso l'erba fitta sino alla volta degli alberi.
Udendo il loro rauco abbaio d'allarme, Saul di Tarso
scivol gi velocemente dal querciolo e galoppando sulle
nocche ritorn alla risaia, incalzato dai babbuini abbaianti.
Il giovane scimp guadando il bacino raggiunse l'altro lato,
dove cerc la compagnia protettiva di Melchiorre, di Hattie
e del suo meno avventuroso fratello.
Melchiorre pretese in tono irascibile di sapere dov'era
stato.
Saul di Tarso giur d'essere stato attaccato da creature
malvage. La vecchia scimmia lanci grida d'imprecazione
alla volta dei due babbuini sul bordo dell'acqua. - Stupide
scimmie dalla faccia di cane, tornate l da dove siete venute.
I babbuini maschi abbaiarono rauchi agli scimp, poi ritornarono
di corsa al grande masso, dove la piccola Sara
sedeva tra le femmine adulte a ripulire sua madre. La madre
l'aveva picchiata duramente quando torn dal querciolo, e
la bimba aveva guaito, ma in seguito mastic calma un tubero.
Cohn aveva visitato il masso dei babbuini, e sebbene le
sue speranze di comunicare con questi animali fossero deboli,
aveva chiesto loro da dove provenivano e di come fossero
sopravvissuti al Diluvio. I babbuini non parvero turbati
dalla sua presenza, sia che lo capissero o no, e proseguirono
a mangiare e a ignorarlo mentre lui si dilungava in domande.
Cohn s'allontan, pensando di aver concluso poco, ed
era quasi certo che Buz, non importava chi avesse fede, non
sarebbe stato in grado di insegnar loro alcunch di rassomigliante
a una lingua parlata.
Fu in questa occasione che chiam i maschi adulti Max,
quello con l'occhio sanguinante, e Arturo, quello col grugno
lacerato; e le femmine identiche le chiam le tre Anastasie.
In seguito Cohn parl severamente a Luca. - Hattie mi
dice che stavi attuando un attacco furtivo su Sara, la piccola
babbuina.
Luca disse che Hattie non sapeva distinguere la propria
bocca dalla buca di un fiume. - Quello non ero io, era Saul
di Tarso.
- Eri tu che ti avvicinavi di soppiatto alla piccola babbuina?
- chiese Cohn a Saul di Tarso, e lo scimp rispose affannato
di ritenere ch'era stato suo fratello ad incalzarla di
soppiatto.
- Chiunque sia stato, - avvert Cohn, - non voglio che
nessuno si provi a terrorizzarla di nuovo.
Saul di Tarso disse che non voleva altro che giocare al
solletico con lei.
- Giocare con lei  una cosa, farle spavento quasi da
morirne  un'altra cosa ancora. Se vuoi giocare, gioca gradevolmente,
n offese n minacce di offese a una ragazzina
innocente.
- Non certo io, - disse Saul di Tarso.
- E quanto a te? - Cohn chiese a Luca.
- Io neppure.
Cohn sorrise tra la sua barba brizzolata. - Perch qualcuno
vorrebbe far del male a una piccola babbuina? - chiese.
- Questa  un'isola pacifica. E poi ci muoviamo verso la
prossima civilizzazione.
- Esa ci ha detto che i babbuini non appartengono alla
nostra trib, - disse Luca. - Ha detto che non sono altro che
dei dannati stranieri.  quanto ha detto a noi due.
- Lascia stare Esa. Gli stranieri sono gente che Dio
s'aspetta che noi si riceva col benvenuto e con essa si conviva.
- A quale scopo?
- Cos da cessare d'essere stranieri.
- Allora perch Egli crea degli stranieri, in primo luogo?
- Per vedere che cosa ne possiamo fare. Ci che di buono
fai ti migliora. Questa  la sorta di condizione che il
Signore ci ha imposto. Devi pensare che Egli  ben intenzionato.
Rimase in ascolto di un vago turbine da nord e ud solo
un cielo azzurro sgombro sopra un'isola soleggiata, con alberi
a dovizia e moltitudini di fioriture, circondata da un
caldo mare fragrante.
Cohn parl anche ad Esa.
- Ti parlo perch sei uno scimp con potenziale pi che
comune, per non dire di insolite risorse fisiche e altri utili
doti e attributi. Non per nulla sei il primate di rango su
quest'isola, e dalla tua recente emendazione, uno dei migliori
lavoratori nella vigna.
- Di che vigna si tratta?
- Uso la parola metaforicamente: quest'isola feconda
come vigna.
- Sono il migliore, - ammise Esa. - Migliore di Buz o
di chiunque altro.
Cohn fece finta di non aver udito chiunque altro. Gli
disse di essere in pensiero per Saul di Tarso. - Forse stava
davvero per fare del male a Sara, la piccola babbuina che
siede con gli altri su quella grossa roccia dall'altra parte
della risaia. Qualcuno dice che gli hai raccontato che i babbuini
non appartengono all'isola perch sono degli stranieri.
Esa disse che non gli erano mai piaciuti. - Sono delle
scimmie e dovrebbero assomigliare a delle scimmie. Invece,
sembrano delle scimmie dalla testa di cane, e ci non mi va.
Cohn allora recit la prima Ammonizione, la parte riguardante
il gran conto in cui tenere la vita.
Esa, dopo un attimo di riflessione, disse che avrebbe
cercato di tollerare i babbuini sebbene per natura non li
avesse in simpatia. Poi chiese a Cohn se aspettavano un carico
via mare di scimpanz femmine nell'immediato futuro.
Cohn rispose che era possibile che una o due femmine
libere (Dio volendo) potessero un giorno trovarsi a vagare
nelle vicinanze, ma era impossibile predire quando.
Esa disse che il masturbarsi gli dava l'emicrania e che
preferirebbe qualcosa di pi pratico.
- La sublimazione  quanto consiglio, considerando le
circostanze, - disse Cohn. - Che  usare la propria energia
sessuale creativamente, nel pensiero, nell'arte o in qualche
occupazione soddisfacente.
Esa, dopo aver ascoltato con un'espressione sbalordita,
chiese notizie di Mary Madelyn. - Come sta col suo bambino?
- Sta bene, - disse Cohn, non garbandogli di parlare con
lui di Mary Madelyn e del bambino.
- Sei un cazzo fortunato, - disse Esa, guardandolo con
invidia. - Scommetto che te la prendi ogni notte.
Cohn gli disse di fare attenzione col suo linguaggio.
Esa si lev eretto e con le sue potenti braccia sollev
Cohn da terra in un caloroso abbraccio, e poco manc che
gli rompesse quattro costole.
Nessuno dei due rise, sebbene entrambi se la ridessero.
Un giorno che il sole brillava dorato, e una brezza estiva
sospingeva una flotta di lunghe nubi bianche attraverso il
ceruleo oceano del cielo, Sara salt gi dal grosso masso
dove i babbuini adulti erano rimasti a prendere il sole assonnati,
e Pat e Aloisio stavano spulciandosi seriamente, e
danz nell'erba calda di sole. Ficc il naso in un tratto di
terra nuda spostando delle piccole pietre in cerca di insetti
ma non ne trov.
Sara si mosse elegantemente attraverso l'erba, sostando
per una sorsata d'acqua polverosa in una piccola buca, poi
s'arrampic su per uno snello e fragrante sandalo giallo
e s'addorment sulla forcella di due alti rami.
Saul di Tarso, localizzandola lass, la indic a Esa, Buz,
Esterhazy, Bromberg e Luca che erano in giro in cerca di
scimpanz femmine, sebbene fosse inteso che non ve ne
fossero.
Esa prese subito il controllo. Appost Bromberg, Esterhazy
e Luca ai piedi di tre alberi attigui e ordin a Buz di
andarsene a casa.
- Vattene tu a casa, - gli disse Buz.
- Questa caccia non  per uno scimp di tipo intellettuale.
Il tuo cervello ci sar d'impaccio.
- A che caccia ti stai riferendo?
-  meglio che tu te ne vada a casa prima di cadere a testa
in gi.
Buz corse via a dire a Cohn cosa stava succedendo, ma
Cohn non era nella caverna; lui e Mary Madelyn, con in
grembo Rebekah che stava allattando, erano seduti sulla
spiaggia, a guardare le onde.
(- Pensa se arrivasse una barca, - disse Calvin Cohn.
- Io e Islagnda potremmo vegnire cogn te? - chiese lei.
- Venire dove? Non arriver mai nessuna barca).
Seccato perch non c'era nessuno a sentire le sue nuove,
Buz lanci il nocciolo di un mango nell'interno della caverna
e venne via di corsa allorch il rumore di vetro infranto
rison dal di dentro.
Esa, il pelo che gli si infittiva nell'arrampicarsi su per il
sandalo dove Sara giaceva addormentata sul ventre, mentre
gli scimp a terra osservavano ansiosi, con un rapido salto in
avanti afferr la giovane babbuina. Sara si dest mentre lui
la toccava, mandando acute grida come se le avessero appiccato
fuoco, ma Esa la teneva per le gambe posteriori.
Resse la piccola babbuina urlante che si divincolava con
furia e le sbatte la testa contro l'albero finch il tronco fu
tutto insanguinato.
Quando Max e Arturo, dopo aver galoppato attraverso
la savana alla volta delle acute grida di Sara, s'imbatterono
negli scimp nella boscaglia, Esa stava discendendo dall'albero
con il corpo di Sara che gli penzolava per la coda dalla
bocca.
I babbuini, strepitando col loro abbaiare, balzarono sulle
scimmie in attesa ai piedi del sandalo, ma gli scimp gridando
e urlando li scacciarono. Luca scagliava pietre di nascosto,
mentre Bromberg menava randellate con un pesante
bastone che aveva raccolto. I babbuini scapparono nella
boscaglia.
Esa si sedette su un albero secco per terra, facendo a
brani Sara, gli altri scimp seduti in silenzioso semicerchio,
ciascuno con la propria mano formalmente stesa, ciascuno
con la mano che rimaneva vuota.
Dopo un pasto silenzioso, gustando ogni boccone, grugnendo
al delizioso sapore della carne fresca, Esa finalmente
distribu un legamento di gamba a Saul di Tarso, una
strisciolina di budelle a Esterhazy, la trachea sanguinolenta
a Luca che vi soffi dentro inutilmente; e a Bromberg fu
permesso di succhiare i bulbi oculari di Sara prima che Esa
prendesse a cavarne fuori il cervello.
Uno dopo l'altro gett via i frammenti d'ossa del piccolo
cranio finch non ebbe messo allo scoperto il polposo cervello
venato di sangue rosa. Lo stacc via con le dita, vi
affond i denti, gustandolo, masticando lento, aggiungendovi
una boccata di foglie che Luca gli aveva portato per far
s che il sapore di cervello durasse pi a lungo. Luca voleva
inoltre impedire che quella delicatezza venisse divorata
troppo in fretta.
Al termine del pasto pi gustoso di cui si ricordasse da
quand'era ragazzo sulle alture, Esa porse i resti dello scheletro
della piccola Sara a Bromberg: - Un tipo simpatico
Gli altri scimpanz protesero le loro palme, ma Bromberg,
mentre studiava le possibilit di quel banchetto, scost via
tutte le mani.
Sedevano immobili, ciascuno concentrato su Bromberg
che rosicchiava la carne ancora rimasta attorno alle ossa. Distribu
qualche osso spolpato, il braccio destro a Luca che,
secondo si lament Esterhazy, non era stato d'alcun aiuto
pratico durante la caccia. Questi ebbe entrambe le rotule di
Sara. Gli scimp annusarono gli ossi, diedero loro una o due
leccate e li gettarono via.
Esa, sdraiato nell'erba, rutt sonoramente. - Io sono
l'Alfa di tutti loro, - mormor nell'addormentarsi.
I suoi compagni restarono li seduti per terra a studiare lo
scheletro ripulito di Sara.
Cohn, dopo aver ispezionato il sacco contenente i resti di
Sara che Buz aveva raccolto consegnandoglieli, fu inorridito,
sgomento, amareggiato, rattristato.
Ton contro gli scimp che avevano preso parte alla caccia
di un babbuino, chiamandoli assassini depravati. Minacci
dolorose punizioni per la loro impresa malvagia. Assicur
che li avrebbe scorticati, sradicati, esiliati per la loro
brutalit, irriverenza per le Ammonizioni; per la loro insensibilit
al bene della comunit dell'isola, al mondo modificato
e alle mutate condizioni del sopravvivere terreno.
Mentre Cohn inveiva contro di loro in rauchi toni terrificanti,
Buz si copr entrambe le orecchie con le mani, e
Mary Madelyn per il momento tenne la piccola nascosta
nella boscaglia.
Allorch si fu calmato e riflett, sebbene addolorato,
tormentato, tuttora adirato, Cohn sent che doveva trattare
in modo pi sottile con le scimmie coinvolte nell'assassinio
di Sara. Ira e imprecazioni gli avrebbero ottenuto ira e imprecazioni.
Queste scimmie, dopo tutto, non erano gli ingenui scimpanz
del passato, di cui molti progenitori si erano esibiti in
qualit di attori comici in spettacoli di variet, alla televisione,
negli zoo. Le creature dell'isola erano personaggi privilegiati
che parlavano, e pensavano, in un complesso linguaggio
umano, scimp che avevano migliorato se stessi e, si
era sperato, le loro vite e la loro sorte.
Sull'albero-scuola avevano sentito, e quotidianamente
discusso, le lezioni di Cohn sulla storia, la scienza e la letteratura;
e le sue storie, massime, recitazioni, sermoni, esortazioni
di cui alcune furono da loro applaudite spontaneamente.
E davanti a loro avevano avuto l'esempio del loro
insegnante quale essere morale, uomo di famiglia, autore
delle Sette Ammonizioni. La loro istruzione, quindi, quando
avrebbe fatto presa, approfondito la coscienza, favorito
la loro evoluzione in esseri viventi migliori, pi responsabili?
Quando proverebbero quell'ispirato intuito che desterebbe
in loro ci che la civilizzazione potrebbe significare?
Chi avrebbe pensato che questa lite di scimpanz avrebbe
distrutto e divorato una piccola innocente?
Cohn progett un nuovo corso di lezioni, orientate attorno
alla questione dei valori significativi. E si fece un
dovere di parlare a ciascuno scimp.
- Perch l'hai fatto, Esterhazy? - Cohn chiese alla
scimmia dalla faccia di contabile.
- Esa aveva detto di farlo.
- Non possiedi una volont tua propria?
- Non ancora, - disse Esterhazy.
Cohn fu in lutto per sette giorni.
Avrebbe seppellito le ossa di Sara.
Un funerale era in regola, una cerimonia di lutto pubblico
e di rispetto per la vita (sebbene le fossero degli estranei),
per la vita dell'estinta, una bambina che non sapr mai cosa
sia essere qualcos'altro che una bambina. Pochi membri della
comunit degli scimpanz vi parteciparono, ma di quelli
implicati nell'assassinio di Sara, solo Esterhazy fu presente.
C'era Mary Madelyn, con indosso il suo abito bianco che
doveva togliersi ogni volta che allattava la piccola. Hattie
sedeva vicino a loro, a spulciare le braccia di Mary Madelyn
e a solleticare felice i piedi rosa della bimba cos da farla
scoppiare in risatine o in piagnistei nei momenti pi seri,
imbarazzando sua madre e disturbando Cohn.
Melchiorre, con le labbra increspate, ascolt austero l'elogio
funebre di Cohn. Buz, preso nei suoi pensieri, era
presente. E George il gorilla, seduto in cima a un albero
attiguo, guardava all'ingi il servizio, e ne era rinsavito.
Sembrava avesse un apprezzamento naturale per i funerali.
Non venne recitato nessun kaddish ufficiale per la bimba
morta, ma Cohn, con piacere di George, mise su un disco di
suo padre che cantava "El Molei Rachameem, una semplice
preghiera per i morti. Chi  morto  morto, c' bisogno
d'altro oltre a un canto di ricordo?
Capovolgendo il suo ruolo di escavatore d'ossa, Cohn
seppell lo scheletro della bambina (l'aveva ricostruito nel
modo migliore possibile) accanto a un piccolo giardino naturale
di fiori non distante dall'albero-scuola. Nessun parente
della babbuina presenzi al funerale quantunque Buz
fosse stato mandato ad invitarli. Disse che non l'avevano
lasciato arrivare al loro masso, affrontandolo con un vociferante
coro di abbai d'allarme e di minacce. Non era rimasto
a discutere con loro.
- Sono degli stupidi buzzurri, - disse Buz.
Il mattino seguente, all'albero-scuola, alla presenza di
tutti gli studenti, gli assassini di Sara seduti insieme in uno
stretto grappolo di maschi in cima all'eucalipto che, dopo
una notte di nuova pioggia, effondeva un aromatico odore
tutt'attorno, Cohn, la faccia levata verso la corona
dell'albero, parl direttamente ad Esa, dicendo certe cose. Per
esempio: - Se tu deprezzi le vite, il valore della tua diminuisce.
Quindi ricorda le Sette Ammonizioni.
Esa toss seccamente.
Facendosi poeta, Cohn disse che una vita trapassata era
una trapassata vita. Un fiore, o un tramonto, non esistevano
pi per quella. E cos pure una tazza di t, se il t era la tua
passione. La vita trapassata non lo sapeva pi. Nessuno
poteva descrivere il Nulla ma la vita trapassata di uno era
un aspetto, una forma del nulla. Chiunque vivesse anche in
Paradiso (se  l che lei/lui vi fosse andata/o) non era quaggi
dove il tempo era pi interessante perch variava col
variare delle stagioni.
- O per dirla in termini pi pratici, una volta morti, un
fico o semi di girasole non stuzzicheranno la vostra predilezione,
amici, e nessuna tiepida mano vi ripulir pi.
Disse che un bambino (qualsiasi bambino) aveva un innato
diritto datogli da Dio di crescere sino a diventare qualcosa
di pi di un bambino. - La vita, per essere tale, deve
compiere il suo corso. In questo modo raggiunge la libert
di scelta, entro i soliti limiti, ma certamente la libert
di immaginare il futuro. Avere un futuro (o pensare di averlo)
irriga i giardini della mente. Come se si vivesse in due
luoghi contemporaneamente. Quindi, - disse Cohn, -  stato
un atto maligno di privazione distruggere il futuro della
piccola Sara.
Le scimmie, sebbene non refrattarie, applaudirono moderatamente.
Mary Madelyn usc con un sonoro Hurrah,
ma Buz, detestando i sermoni (erano un insulto alla sua
intelligenza) sbuff.
Quando Cohn, finito di esprimersi, si rimise a sedere,
Esa si lev, dilatando il petto e afferrando un ramo fronzuto
per tenersi in equilibrio. Rassomigliava sempre di pi a
un piccolo gorilla, non necessariamente un nanerottolo, cos
pens Cohn, ma forse una via di mezzo. Quando la voce
di Esa usc tonando, George, al suo assalto, venne gi dal
suo cedro e s'allontan. Esa gli diede del maiale rimpinzato
e George gli soffi contro qualche flatulenza di gorilla.
Esa proclam che ogni scimp che aveva conosciuto -
nei bei giorni andati, lass sulle alture - aveva dato la caccia
ai piccoli babbuini. Era una cosa perfettamente naturale da
fare, naturalmente selettiva. La caccia era stimolante e la
carne deliziosa. - Per di pi mi d una carica sentire il
rumore dello sgretolarsi di un cranio che hai sbattuto contro
qualcosa di duro.
- E oltre a questo, quei babbuini sono scimmie sporche,
puzzolenti, ladre che interferiscono negli affari di tutti.
Procreano come topi e insozzano tutta la boscaglia pulita.
Se non controlliamo la loro popolazione occuperanno abusivamente
tutta quest'isola e noi dovremo lasciarla.
- E in aggiunta a ci, siamo tutti assai arcistufi di mangiare
cos tanta dannata frutta, pi matzo ammuffiti per dessert.
Gli scimp maschi applaudirono vigorosamente.
- Certo, - Esa prosegu in modo congeniale, - se ci
fosse in giro un pezzo di fica invece di quella sublimazione
del culo che cerchi di rifilarci, avremmo qualcosa con cui
tener vivo il nostro pensiero, ma secondo come sono andate
le cose, soltanto il nostro istitutore ebreo ha rapporti sessuali
ogni qual volta gli venga voglia, con qualcuno che si d
il caso sia pi apparentato a noi; e per noialtri non c' altro
che il proprio birillo da menare.
Buz si lev in piedi e applaud sonoramente ma si sedette
prima che Cohn potesse dire qualcosa.
Cohn s'alz e osserv che dal Giorno della Devastazione,
seguito dall'Ultimo Incompianto Diluvio, quest'isola
era diventata un luogo privilegiato, un santuario per le poche
vite che rimanevano al mondo. - E deve restare un
santuario, anche se ci significa un certo importo di monotonia
alimentare e qualche altro fastidio minore.
Chiese ad Esa e ai suoi amici cacciatori di promettere
che non terrorizzeranno nessuno degli altri piccoli babbuini;
ed Esa disse che se questo era ci che la comunit
voleva, questo era quanto la comunit avrebbe ottenuto,
anche se ci gli andava di contraggenio.
Cohn non sugger un voto a voce, sebbene ne fosse tentato;
non era sicuro di avere i voti per vincere; ma disse ad
Esa di sollevare il braccio destro e di promettere - Non
uccider. Ubbidir alle Ammonizioni.
Esa sollev il braccio sinistro e giur solennemente che
non avrebbe mai pi - testualmente, mai pi - ucciso una
piccola babbuina innocente, e Esterhazy e Bromberg giurarono
insieme a lui.
Pat e Aloisio, immacolatamente ripuliti dalle loro madri,
andarono insieme a loro in cerca di radici, e presto le distanziarono
e le persero di vista. Arrampicandosi su un albero
per vedere dove fossero, si trovarono a fissare lo sguardo di
tra qualche ramo su Esterhazy, stupito lui quanto loro.
Il pelame rizzato, Esterhazy usc con lunghe grida di
pericolo.
I ragazzi babbuini, senza attendere di udirne la fine, balzarono
a terra e scoprirono di essere braccati dagli scimp
che avevano immediatamente reagito al richiamo di Esterhazy: Bromberg, Luca, Saul di Tarso e, dopo qualche minuto,
lo stesso Esa. Anche Esterhazy insegu i ragazzi babbuini.
Nessuno fece riferimento a qualsiasi patto. Inoltre
il patto era di non interferire con una femmina, e questi ragazzi
che correvano come indemoniati non erano affatto
ragazze. Le ragazze non potevano correre cos veloci.
Zigzagando e sfrecciando in un boschetto di palme a
breve distanza dal mare, Pat e Aloisio, incapaci di gareggiare
in velocit e agilit con gli scimp adulti che li rincorrevano,
presero rapidi su per un cocco, Aloisio dietro a Pat,
entrambi emettendo urla mentre s'affrettavano verso la corona.
Esa appost i suoi uomini alla base delle barbute palme
da datteri vicinissime a quella su cui erano saliti i ragazzi
babbuini, e mano dopo mano, scal l'albero verso di loro.
Aloisio, vedendolo salire, si butt in un'attigua palma
pi bassa e dalla grande corona; e Pat, compiendo un simile
ampio balzo, poggi sulla coda di Aloisio tuttora urlante e
abbaiante.
Poich Bromberg era appostato ai piedi di quest'albero,
senza fermarsi saltarono sulla cima della solida palma pi
vicina, ai cui piedi, fu loro fatto di scoprire, stava di guardia
Esterhazy.
Esa s'era tuffato a inseguirli sulla palma dall'ampia
corona.
I ragazzi babbuini saltarono sul tronco d'una lunga palma
arcuata al pari di una scimitarra, ci si afferrarono, e svelti
corsero su verso la sua piccola corona piumata. In quell'attimo
Max e Arturo, i babbuini adulti, giunsero come un
boato nel boschetto di palme abbaiando feroci e scoprendo
le zanne.
Attaccarono simultaneamente Bromberg, che tent di
respingerli con acuti abbai e mulinare d'entrambe le braccia,
ma i babbuini fecero varco nella sua difesa e gli si avventarono
alle gambe e al roseo scroto. Bromberg, con urla
lancinanti, ringhi, e in un momento di pausa, s'allontan
zoppicante, poi prese a correre, sanguinando gi per entrambe
le gambe.
I babbuini adulti lottarono ferocemente con Esterhazy
che corse su per la lunga palma arcuata incalzato da Max.
Arturo, menando rumorosamente colpi a Luca e a Saul
di Tarso che si proteggevano l'un l'altro schiena contro
schiena, li attacc con finti balzi, ma era timoroso di caricare
due scimpanz maschi. Questi urlarono, abbaiarono, mostrarono
i denti e menarono zampate al babbuino saltellante,
tenendolo a bada.
Esa s'era catapultato dentro l'esile palma ricurva in cui
si trovavano i ragazzini, entrambi strillanti mentre sbirciavano
gi verso i babbuini maschi a terra.
Aloisio risal con un salto sulla palma pi corta, perse la
presa a un ramo frusciante, ne afferr e manc un altro,
e capitombol gi a terra per sette metri, colpendo Luca e
intontendolo. Aloisio fugg nella boscaglia, seguito da Arturo.
Presto Max se la diede a gambe dietro di loro.
Il piccolo Pat, ancora tra le palme, si butt dentro una
quercia sul limitare del boschetto di palme e, mentre Esa
lo rincorreva veloce, salt nuovamente nel boschetto, tuttora
incalzato dal Primate Alfa. Pat, con atto disperato, si
tuff nella boscaglia sottostante e, mentre giaceva boccheggiante
col ventre a terra, cercando di respirare, Saul di Tarso
e Bromberg gli piombarono addosso.
Max e Arturo ritornarono sempre di corsa in cerca di
Pat, ma Esa, che aveva strappato ai suoi catturatori l'atterrito
ragazzo che si contorceva, ritto sui piedi, rigonfio il
pelame del corpo, tenendo il babbuino urlante per le gambe
lo rote contro i babbuini adulti. Questi si fecero indietro,
digrignando i denti, e furono immediatamente assaliti da
Luca e da Esterhazy. Max e Arturo si precipitarono nella
boscaglia.
Esa, facendosi volteggiare sulla testa il ragazzo babbuino,
lo sbatt violentemente contro una roccia. Il cranio nellospezzarsi fece il rumore d'una piccola esplosione. Adesso
Pat pendeva floscio dalla mano di Esa.
Accovacciato per terra, di faccia ai compagni affamati,
prese a staccare i frammenti ossei dal cranio sanguinante del
babbuino per scavar fuori subito il cervello.
Bromberg, ancora sanguinante dalle ferite a entrambe le
gambe, richiese timidamente i testicoli, ed Esa gliene
promise uno se si comportava bene mentre prendeva il suo
pasto.
I gemelli, le palme protese, mendicarono con voce sommessa
un pezzettino di carne; ed Esa smise di masticare i
resti del piccolo Pat il tempo sufficiente per dare a entrambi
una buona solleticata finch questi ruppero in un riso straziante.
Esa riprese a mangiare il delizioso cervello dopo aver
rammentato ai presenti quanto gi sapevano: che il piccolo
Pat non poteva in alcun modo venir descritto come giovane
babbuino femmina.
Gironzolando con Buz, mentre Cohn cercava di spiegare
la Seconda Legge della Termodinamica e il suo ragazzo correggeva
i dati del suo pa', si imbatterono in quattro scimp
che in silenzio osservavano un quinto che banchettava voracemente
con le carni di un giovane babbuino.
Cohn corse furiosamente in mezzo a loro, strapp via il
cadavere parzialmente mangiato dalle mani insanguinate di
Esa, e con un urlo lo lanci addentro la boscaglia. Saul di
Tarso l'osserv in volo e, quando cadde, stava quasi per
lanciarsi verso di lui, ma vedendo le altre scimmie sedute
impietrite, non si mosse.
- Ognuno divora la carne del suo prossimo, - url Cohn
citando da Isaia e imprecando di averli scongiurati di non
ripetere questo crimine atroce.
- Non pensereste di dovermi qualche considerazione per
come ho contribuito a rendere comode le vostre vite? Avete
lavoro, ricreazione, istruzione e assistenza sanitaria gratuite.
Siete sopravvissuti a un Diluvio Disastroso e vivete in
relativa pace su di un'isola indescrivibilmente bella. Abbiamo
una comunit operante e siamo alle soglie di un progresso
evolutivo, se non di un balzo in avanti. E come mostrate
il vostro apprezzamento di questi vantaggi? Con l'uccisione
di bambini!
Li accus di ingratitudine. Li chiam ipocriti. - Non 
stato solo ieri che tre di voi hanno levato le loro mani nel
solenne giuramento di obbedire alle Sette Ammonizioni,
pur non avendo la minima intenzione di farlo? Siete una
vergogna per gli scimpanz decenti dovunque si trovino.
Ascoltarono con interesse mentre Cohn li criticava
aspramente. Solo Esa era inquieto mentre con foglie di
quercia si toglieva via il sangue dalle dita pelose. Si strofin
le dita l'una dopo l'altra, poi con un rametto spezzato
si pul sotto le unghie.
Cohn continu: - Dopo tutte le poesie e le storie che
abbiamo discusso in classe concernenti la santit della vita,
e dopo l'omelia che ho pronunciato al funerale della piccola
Sara; vale a dire, il diritto di un bambino di conoscere
il risveglio della sensibilit, del pensiero, la scoperta dell'io,
e poi di emergere al mondo nella maest della giovinezza;
malgrado questo, voi con le vostre mani e i vostri
denti avete fatto a brani i loro corpi e vi avete praticato il
cannibalismo.
- Chi diavolo sei: qualche strampalata sorta di vegetariano?
- disse Esa, tuttora pulendosi le unghie.
Cohn li defin malfattori corrotti e abbrutiti, bestie
dal cuore duro con poca comprensione o compassione.
- Ricordatevi che l'uomo si  distrutto col suo egoismo
e la sua indifferenza per coloro che differivano da lui o dal
suo modo di pensare. Si  disprezzato a morte. Apprendete
almeno questa lezione se vorrete sottrarvi alla sua sorte.
- Non ho alcun desiderio di punirvi corporalmente, -
annunci, - quindi con l'autorit conferitami di Protettore
della Comunit, io in grazia di ci ufficialmente esilio
voi tre: Esa, il falso redento, impostore che non sei altro,
e Bromberg, che non ha ripensamenti dopo un primo pensiero
zoppicante, e Esterhazy, vile e scriteriato.
Disse che avrebbe punito Luca e Saul di Tarso a una data
pi tarda in un modo conveniente alla loro et.
Applaudirono entrambi.
- Calmi, - ordin Cohn. - Quindi, adesso, ordino a voi
tre di prender su la vostra roba e di lasciare questo punto
dell'isola. Se vi fosse un'altra isola nelle acque circostanti, vi
esilierei l, purch esistesse un traghetto per trasportarvi;
ma poich, per quanto ne so, non c' un'altra isola, voglio
che voi andiate altrove su questa, lontano e fuor di vista.
Se poseremo di nuovo lo sguardo su di voi, vi preannuncio
le conseguenze pi tremende.
Dopo aver detto questo, Cohn si sent tremare.
Le tre scimmie adulte si scambiarono occhiate inquiete
e allora Esa mugghiando si rizz in tutta la sua statura
e si port verso Cohn con quattro zanne luccicanti. Buz,
Esterhazy, Bromberg, Luca e Saul di Tarso si sparpagliarono
qua e l rumorosamente.
Cohn, raggelatosi un istante, prese a indietreggiare lentamente,
maledicendosi per non essersi portato dietro la sua
lancia quand'era uscito a fare una passeggiata con Buz. Che
posso fare che Esa non possa, o non si aspetti? Se tento la
forza contro la sua forza non avr molto da esibire, ammesso
ne abbia.
Divis per lo meno un calcio veloce all'inguine e, se
questo funzionava, di prendere in tutta fretta per la caverna
e, una volta l, di spingere il muro protettivo lungo tutta
l'apertura. Lasciata la scena Esa, muovendosi furtivo
avrebbe rapito Mary Madelyn e la bambina.
Tuttavia Cohn sapeva che se si fosse avvicinato quel
tanto per colpire Esa l dove gli avrebbe fatto male, si
sarebbe avvicinato quel tanto da essere ribaltato dal braccio
pi lungo di Esa.
Il Primate Alfa si percuoteva il petto. - Tu ficcanaso
rotto in culo, tu mi hai tolto di bocca il mio cibo naturale.
Tu hai posseduto la mia promessa sposa e l'hai costretta a
generare il tuo figlio mezzosangue. Spezzer ogni osso di
ebreo della tua testa.
Avanz verso Cohn, eretto sui due piedi, estese entrambe
le braccia, tra urla e abbai, spaventevole la ferocia della
sua espressione.
Questo non  un posto per me, pens Cohn, augurandosi
di avere una fionda; ma non ne aveva affatto, quindi indietreggi,
facendo boccacce e rumori disgustosi, ma senza
una maschera impaurente non sortivano effetto.
- Forse dovremmo parlare, Esa. Ragioniamo insieme.
Si volt per correre mentre la scimmia gli balzava addosso,
afferrando Cohn come un ardente amante, sollevandolo
da terra. Anzich abbracciarlo lo scagli al suolo
come un peso morto. Cohn bofonchi dal dolore e cerc di
rotolare nel folto dei cespugli. Esa lo trascin a s con la
gamba e si gett su di lui con un ringhio.
- Aiuto, Buz, - grid Cohn.
Ma non c'era nessun Buz, finch Cohn non lo scorse per
una frazione di secondo seduto su un ramo alto d'un albero,
a guardar gi la contesa con assorto interesse, mentre
sbucciava un'arancia.
La vita si abbui per Cohn. La morte fu un bianco occhio
al centro di una nera faccia che ti fissava. Fu cos che
vide Esa nell'atto, apparentemente, di soffocarlo a morte.
Dopo avrebbe fracassato il cranio di Cohn con una pietra e
mangiato il suo cervello come una leccornia. Cohn s'augur
che avvelenasse la scimmia malvagia.
Lui stesso vag in Paradiso, cercando d'uscirne, ma tutti
i portali erano sprangati. Ahim, sussurr, come si fa
a ritornare alla vita? Aveva posto questa domanda al Signore
senza udire risposta. Ud il proprio respiro rapido e
soffocato che diminuiva.
In quel momento del suo morire Cohn si sent gi morto;
ma Esa, come se avesse udito suonare il telefono e
avesse deciso di rispondere, allent le mani sul collo di
Cohn e cadde di lato come un sacco di farina. Rimase completamente
immobile.
Non si tratt di un miracolo. Mary Madelyn, reggendo
in braccio Rebekah, si era avvicinata di soppiatto alle spalle
di Esa col martello a raffio di Cohn, e mentre gli scimp
sugli alberi osservavano stupefatti, l'aveva colpito al capo
con l'utensile.
Quella sera, un Cohn dalla gola livida e la voce rauca
bend la ferita di Esa dopo aver cucito ventun punti nel
cuoio capelluto; e al mattino la scimmia bendata si allontan
strascicando, con una forte emicrania e una valigetta
presa in prestito, verso un esilio permanente.
Bromberg e Esterhazy erano svaniti. E Luca e Saul di
Tarso furono lasciati andare con severe reprimende. Entrambi
promisero di correggere le loro maniere. Buz dichiar
che sbucando dagli alberi al pari di Tarzan stava per
buttarsi sul dorso di Esa per soccorrere Cohn, ma Mary
Madelyn c'era arrivata prima.
Disse, comunque, di aver preso male quelle brutte maledizioni
che Cohn aveva imposto alla razza degli scimpanz.
Di li a una settimana Cohn fece una visita di censimento
al masso dei babbuini e osserv che mancava Aloisio.
- Dov' il piccolo babbuino? - indag educatamente,
e i due maschi si diedero a ringhiare mostrando minacciose
zanne. Le Anastasie, di cui una incinta, latrarono lamentosamente.
Cohn termin frettolosamente la sua visita.
Quella sera trov il corpo decomposto e semisbranato
del piccolo Aloisio che puzzava in cima a un fico carico di
frutta marcescente, il cadavere posato di traverso su un
ramo dov'era stato scaraventato.
Cohn prov un senso di fallimento.
Non sono riuscito a insegnare a questi scimpanz una
verit fondamentale. Come possono sopravvivere se ai loro
simili sopravvissuti fanno ci che gli uomini si fecero gli
uni agli altri prima del Secondo Diluvio? Come potranno
evolversi in qualcosa di meglio degli uomini?
- Buz, chi ha fatto quella cosa terribile ad Aloisio? -
chiese, e lo scimp, divorando un succoso mango, disse di
non averne idea.
- Che possiamo fare per scacciare il male che imperversa
in questa plaga?
Buz disse che era colpa di Cohn che non aveva insegnato
l'amore. Cohn disse che aveva tentato di insegnare il
buon vivere, ma non era sortita gran cosa.
Buz allora gli consigli di toglier via la falsa Ammonizione
che lui aveva messo sulla parete della scarpata.
- Perch la chiami falsa?
- Perch Dio  amore.
Cohn disse che non si sentirebbe certo di promettere
un Dio amorevole. In seguito si rese conto di non averlo
detto; se lo era pensato in tutta calma.
Disse a Buz di essere scoraggiato e che avrebbe tentato
qualsiasi cosa che servisse la causa della pace.
Quando il giorno seguente usc dalla boscaglia, dopo la
conta di nuovi alberi da frutto, con stupore ma non sorpresa
Cohn scorse Buz in piedi in un punto a forma di balcone
a due terzi della pendenza della scarpata, che predicava
agli scimpanz riuniti sotto, dove la cascata talvolta li
spruzzava, bench non sembrassero farvi caso.
La chutzpah di quel piccolo scimp.
Cohn scopr che Buz, senza cercare il suo consenso,
aveva mutato la seconda delle Sette Ammonizioni sulla
parete della scarpata. Aveva tolto il non e l'Ammonizione leggeva Dio  amore, Dio  Dio.
Cohn decise che avrebbe smontato tutta la Seconda
Ammonizione, tranne Ricordatevi di Lui. A Dio, pens,
non sarebbe importato purch lui non facesse pasticci
con le cose fondamentali.
Ci sarebbe voluto un po', date le attuali risorse spirituali
degli scimp, per ottenere una nuova moralit operante.
Anche Mos aveva avuto guai, e Isaia aveva poco
meno che soffiato la sua voce inveendo contro i fallimenti
etici degli israeliti.
Ai piedi della scarpata stava la piccola banda di scimpanz,
tra cui Mary Madelyn con in braccio Rebekah, ora
assai vivace. Melchiorre fumava un sigaro fatto in casa arrotolando
qualche dura foglia di tabacco in cui si era imbattuto
sull'isola. E Hattie osserv che ora si sentiva la signora
Melchiorre, che fossero sposati o no, anche se Melchiorre
non aveva pi un grande interesse per il sesso.
Poi Esterhazy e Bromberg scivolarono in mezzo agli
altri, come dei galeotti fuggiaschi che erano andati aggirandosi
furtivi nella foresta pluviale. Tuttavia quando si
premettero insieme le palme e si buttarono in ginocchio,
Cohn prese in esame la possibilit di rescindere la loro condanna
all'esilio. Forse conceder loro un'altra possibilit di
rifarsi, ma non a Esa, perch la sua natura era prossima al
male.
E Luca e Saul di Tarso erano in ginocchio, a pregare,
ma non George il gorilla.
George non c'era pi. Era sparito qualche giorno prima.
Correva voce che si fosse trascinato sulle alture, e nessuno
sapeva per certo se questo fosse uno spostamento temporaneo
o per sempre.
Cohn, non senza una fitta di dolore, l'aveva visto allontanarsi
pesante sulle gambe al tramonto, portando con
s un piccolo fardello delle sue cose all'estremit d'un bastone
sulla spalla.
- Beati gli scimpanz, - predicava Buz dal terrazzo della
gialla scarpata, - perch essi hanno ereditato l'intera
terra.
E gli scimp di sotto uscirono in un caloroso applauso
risonante.
Buz pi tardi disse a Cohn di ritenere che di qui in avanti
le cose sarebbero andate meglio tra la comunit dell'isola;
ma Cohn gli ramment con pessimismo che anche il
cristianesimo non aveva impedito l'Olocausto (quello
ebraico di cui ho parlato in classe di recente) n aveva fermato
il Giorno della Devastazione.
Buz accus rabbiosamente Cohn di non approvare mai
nulla, sia prammatico che spirituale, per cui avesse interesse
o che avesse fatto; e Cohn lo neg con veemenza.
Per un attimo si guardarono in faccia con ira, il braccio
destro levato, poi si girarono e si allontanarono chi
camminando sui piedi e chi sulle nocche.
Dopo un pranzo preso di buon'ora, mentre Mary Madelyn
stava sciacquando i piatti di legno nel secchio dell'acqua,
Cohn accese la lampada e, appoggiando le spalle
al muro di legno, lo spinse scricchiolante sui suoi rulli lungo
l'imboccatura della caverna.
- Dio  amore, - lei gli ramment. - Perch togli
luce e aria fresca alla caverna?
Cohn disse di avere la sensazione che il male persistesse
nella zona, e dubitava che il sermone di Buz potesse far
molto per attenuarlo. - Ci vorr qualche tempo perch le
cose si sistemino, l'atmosfera  stata tesa da quando sono
comparsi quei babbuini nelle vicinanze. Ho cominciato a
chiedermi che cosa stia combinando Dio.
Lei domand a Cohn quando si sarebbero sposati, e lui
disse che erano pi o meno sposati. - Dobbiamo generare
delle figlie femmine.
Cohn teneva in grembo Rebekah che indossava un camiciottino
bianco di tela da vela che lui le aveva cucito;
stava per raccontarle una di quelle storie che si raccontano
ai bambini all'ora di andare a letto.
Rebekah, sebbene una bimba mezzo scimpanz, aveva
un'aria pi che semiumana. Le piaceva stare seduta per terra
sul suo duro sederino, a giocare con una bambolina di
paglia che Cohn le aveva fatto, e di cui aveva mangiato la
testa.
Secondo il libro del dr Bunder, lei era indietro per
quanto concerne i movimenti infantili degli scimp, per
avanti nel linguaggio. Diceva papa e mama, e contava sino
a cinque con le dita di un piede e sino a dieci con l'altro.
Era sveglia e carina, con una risata vivace. Gli occhi
erano intensamente curiosi, vispi, azzurri; Cohn era tenero
con lei, enormemente innamorato della sua bambina.
Meditava spesso il destino della piccola. Avrebbe vissuto
la sua vita sull'isola? Era destinata ad essere madre di
una razza umanoide-scimpanzoide se si fosse accoppiata con
uno scimpanz vero e proprio, possibilmente Buz, un giorno,
se questi si comporter bene? Cohn si augur che la sua
piccolina fosse stata creata per un futuro migliore del comune,
personalmente autorealizzante. In quel momento vi fu
un secco colpo sul muro di legno protettivo, come se qualcuno
vi avesse lanciato contro un sasso.
- Apri la dannata porta, - grid Buz dal di fuori. - Che
c' da avere paura?
A Cohn non piacque la domanda e ancora non spost
la porta.
- Chi c' con te l fuori?
- Io solo.
- Che cosa vuoi?
- Un pezzo di candito, - grid Buz preso dalla frustrazione,
menando calci al muro col piede nudo, subito maledicendosi
d'averlo fatto.
- Entra, - disse Cohn.
Mary Madelyn mise in fretta la bimba nella culla mentre
Cohn con la spalla spingeva il muro aprendolo lentamente.
Buz entr zoppicando sulle nocche. Dirigendosi verso
la scatola dei canditi sulla mensola diede un'occhiata a
Rebekah nella sua culla. - L'ho perdonata, quella.
Cohn disse che era contento di sentirgli dire cos, specialmente
dal momento che la bimba non aveva nulla contro
di lui.
- Siamo tutti ben disposti verso di te, Buz, sebbene ti
si veda di rado tranne che all'albero-scuola e a cerimonie
pubbliche.
Buz trangugi un pezzo di noce di cocco alla vaniglia e
prese a masticare del cioccolato. Con la bocca piena disse
che non era stata una cosa gentile da parte di Cohn averlo
sfrattato da quella che per lungo tempo era stata casa
sua.
Cohn gli ricord che era stato lui a lasciare la caverna
spontaneamente.
- Hai detto che non volevi vivere con un marmocchio
frignante, che avevi i tuoi pensieri cui pensare.
Buz parve stesse pensandoli. Mentre mangiava il candito
stava fissando il petto di Mary Madelyn in un modo
che la fece arrossire. Lei copr la bimba con una seconda
coperta.
Cohn estrasse dalla sua valigia il crocefisso d'argento di
Buz e glielo offr. - Ti sei portato via dalla caverna tutti i
tuoi beni terreni, vuoi la croce che ho trattenuto per te?
- Non ora, - disse Buz. - Non ho tasche con me.
- Te la puoi mettere attorno al collo.
- Il mio collo  pi grande di prima, la catenina non
andrebbe bene.
Cohn gli disse di provarla.
Buz disse di no.
Cohn stava sul chi vive, allorch un odore sulfureo gli
assal le narici, nulla a che vedere con quello di George, questo
era un odore terribilmente fetido, e il cuore gli sprofond
nel vedere Esa, con un ghigno sciocco come lo stesso
diavolo, l ritto nella caverna.
Cohn si maledisse per aver trascurato di richiudere il
muro protettivo dopo che Buz era entrato. - L'hai sempre
saputo che non se n'era andato in esilio, - Cohn accus il
suo ragazzo.
Buz disse che aveva sentito delle voci ma non ne era
sicuro. Cohn era adirato e impaurito.
Con Esa, comparve Esterhazy; e Bromberg, Luca e
Saul di Tarso entrarono nella caverna, indossando maschere
d'argilla rubate dalla collezione di Cohn, tutti con in mano
delle pietre aguzze puntate verso la sua testa.
Esa, la benda sudicia avvolta attorno al suo spesso cranio,
s'era ingrossato di peso, la faccia enfiata. All'aspetto
era come se avesse trascorso il suo tempo nascosto a bere
birra di banana. Gli occhi vitrei e arrossati avevano un'aria
meschina.
Mary Madelyn, lanciando un grido, afferr la bimba dalla
culla e cerc di uscire dalla caverna, ma Esterhazy, levando
la scimitarra che aveva trovato appesa a un gancio nel
muro, le sbarr la strada.
Cohn avvis Esterhazy di stare attento a dove puntava
l'arma o verrebbe privato della razione di frutta di un mese.
Poi disse a Esa: - Ti ho trattato bene da quando sei
comparso in questo angolo dell'isola. Ti ho tolto un dente
dolorante e ti ho bendato la testa ferita. Sii clemente, Esa.
Senza riferirsi a chi lo aveva ferito alla testa che lui aveva
bendato, Cohn cerc di portarsi verso Mary Madelyn e
Rebekah e scopr di avere i polsi tenuti saldi da ciascun
gemello.
Esa, con un destro movimento furtivo, strapp Rebekah
dalle braccia della madre piagnucolante, e lanci la
bimba a Bromberg. Rebekah emise un gorgoglio mentre
veleggiava nell'aria.
Cohn scaravent di lato i gemelli e si butt in avanti per
riprendersi la bimba, mentre Bromberg la gettava a Esterhazy.
La scimmia dall'aria di contabile la prese nella sua ampia
mano mentre Mary Madelyn gli si avventava contro.
Questi la lanci a Saul di Tarso, che la pass a Luca che
si precipit fuori dalla caverna.
Mary Madelyn emise dei rumori soffocati dal dolore mentre
respingeva i gemelli e prorompeva fuori dalla caverna
sulle quattro zampe alla ricerca di sua figlia.
Cohn preg per la distruzione di Esa l dov'era: che caschi
enormemente morto, ma non ne risult nulla. Il Primate
Alfa continu a vivere nella miglior salute.
Esa e gli altri scimp uscirono di corsa dalla caverna,
Buz con la scimitarra tra i denti. Avevano lasciato Cohn
steso a terra con un cumulo di pietre ammucchiate sul
petto.
- Et tu, Buz? - Cohn era straziato al di l della sua angoscia
per Rebekah.
Spost di lato pietra dopo pietra, non senza un dolore
pressante, poi levandosi tremante dal suolo, afferr la sua
lancia di ferro dalla rastrelliera e si gett alla carica dei malfattori
nella penombra che s'andava ispessendo.
Le scimmie si incontrarono nel cedro abbandonato dal
gorilla in prossimit dell'albero-scuola e curiose si misero
a ispezionare la piccola Rebekah. Esa sedeva su un alto
ramo, solleticandole i rosei piedini e sbirciando sotto le falde
del camiciottino per vedere che cosa c'era.
Gli scimp tutt'attorno a lui guardavano con assorto interesse
finch comparve Mary Madelyn, sconvolta, e mormorante
tra s. Li implor in toni scorati di restituirle la
bimba innocente e lei darebbe loro qualsiasi cosa volessero,
promettendo di non fuggire pi via al loro avvicinarsi quando
sarebbe stata in calore.
Mentre il sole calava, il cielo dell'isola si fece di porpora,
con fiumi zigzaganti di nero. Le scimmie girovagarono
con la bimba da un albero all'altro come beduini, mentre
sua madre si spostava brachialmente dietro a loro, e Cohn,
abbandonata la sua lancia, li inseguiva a piedi, le braccia
estese nel correre, per prendere la bimba se per caso cadesse,
o venisse lasciata cadere a terra dalle scimmie.
Le implor, mentre correva, di essere misericordiose.
- Potete anche considerarmi un padre insensatamente innamorato,
ma Rebekah, vi do la mia parola,  una bimba
dotata.  da pi di un mese che parla, e conta sino a dieci
con le dita dei piedi.  una bimba d'insolite promesse, anche
portata musicalmente, e un giorno forse potrebbe diventare
una pianista da concerti se riuscissimo a far sortire un
pianoforte e a iniziare un programma di istruzione musicale.
- Non  affatto esagerato dire che il futuro di noi su quest'isola
vive in Rebekah, il futuro di un'altra e, Dio volendo,
migliore civilt, pi idealistica e altruistica, lo spero di
certo. Rebekah, sono certo che lo sapete,  per met del vostro
genere e per met del mio, e dall'unico assortimento
dei suoi geni ereditati, e senza dubbio di quelli d'uno di voi
nel grembo della sua maturit, tra non pi di dodici anni da
ora, le specie naturalmente migliori del futuro avranno probabilmente
origine. Pensateci, signori!
- Vi prego fate attenzione a lei,  la nostra cara figliola.
Vi esorto a posarla delicatamente per terra dove la si possa
riprendere e riportarla a casa. Vi assicuro che vi ricompenseremo
tutti e vi tratteremo da eroi.
Le scimmie sugli alberi parvero smettere il loro gioco e
ascoltare Cohn; e Mary Madelyn, inseguendoli senza badare
alla sua sicurezza, dopo un attimo in cui era avanzata di
soppiatto, fu in grado di atterrare dentro lo stesso albero
dove ce n'erano quattro di loro ed era quasi riuscita a mettere
le sue mani su Rebekah, quando lo sbalordito Bromberg,
ripresosi, la lanci per la navata dell'albero a Esa, ritto
in cima a una palma in fiore sulla sinistra. Esa afferr un
brutto lancio ma lo trattenne saldamente mentre gli altri
scimp maschi schizzaron via dall'albero portandosi in tre
palme vicine. Mary Madelyn, in gemiti, balz dentro la corona
di un cocco, ma Esa, con un grugnito, era gi scattato
in avanti con la bimba in braccio verso un albero adiacente.
Cohn, da terra, promise che se restituivano la bimba ai
suoi amorevoli genitori, a uno dei due se non a entrambi
(senza dubbio questa era la loro definitiva intenzione, nessuno
di loro era un rapitore deliberato) con gioia li ricompenserebbe
con doni di 500 sacchi di riso integrale, circa
200 banane, di cui 48 dalla polpa rossa, 56 mandarini dolci,
3 scatole di fichi secchi, circa una tonnellata di semi di
girasole, 32 pezzi di noce di cocco candita, met di un grande
barile di birra di banana frizzante, e/o ogni altro oggetto
nella caverna, inclusi i suoi libri, capi d'abbigliamento,
senza escludere il suo caldo poncho; con la stessa caverna in
aggiunta, ed anche il capanno esterno, una vera gioia d'estate,
se loro misericordiosamente rilasciavano la bimba, incolume.
Esa rise tra s nel buio che andava infittendosi.
Lanci la bimba di lato a Esterhazy, che se la pass da
un braccio all'altro e la scagli a Bromberg in un arco sopra
il capo di Mary Madelyn. Rebekah, che per un tratto piagnucol
fievolmente, adesso aveva smesso di piangere. Nella
prima luce serale veleggiava lenta per l'aria, silenziosamente
in ogni direzione.
Parve a Cohn che le scimmie negli alberi fossero state
prese dalla stanchezza o dalla noia; tuttavia il loro gioco prosegu
nel buio, ed egli sent crollare la sua ultima speranza
per la bimba.
- Oh, barbare bestie! Chi se non un animo spietato strapperebbe
una piccola creatura alle braccia dei suoi genitori,
senza rispondere un istante al loro miserando supplicare (urla
soffocate dalle lacrime, implorazioni) per continuare spietatamente
a giocare l'atroce gioco di sballottare la bambina,
senza lasciarsi minimamente commuovere dal loro accoramento?
- Maledizione all'anima vostra, se ne avete, e possa il
Dio Onnipotente punirvi in eterno della vostra scelleratezza.
Prego vi sia un Terzo Diluvio, pi alto e pi profondo
degli altri.
Poi Cohn cadde in ginocchio e preg Dio di salvare la vita
della sua creaturina, ma dopo un tratto si alz, pensando
che forse a Lui non piacciono gli scimp che sono scimp al cinquanta
per cento e umani l'altro cinquanta per cento. O forse
non ricorda il suono della mia voce?
Era calata la notte. L'ultima luce era scomparsa nel palmizio,
ma lui poteva ancora distinguere il piccolo fagotto
bianco galleggiante nell'aria d'albero in albero, rincorso da
una figura stremata, desolata, che procedendo brachialmente
s'andava vieppi avvicinando alla bimba nel suo spostamento,
finch, con l'intensificarsi dell'oscurit, Rebekah
cadde, o fu scagliata contro un masso risplendente di sotto;
e i due babbuini maschi, Max e Arturo, in attesa nella boscaglia,
si allontanarono con i suoi resti sanguinanti.
Fu la straziata impressione di Cohn che nessuno avesse
deliberatamente voluto l'evento; era accaduto perch si
era predisposto cos, - aveva detto Rashi, - dai primi sei
giorni della creazione.
Quando la mezzaluna si lev, Cohn trov la sua lancia
dove l'aveva abbandonata. (L'averla scagliata contro Esa
avrebbe mutato il corso degli eventi e salvato Rebekah?
Mary Madelyn, per esempio, avrebbe raccolto la bimba tra
le braccia se Esterhazy o Bromberg, vedendo il villoso petto
di Esa squarciato dalla lancia, l'avessero lasciata cader
gi per cattiveria o per terrore?)
Cohn insegu Satana nella foresta della notte.
Scorse una bianca testa bendata nell'ombra degli alberi,
prese la mira, e scagli la lancia con forza raccapricciante.
Vi fu l'urlo terribile e lamentoso di una scimmia riluttante
a lasciare la vita; e un corpo croll gi dall'albero e piomb
al suolo.
Quando Cohn, dopo aver trascorso la pi parte della
notte in cerca di Mary Madelyn, ritorn all'alba a seppellire
Esa, la scimmia che stringeva spasmodicamente la lancia
infitta nel petto e che era sanguinata a morte dall'enorme
squarcio, non era Esa ma uno scimpanz albino. Non una
creatura misteriosa simile a un dio, semplicemente una scimmia
bianca e insozzata delle alture, che andava annerendosi
nella morte; ma Cohn prov la stessa sensazione che se avesse
ucciso un uomo.
Cerc Buz e lo trov che dormiva profondamente in un
nido sull'albero-scuola. Aveva proibito alle scimmie di dormirvi,
e solo Buz aveva disubbidito. Cohn s'arrampic in
silenzio sull'albero e fece ci che sent di dover fare.
Buz, svegliandosi con uno scoppio d'urla terrorizzate, si
trov con entrambe le gambe prese in un cappio di sarmenti,
e il corpo legato alla fronda su cui s'era fatto il nido notturno.
Sfoder i suoi denti a Cohn, e Cohn, sbigottito, lo
schiaffeggi sulla faccia.
- Che ho fatto? - chiese la scimmia. - Sono innocente.
Cohn gli disse che doveva punirlo per aver tradito il suo
pa', la sua matrigna e la sua sorellastra; lo far tagliandogli
i fili del suo organo vocale artificiale, privandolo della parola.
Buz, agitandosi, l'implor di non farlo, e Cohn, sebbene
rattristato, rispose che non aveva alternativa.
- Ci hai traditi con quelle scimmie sanguinarie. Per causa
tua ho aperto la barriera, e ora la bimba  morta. Tu ne
eri geloso e con Esa e gli altri hai cospirato di rapirla.
Buz incolp Cohn. - Ero venuto per un pezzo di candito
per la mia golosit. Sei tu che hai dimenticato di chiudere la
dannata porta.
- Hai lasciato che mi coprissero il petto di pietre. Riuscivo
appena a respirare, ma tu non hai fatto nulla per aiutarmi.
Mi hai lasciato l dolorante. Avresti potuto tornare
ma non l'hai fatto.
Buz dichiar che si era unito al loro gioco per spiarli. - Il
mio piano era di avvisarti se avessero tentato di ucciderti.
Cohn estrasse le pinze dalla tasca dei pantaloni.
- Ti prego non prendermi la favella, - implor Buz.
- Prendi tutto tranne quella. Il dr Bunder non commetterebbe
un crimine cos brutto contro il suo peggior nemico.
Mi ha amato come un padre ama suo figlio.
- Anch'io ero padre e ho avuto una figlia. Il Signore d e
prende.
Pong pong, Cohn gli tagli i fili arrugginiti annodati di
tra i peli sul collo, ma non prima che Buz avesse brontolato:
- Non sono Buz, io mi chiamo Gottlob.
Il mattino seguente le scimmie si adunarono per abitudine
sull'albero-scuola vuoto e lanciarono semi di girasole
e pietre contro la testa di Cohn seduto sul suo sgabello da
cui insegnava.
Cohn aveva cercato invano Mary Madelyn, ma non la si
trov da nessuna parte. N Esa era presente, n aveva rivisto
Gottlob.
Appena prese a parlare i gemelli lo fischiarono. Hattie
gli lanci stridule urla. Sembravano come degli Oib,
oib.
Cohn fu mosso a parlare di Rebekah, a raccontare storie
di com'era, a tentare per un momento di annullare con la
lingua ci che le era stato fatto; di riportarla in vita. Ascoltarono
in silenzio ma quando egli smise di parlare, sopraffatto
dal dolore per la sua bambina, i gemelli lo sbeffeggiarono.
Strapparono manate di foglie d'eucalipto e, urlando,
gliele fecero piovere addosso, insieme a piccole pietre taglienti
che si erano trasportate sull'albero in un sacco. Hattie
e Melchiorre gli lanciarono noci di cocco. Lui li implor
tutti di digiunare in futuro, e in risposta ottenne fischi e
rumori. Fu allora che si rese conto che gli scimpanz avevano
perso la loro favella. Non era questo il suo piano. Che fosse
finita cos gli grav il cuore.
Corse alla caverna a nascondersi dietro il suo baluardo
finch le cose non si fossero sistemate e avesse calcolato che
altro fare. C'era un modo di lasciare l'isola? Progett di costruire
una zattera sulla spiaggia. L'alta marea l'avrebbe sospinta
al largo.
E se andr alla deriva per sempre sull'oceano? Ti figuri
Cohn e la sua barba che devono vivere per sempre su una
zattera?
Mentre s'affrettava alla volta della caverna, intravide
Mary Madelyn nel campo oltre la cascata, di lato alla risaia,
il suo fiore sessuale issato come una rigida bandiera rossa,
l'abito bianco di tela da vela a brandelli sull'erba. Lei si accovacci
mentre Esa, mangiando una banana ammaccata,
la montava. Le fece una sola pompata, smont attentamente,
si sbucci un'altra banana.
Allora Gottlob, era stato a osservare attentamente, penetr
Mary Madelyn due volte. Chiusi entrambi gli occhi si
concentr, mentre pompava vigorosamente, e smont; poi
la ripenetr, pomp otto dure volte deliberatamente, e
smont orgogliosamente. Parve aver umiliato Esa, che
aveva smesso di masticare la sua piccola banana e non voleva
guardarlo negli occhi.
Gottlob si percosse il petto e indic levando il suo pugno
che lui era il Primate Alfa.
Esa non contest la faccenda.
- Mary Madelyn, - la chiam Cohn accoratamente.
- Eccomi qui!
Scorgendolo, i tre scimpanz corsero sulle nocche verso
gli alberi.
- Non scordarti di Romeo e Giulietta, - grid. - Amore,
amore, amore!
Attese la sua reazione ma non ud nulla. Cohn per un
istante si chiese se non avesse perso l'udito. O lei non aveva
voluto sentirlo? Lei era smarrita senza parole.
Quella sera, mentre stava riempiendo delle sue cose alcune
sacche da viaggio, una banda di scimp abbatt il suo
muro protettivo con un enorme tronco che si erano portati
con s e si rivers nella caverna, Gottlob che faceva strada.
Cohn s'era nascosto sotto il letto.
Gli scimp banchettarono con frutta fresca e secca e con
lattine di cibo aperte a colpi di martello o gettandole contro
la parete: tonno, olive, spaghetti e fagioli. Stracciarono la
lisa biancheria di Cohn, le brache rammendate, il poncho e
altri indumenti; distrussero i suoi strumenti di scrittura,
piatti e calici, maschere d'argilla e vasi per fiori, libri e carta.
Spezzarono la sua scimitarra all'elsa, percuotendo con la
lama la mensola del camino, e fecero a pezzi il calcio del
Winchester 30,06 sbattendolo pi volte contro la parete di
roccia. La birra che non riusc loro di bere la riversarono per
terra e vi guazzarono dentro. Gottlob indoss gli stivali di
Cohn e guad nella birra di banana.
Le scimmie poi strapparono gi, sconquassandole con la
lancia di ferro, le mensole di legno delle provviste che Cohn
aveva costruito appena giunto sull'isola.
Esa, col martello a raffio che gli aveva fatto sanguinare
la testa, fracass tutti i vecchi dischi del cantore, e in tre
colpi furibondi demol il fonografo portatile. Tutte le parti
interne penzolaron fuori.
Le scimmie presero Cohn, legandogli le braccia con una
catena di metallo alla quale un tempo aveva legato un tronco,
e gli misero una corda a cappio attorno al collo. Mentre
lo legavano stretto, le braccia dietro la schiena, le gambe,
su insistenza di Gottlob, legate insieme, ridacchiarono, urlarono,
abbaiarono, berciarono, riempiendo la caverna degli
echi di un impossibile rumore. Ma l dove giaceva il fonografo
distrutto, una voce rabbinica recitava la legge.
 
La misericordia di Dio.

Di giorno ascendevano nella luce solare, e la notte attraverso
una nube di stelle che imbeveva la costa del monte.
I polsi di Cohn erano legati da corregge di cuoio; sul petto
portava un fastello di legna spaccata. Un cappio gli pendeva
sciolto attorno al collo scarno, la corda sfilacciata che
gli strisciava dietro mentre avanzava lentamente su per la
montagna di roccia. Indossava il suo kitl bianco, non un
caldo indumento in questa notte di gelo.
Buz gli si strascicava dietro, camminando eretto, un turbante
di spugna in testa e un paio di vecchi sandali di Cohn
ai piedi.
A una svolta nella strada stretta incontrarono un mendicante,
una sorpresa per tutti.
Questi stese l'ossuta mano di sette dita, ma Cohn disse
che non era affatto in grado di raggiungere la sua tasca perch
aveva le mani legate.
- Dillo quindi a parole.
- Le mie parole sono domande.
- Chiedi.
- Per esempio, sei tu il Messaggero del Signore? O forse
il Messia?
- Sono un mendicante che mendica.
- Mendica cosa?
- Una benedizione.
- Vorrei averne una da darti.
- Oho, - disse il mendicante, scomparendo in una nube
di foschia profonda come una valanga di neve.
Cohn aveva sentito dire di simili incontri su strade di
montagna.
- Chi era quello? - chiese comunque. - Pong, - fu quanto
disse Buz.
Cohn si chiese che cosa sarebbe successo se avesse tentato
di correr gi per la montagna, ma Buz correva pi veloce
di lui e se per caso avesse messo un piede sulla corda strisciante
di Cohn avrebbe potuto spezzargli il collo.
Cos sal per la montagna di roccia coi suoi piedi nudi,
reggendosi la legna spaccata sul petto.
- Buz, - disse Cohn, - sei il mio amato figliolo, dimmi
dove stiamo andando. Penso di saperlo ma mi piacerebbe
che lo dicessi tu.
- Pong.
A un'altitudine dove cinque sempreverdi crescevano in
gruppo si imbatterono in una caverna aperta con un altare
che brillava all'interno.
Cohn lasci cadere i legni a terra ed evacu di contro alla
montagna prima di raccattare i pezzi e di avvicinarsi all'altare.
Buz parve guardare a un orologio che non aveva e indic
che era ora.
- Dov' questo capro nella macchia? - chiese Cohn con
un gemito.
Buz fece oscillare il dito alla volta del suo pa'.
Sebbene l'avesse saputo, Cohn si sent raggelare. - Sar
io l'olocausto?
- Pong.
Buz dispose la legna in una fila ordinata sull'altare e appicc
un fiammifero ai tronchi secchi. Vers spezie e mirra
nel fumo. Le fiamme divamparono, crepitando in una
lingua straniera.
- Slegami le mani e non mi muover, te lo prometto.
Non macchier il sacrificio. Se questo  ci che sono, questo
 ci che sono.
Buz fece cenno a Cohn di inginocchiarsi. Pieg le ginocchia
per mostrargli come.
- Questo non lo farei se tu non fossi il mio amato figliolo.
Cohn s'inginocchi davanti al fuoco, in attesa del veto di un angelo, che non apparve mai. A meno che uno fosse giunto e se ne fosse andato? Non si pu contare sugli angeli.
Buz tir indietro la testa di suo padre prendendolo per i lunghi capelli, esponendo il suo collo, mirandogli alla gola con un coltello di pietra.
Il sangue, con loro meraviglia, scatur un attimo prima che il coltello toccasse la carne di Cohn.
- Poong, - disse Buz, ma fin l. Chi poteva dire se significava s, no, oppure forse.
Cohn rimase immoto sull'impiantito della caverna in attesa di essere deposto sulle fiamme. Per mezzo del dorato lucore del fuoco pot vedere che la sua lunga barba bianca era chiazzata di macchie di sangue.
- Dio misericordioso, - disse, - sono un vecchio. Il Signore mi ha lasciato vivere l'intero corso della mia vita.
Pianse al pensiero. Forse domani l'altro mondo?
In un alto albero nella valle sottostante, George il gorilla, indossando un bianco yarmulke infangato che un giorno
aveva trovato nei boschi, intonava: Sh'ma, Yisroel, il Signore Dio nostro  uno.
Nella sua voce gutturale e rauca inizi un lungo Kaddish per Calvin Cohn.
...
.
...
FINE.